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giovedì 8 marzo 2007

Meringhe

Ieri, in previsione di un tè con amiche organizzato per oggi, ho preparato la crostata di semolino e mi sono avanzati 5 albumi. Che farne? Ho optato per la soluzione più semplice: MERINGHE!. Solo qualche anno fa, non avrei mai pensato di riuscire a produrle nella cucina di casa ma grazie ai consigli della cara Alda le meringhe sono diventate una faccenda di ordinaria amministrazione.



5 albumi (160g circa)
300 g di zucchero fine tipo Zefiro o zucchero a velo
1 bustina di vanillina (facoltativo)
un pizzico di sale

Mettere gli albumi, preferibilmente tenuti a temperatura ambiente per qualche ora, in una bacinella pulitissima e asciutta, aggiungere un pizzico di sale e la vanillina.
Iniziare a montare con le fruste a media velocità. Quando gli albumi cominceranno a prendere corpo, unire lentamente lo zucchero e continuare a battere a lungo, a velocità sostenuta, finché si formerà una massa molto densa e lucida.



Trasferire la massa in una tasca da pasticcere munita di bocchetta spizzettata e sprizzare delle piccole forme su una placca da forno rivestita dell'apposita carta antiaderente. Con queste dosi si riempiranno tre placche.



A questo punto arriva la fase più difficile ossia la cottura. Sempre Alda diceva che "il forno è come il marito: ogni donna conosce il suo e si comporta di conseguenza". Io cuocio le meringhe per quasi quattro ore a non più di 50°C e con funzione "ventilato", avendo l'accortezza di lasciare aperto uno spiraglio nello sportello, in modo da lasciar uscire l'umidità eccessiva. Il risultato sarà una meringa asciutta, bianca, leggerissima ed estremamente friabile.



Le meringhe si conservano a lungo ben chiuse in vasi di vetro o scatole di latta.

2 commenti:

  1. credo che infatti tutto il segreto nella buona riuscita delle meringhe è conoscere il proprio 'marito' :-)
    quante ne hai fatte slurp
    Francesca

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  2. ciao, Francesca. Parole sante, le tue!

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