Il contenuto di questo sito può essere riprodotto solo a condizione che ne venga citata chiaramente la fonte, che non venga utilizzato a scopi commerciali e che non venga alterato o trasformato.

lunedì 15 ottobre 2007

Frittata di albumi ai gamberi


L'idea me l'ha data Paula, forumista di Altrotempo, che ringrazio di cuore. Una frittata di soli albumi, colorata dal curry e arricchita da gamberi. La consiglio.


Per 1 o 2 persone
tre albumi
una decina di gamberi
2 grossi cipollotti
pochissimo olio extravergine
1 cucchiaino di curry
sale

Affettare i cipollotti con parte del gambo verde, farli stufare in poco olio e qualche cucchiaio di acqua bollente. Quando saranno morbidi, unire i gamberi, sgusciati e tagliati in due o tre pezzi, lasciarli sul fuoco per un minuto, salare (poco) e profumare con la polvere di curry. Amalgamare accuratamente e lasciar raffreddare. Mettere gli albumi in una bacinella, sbatterli brevemente con i rebbi di una forchetta, condirli con un pizzico di sale e il soffritto di gamberi. Ungere una padella antiaderente con un velo d'olio, scaldarla sulla fiamma del fornello, versare il miscuglio e cuocere come una normale frittata.

venerdì 5 ottobre 2007

Vellutata di zucca all'arancia



Da quando Artemisia ha aperto il suo caleidoscopico blog, sono diventata un'affezionata fruitrice di ricette degli Accademici. Ieri sera, complice una mezza zucca del tipo "mantovana", comprata al mercato, ho preparato la vellutata di Cucurbita. Non avendo amaretti a disposizione, ho guarnito con scaglie di mandorle tostate. Squisita. Grazie a Cucurbita e a tutta l'Accademia.


VELLUTATA DI ZUCCA ALL'ARANCIA - di Cucurbita Serenissima

Per la vellutata ho usato più o meno mezzo chilo di polpa di zucca tagliata a cubetti, 2 grosse patate farinose, 4 scalogni, uno spicchio d' aglio, un pezzetto di cannella, un pizzico di peperoncino tritato, un dado vegetale, 12 amaretti sbriciolati, due arance, sale, olio e due noci di burro. Verrà una vellutata per 6 persone.

Soffriggere nell'olio extra vergine d'oliva gli scalogni con l'aglio e il peperoncino, solo un attimo, giusto giusto per sentire il profumo; aggiungere le patate e la zucca e farle rosolare per un paio di minuti.

Coprire d'acqua bollente dove è stato fatto sciogliere il dado e buttarci dentro la stecchetta di cannella.
Mettere un coperchio e far bollire lentamente per una ventina di minuti (fate attenzione che si attacca facilmente).

Quando il tutto è cotto e dopo aver tolto la cannella, frullare a fuoco spento con il minipimer aggiungendo il burro e il succo delle arance.

Servire in piccole ciotoline spargendovi sopra gli amaretti sbriciolati, versandovi un filo d'olio e depositandovi due ricciolini di buccia d'arancia.

Vi dirò che l'arancia l'ho aggiunta perchè la zucca che avevo, come spesso succede, non sapeva di niente ed era troppo dolce; così anche l'amaro degli amaretti (che si usano nel ripieno dei tortelli mantovani alla zucca) ha fatto la sua parte con gran successo, per non parlare del peperoncino che mi ha commosso!

Nota di Artemisia: provata anche questa, e con grande soddisfazione. E' una vellutata da premio: l'aroma dell'arancia si sposa magnificamente con la zucca.

mercoledì 3 ottobre 2007

Spaetzle verdi

Questi gnocchetti, a base di farina, uova e latte, sono sempre graditissimi alle mie figliole e ai loro ragazzi. Ho così deciso di fotografare ogni passaggio della versione agli spinaci, in modo che, se ne avvertissero l'uzzolo, le suddette possano tranquillamente ammannirli con una buona percentuale di successo. Non occorre altro che l'apposito strumento, reperibile in tutti i buoni casalinghi (o dentro la nostra credenza, in basso a destra). Un consiglio: dopo aver preparato gli spaeztle, non vi venga in mente di lavare l'attrezzo immergendolo in acqua calda, ché fareste una fatica bestia a togliere tutti gli avanzi di impasto. Mettetelo piuttosto nella vasca del lavello riempita d'acqua fredda e, aiutandovi con una spazzolina, ripulitelo da ogni rimasuglio.




Ingredienti per 4 o 5 persone di buon appetito:
150 g di spinaci
un cucchiaio d'olio
1 spicchio d'aglio
sale, noce moscata
3 uova
250-280 ml di latte*
400 g di farina 00

Lavare gli spinaci e sgrondarli. In una larga padella far scaldare l'olio aromatizzato con lo spicchio d'aglio (che poi toglierete), immettervi gli spinaci e farli appassire per pochissimi minuti, salandoli un poco. Scolarli, strizzarli e lasciarli raffreddare. Nel bicchiere del frullatore rompere tre uova, unire gli spinaci e frullare per qualche secondo. Aggiungere quasi tutto il latte, la farina, una grattugiata di noce moscata, frullare di nuovo aggiungendo, gradualmente, il resto del latte, finché il composto avrà la giusta densità. Consiglio per le figliole: se avete paura di fondere il motore (cosa non del tutto improbabile), mettete la farina in una bacinella, versatevi dentro il frullato di uova e spinaci, aggiungete il latte e mescolate accuratamente con una forchetta. Chiusa la parente(si).Far riposare la pastella per qualche tempo. Mettere sul fornello una capace pentola riempita d'acqua; al bollore salare, appoggiare l'attrezzo per spaetzli sul bordo (la pentola deve avere un diametro sufficientemente ampio) e lasciarvi colare dentro metà impasto. Far scorrere la vaschetta avanti e indietro per consentire agli gnocchetti di assumere la giusta lunghezza. Appena vengono a galla, prelevarli con una schiumarola e posarli in uno scolapasta. Ripetere l'operazione con il resto dell'impasto. Se si mangiano subito, disporli in una terrina riscaldata e condirli come meglio aggrada. Se, viceversa, si vogliono conservare per qualche ora (per esempio, prepararli al mattino per la sera a cena), dopo averli deposti nello scolapasta, passarli sotto un getto d'acqua fredda, per fermare la cottura. Sgocciolarli benissimo, versarli in un recipiente piuttosto largo e umettarli con un poco d'olio, per non farli attaccare. Al momento di andare in tavola, basterà riscaldarli in padella con il condimento preferito.










* impossibile dare una dose precisa dei liquidi. Molto dipende dalla farina, dalla grandezza delle uova e da quanto avrete strizzato gli spinaci. Consiglio di partire con 200 ml e di aggiungere, gradualmente, il resto.

domenica 30 settembre 2007

Sformato di radicchio



Ingredienti per 4 sformati:
3 cespi di radicchio rosso di Verona
3 scalogni
poco olio extravergine
1 cucchiaio di aceto balsamico
2 cucchiai di vino bianco secco
sale, pepe bianco
250 g di ricotta di pecora
profumo di noce moscata
1 uovo
4 cucchiai colmi di parmigiano reggiano grattugiato
1 cucchiaio di pangrattato+il necessario per spolverare gli stampini
burro q.b.

Sfogliare e lavare il radicchio, tagliarlo grossolanamente, metterlo ad appassire in un soffritto di poco olio e scalogno tritato. Salare e pepare, sfumare prima con l'aceto balsamico poi con il vino bianco. Lasciar asciugare la verdura e farla raffreddare. In una bacinella mettere la ricotta, l'uovo, il parmigiano; mescolare accuratamente, condire con sale, pepe e grattugiata di noce moscata. Unire il radicchio, amalgamandolo alla crema, e il cucchiaio di pangrattato. Assaggiare e regolare di sale. Imburrare e spolverare di pangrattato quattro stampini, riempirli con il preparato, livellare la superficie e cuocere in forno caldo a 180*C per circa 20 minuti. Spegnere e lasciare gli sformati in forno ancora cinque minuti. Si possono servire con la stessa crema di stracchino utilizzata per i budini di zucca. Versare una parte della crema di stracchino sul piatto, adagiarvi sopra lo sformato e decorare con qualche goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena.








La mia ricetta è stata ispirata da quella contenuta nel libro
"i radicchi",
un interessante volume facente parte di una collezione di monografie edita dal

Gruppo Food