venerdì 20 novembre 2009

Biscotti con farina di riso

Cercavo qualche nuova idea per dei biscotti friabili, di buon sapore e di bell'aspetto, da regalare ad un ente benefico. Visitando il blog di Rosetta, sono capitata su quello di Germana e ho visto questi deliziosi biscottini. Detto fatto, li ho preparati anch'io. Ora il marito protesta perché li ho regalati e non ne ho lasciato nemmeno uno per lui. Dovrò rifarli presto...Grazie Germana!



Biscotti con farina di riso (di GermanaF)

Ingredienti:

160 g di farina di riso
40 g di farina 00
80 g di burro morbido a pezzetti
40 g di zucchero semolato (io ne ho messo 60 g)
1 uovo
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito
buccia grattugiata di limone
zucchero di canna q.b.

Mescolare le farine setacciate con: lo zucchero, il sale, la scorza di limone, l'uovo, il burro a pezzetti e, per ultimo il lievito setacciato.
Impastare rapidamente fino ad ottenere un impasto liscio. Dividerlo in 3 bastoncini lunghi 10 cm con un diametro di 2, coprirli con pellicola trasparente e lasciar riposare in frigorifero almeno mezz'ora.
Disporre sul piano di lavoro dello zucchero di canna e passare sopra ogni cilindro che dovrà risultare ben inzuccherato.
Tagliare i cilindri in bastoncini lunghi un paio di cm.
Disporli su una teglia ricoperta di carta forno, e cuocere per 15-16 minuti a 175°
E' consigliabile non farli scurire perché raffreddandosi si induriscono.Meglio toglierli un attimo prima.

Di che pianta si tratta?



Qualcuno conosce il nome botanico di questo arbusto rampicante? Ha rami legnosi e infiorescenza rossa (sembrano bacche). Ho notato che cresce spontaneo, preferibilmente aggrappato alle siepi di more selvatiche. Grazie.


l'archiniere Cat ha risolto il mistero: trattasi di Fusaggine - Euonymus europaeus

Ravioloni alla ricotta e mostarda di mele su crema di zucca

Un altro piatto delle feste. Pensavo da tempo a come coniugare zucca e mostarda di mele cotogne, ma non volevo fare i soliti ravioli. Ho così pensato di preparare un ripieno a base di ricotta e di utilizzare la zucca come salsa di accompagnamento. In questa occasione, posso dire che è tutta farina del mio sacco!



Le dosi sono da dividere poiché, in quell'occasione, ho preparato due differenti ripieni: ricotta e mostarda e ricotta e spinaci.

Ho preparato una sfoglia con:

500 g di farina 00

5 uova

l'ho divisa a metà.

Ho preparato una base di ripieno con:

750 g di ricotta freschissima (la compro in un caseificio della mia zona)
150 g di parmigiano grattugiato
1 uovo
un pizzico di fleur de sel


A 400 g di questo ripieno ho aggiunto 40 g di mostarda di mele cotogne (home made) e una grattata di moce moscata; al rimanente ho aggiunto 150 g di spinaci novelli, precedentemente saltati in una noce di burro.Strizzati e tritati.

Ho steso la sfoglia, l'ho riempita, aiutandomi con una sacca da pasticceria, ho formato i ravioli.

Salsa alla zucca: mezza zucchetta mantovana, un porro, pochissimo brodo vegetale, olio extravergine, sale, abbondante noce moscata.


Far stufare il porro tritato (solo la parte bianca) nell'olio; unire la zucca, mondata e a pezzi, lasciar insaporire. Versare poco brodo bollente, coprire e cuocere una ventina di minuti. Frullare, condire con sale e noce moscata. Tenere al caldo.

Lessare i ravioloni in abbondante acqua salata; levarli con un ramaiolo e versarli in un ampio tegame, dove si sarà fatto sciogliere dell'ottimo burro. Mescolare delicatamente e condire con un po' di parmigiano grattugiato e una macinata di pepe.

Presentazione: versare la salsa di zucca a specchio nei piatti individuali, adagiarvi sopra i ravioloni e completare con una nevicata di parmigiano grattugiato.

Annota bene: con queste dosi di ottengono 48 ravioloni ricotta e mostarda e 60 ravioloni ricotta e spinaci


martedì 17 novembre 2009

Pasticcio di carne in crosta

Volevo preparare un pasticcio di carne in crosta da tantissimo tempo; ricordo che, negli anni passati, quando trascorrevo le vacanze estive a Cannes, rimanevo incantata davanti alle vetrine delle gastronomie, stracolme di questi pâté dai ripieni più strani e golosi. Ero sempre frenata dal fatto di non possedere lo stampo giusto, uno di quelli che si aprono su tutti i lati. Un paio di mesi fa, in occasione di una visita dei miei amati cugini, ho deciso di infischiarmene e ho usato un semplice stampo da cake, rivestito con sufficiente carta forno da poterla afferrare a fine cottura ed estrarre il pasticcio senza drammi. Personalmente, vedrei bene una preparazione del genere sulla tavola delle prossime feste: si può preparare con un certo anticipo e si conserva per almeno una settimana, ben fasciato in frigorifero.


Per la brisée:
300 g di farina 00
130 g di burro
1 uovo
1 cucchiaino raso di sale
acqua gelata q.b.

Per il ripieno:
250 g di petto di faraona
250 g di petto di pollo
150 g di fesa di vitello macinata
100 g di pancetta affumicata
70 g di scalogno
1 foglia di alloro, 2 foglie di salvia, 4 rametti di timo, 2 bacche di ginepro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 dito di brandy
1 uovo
1 vasetto di yogurt greco (170g)
sale, pepe q.b.
una manciata di pinoli (o di pistacchi, per un maggior effetto cromatico)
150 g di pancetta dolce a fette
1 tuorlo per lucidare
1/2 dado di gelatina Ideal

Preparare la pasta brisée nel solito modo, avvolgerla in pellicola e conservarla al fresco fino al momento dell'uso. Tagliare a striscioline la carne di faraona e di pollo. Disporre queste striscioline in una capace terrina, insieme alle erbe aromatiche, il ginepro (leggermente ammaccato)e lo scalogno tagliato a pezzi. Versare sopra il vino e il brandy, coprire con pellicola e riservare in frigo per circa 4 ore. Trascorso questo tempo, togliere la carne e lo scalogno dalla marinata. Tenere da parte 5 striscioline di pollo e 5 di faraona; passare il resto al tritatutto insieme allo scalogno e alla pancetta affumicata. Attenzione: non tritare troppo finemente; la farcia dovrà avere una consistenza un po' grossolana. Versare il preparato in una bacinella, aggiungere la fesa di vitello, l'uovo, lo yogurt, sale, pepe del mulinello, pinoli. Mescolare accuratamente. Stendere la brisée, tirandola ad uno spessore piuttosto sottile (il mio era un po' troppo alto). Rivestire con una parte di essa uno stampo da cake, foderato di carta forno. Bucherellarne il fondo con i rebbi di una forchetta. Tappezzare fondo e pareti con le fette di pancetta dolce, facendone fuoriuscire l'eccedenza. Versare un primo strato di farcia, adagiarvi sopra le striscioline di pollo tenute da parte, fare un altro strato di farcia, uno di striscioline di faraona e un ultimo strato di farcia. Coprire con la pancetta eccedente e chiudere con un coperchio di brisée. Sigillare bene i bordi del pasticcio con i rebbi di una forchetta. Pennellare il coperchio con il rosso d'uovo battuto con pochissima acqua. Con le eventuali eccedenze di pasta preparare qualche elemento decorativo e farlo aderire con cura. Pennellare con il tuorlo. Praticare un foro al centro del coperchio (camino), introdurvi un anello fatto con vari strati di carta stagnola, in modo da far uscire il vapore in cottura. Conservare lo stampo in frigo fino a quando il forno avrà raggiunto la temperatura di 180°C. Infornare per circa 30', trascorso i quali abbassare a 160°C e proseguire per altri 50'. Coprire con un foglio di stagnola se la superficie dovesse brunire precocemente (ricordarsi di fare un foro nell'alu in corrispondenza del camino). Togliere lo stampo dal forno e lasciarlo raffreddare. Preparare la gelatina come indicato sulla confezione, farla raffreddare. Versarla, con precauzione, nel "camino". Trasferire in frigo e gustare dopo una giornata. Ho servito il pasticcio tagliato a fette, accompagnato da una salsa di clementine senapata e una composta agrodolce di cipolle di Tropea.








Sformatini di ricotta con maionese tartufata e porcini saltati

Un antipasto delizioso, che vedrei bene anche sulla tavola della feste. La nota originale, secondo me, viene data dalla maionese lenta, aromatizzata al tartufo, che mai avrei creduto potesse così ben contribuire alla riuscita del piatto. La ricetta originale è dello chef Michele Blasi e l'ho avuta dalla preziosa Marì, che aveva frequentato un suo corso presso QB, la scuola di cucina di Claudio Sadler. Ho ridotto i quantitativi degli ingredienti, adattandoli alle esigenze di sei persone e apportato qualche insignificante modifica (ho aggiunto della noce moscata e non ho messo il prezzemolo nei funghi). In fondo alla ricetta troverete la lista degli ingredienti con le dosi originali.




600 g di ricotta piemontese (seirass)
100 g di albume
50 g di parmigiano grattugiato
2 piccoli scalogni
olio extravergine q.b.
burro per gli stampini
maionese
crema di tartufo bianco
porcini

Far sgocciolare la ricotta almeno mezza giornata nel colapasta o in un telo appeso.Far sudare gli scalogni tritati in un filo d'olio, portandoli a cottura a fuoco basso e aggiungendo, eventualmente, qualche cucchiaio d'acqua bollente. Lasciar raffreddare. Accendere il forno e portarlo a 150°C. In un capace recipiente, mescolare con la frusta la ricotta, l'albume non montato, il parmigiano, gli scalogni. Salare con molta parsimonia (il grana è già saporito), pepare e profumare con una grattata di noce moscata.Imburrare sei stampini monoporzione e riempirli con il composto ottenuto. Prendere la teglia da forno, mettervi sul fondo dello scottex, posizionarvi sopra gli stampini. Introdurre nel forno e, solo allora, riempire la teglia con acqua calda fino a 1/3 di altezza degli stampini.Cuocere per 40'. Togliere dal forno e lasciar intiepidire (la ricetta originale prescrive di servire gli sformatini a temperatura ambiente; io ho preferito servirli tiepidi). Nel frattempo, preparare una maionese con un tuorlo, l'olio necessario, un po' di succo di limone e un pizzico di sale. Aggiungere alla salsa un po' di crema di tartufo e allungarla con dell' acqua presa dal rubinetto. Mescolare con frusta a mano. Poco prima di servire, far saltare i porcini puliti ed affettati in poco olio caldo. Salarli solo a fine cottura. Capovolgere gli sformatini sul piatto, versarvi sopra un po' di maionese tartufata e sistemare una cucchiaiata di funghi sopra il composto.



Ingredienti per 16 stampini monodose
1000 g di ricotta piemontese
200 g di albume
100 g di parmigiano grattugiato
2/3 scalogni
olio extra vergine d'oliva q.b.
sale e pepe q.b.
burro per gli stampini
maionese
crema di tartufo
porcini
prezzemolo

Pane nero ai sette cereali fatto con la macchina del pane

Torno a raccomandare la miscela di farine Spadoni per pane nero ai sette cereali. Già in tempi lontani, avevo realizzato degli ottimi panini alle noci e cranberries; da una quindicina di giorni ho deciso di disseppellire la mia macchina del pane Bifinett e di rimetterla al lavoro proprio con questo prodotto: risultato positivo! Un pane fragrante, di lunga durata e che piace proprio a tutti. L'impasto si può arricchire con tanti ingredienti: uvette, noci, nocciole, cranberries, eccetera eccetera... Fantastico come base per tartine al salmone o altri pesci affumicati.



Dosi per un cestello della Bifinett KH2230

Mettere gli ingredienti nel cestello nel seguente ordine:
160 g di acqua
1 cucchiaio di olio d'oliva
300 g di miscela per pane ai sette cereali Spadoni
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di lievito disidratato (compreso nella confezione)
al segnale sonoro aggiungere
i gherigli di 10 noci

Programma 8 DURO-DURO Grado di cottura MEDIO

venerdì 13 novembre 2009

La piadina contaminata

Dopo aver visto Nigella Lawson prepararsi una quesadilla ripiena di ogni ben di dio, tutte le mie remore sono crollate e mi sono detta: se può farlo lei, perché non io? Mal che vada, continuando su questa strada, assumerò le fattezze di un parallelepipedo rettangolo parlante. Bando agli indugi, ecco la mia versione italianizzata. Vi assicuro: è una vera goduria.




Per ogni piadina (io uso quelle bio):
50 g di prosciutto di Parma
1/2 cipollotto tritatissimo
qualche sottile fettina di formaggio fondente (latteria)
tre o quattro pezzi di jalapeño (peperoncino verde piccante sott'aceto)

Scaldare una padella antiaderente, adagiarvi la piadina, farla lievemente scaldare da un lato; girarla e disporre su una metà le fette di prosciutto, il formaggio a fettine, il cipollotto e i jalapeños. Piegare la piadina a mo' di mezzaluna e chiuderne bene i bordi con i rebbi di una forchetta. Tostare su ambo i lati per pochi minuti, in modo da far fondere il formaggio all'interno. Deporre su un piatto e tagliare in tre pezzi. Servire caldissimo. Accompagnare con una bottiglia di Corona. Le sette bellezze!


Nodini in padella delle Simili

Pasta di pane tirata in rotolini sottili, annodata e cotta in padella. Ancora caldi, i nodini vengono intinti in una salsa piccante e serviti immediatamente. La cosa più semplice del mondo, a suo modo originale e sfiziosa, un'idea per uno spuntino improvvisato. Una ricetta della sorelle Simili che, a loro volta, l'hanno avuta da un oste ligure. Farina del sacco di molti, insomma.



Le mie dosi
per i nodini:
250 g di farina 0
125 g circa di acqua
10 g di lievito di birra fresco
25 g di olio extravergine
5 g di sale

1 padella antiaderente (Ø 28 cm) dotata di coperchio pesante
per la salsa:
olio extraverginne abbondante
1 spicchio d'aglio schiacciato
1 peperoncino rosso piccante (possibilmente fresco)
un bel ciuffo di prezzemolo

Per prima cosa preparare la salsa: tritare finemente il prezzemolo. Mettere in una ciotola abbondante olio, unirvi lo spicchio d'aglio ammaccato, il prezzemolo e il peperoncino, precedentemente aperto, privato dei semi e dei filamenti e sottilmente tritato. Lasciare insaporire il tutto per un'oretta.
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida, leggermente zuccherata. Preparare l'impasto amalgamando bene tutti gli ingredienti e aggiungendo l'acqua gradualmente, fino ad ottenere una pasta morbida e setosa. Lasciar riposare, coperto, per una quarantina di minuti. Prendere una piccola quantità di pasta, tirarla come un grissino lungo circa 15-20cm. Annodare i capi, badando di tenere ben allargato il foro al centro. Proseguire in questo modo fino ad ottenere un numero di nodini sufficienti ad entrare comodamente nella padella. Tenere il resto dell'impasto coperto. Ungere la padella e metterla su fuoco medio sopra un frangifiamma; scaldarla bene e disporvi all'interno i nodini. Coprire con il coperchio e calcolare 5 o 6 minuti, trascorso i quali si gireranno i nodini e si proseguirà la cottura ancora per 4 o 5' (tempi indicativi; valutare ad occhio). Togliere i nodini dalla padella, versarli nella ciotola della salsa e con due palette di legno rigirarli più volte, per ben intriderli del condimento. Estrarli e deporli sul piatto di servizio.

Fonte: La buona cucina di casa, Sorelle Simili, Vallardi Editore

martedì 10 novembre 2009

Pollo ai peperoni con guarnizione di cous-cous

Una mescolanza di sapori tex-mex e nordafricani dà vita a questo piatto unico veloce e saporito.





per 4 persone:
500 g di petto di pollo
1 grossa cipolla
1 peperone rosso (già passato al grill e spellato)
1 peperone giallo (già passato al grill e spellato)
olio d'oliva q.b.
una bustina di condimento per tacos

Per il cous-cous:
160 g di cous-cous precotto
un filo d'olio d'oliva
1 cucchiaino di curcuma
350 ml di brodo di pollo
una nocciola di burro

Tagliare il pollo e le falde di peperone a striscioline. Affettare la cipolla. Mettere nel wok un filo d'olio e stufare la cipolla per una decina di minuti, aiutandosi con qualche cucchiaio d'acqua bollente (non deve colorire). Trascorso questo tempo, alzare la fiamma, aggiungere le striscioline di pollo e farle saltare per qualche minuto. Salare con mano leggera. Quando la carne sarà uniformemente colorita, cospargerla con il condimento per tacos; mescolare continuamente per far assorbire le spezie, quindi bagnare con un mestolo di acqua bollente. Proseguire la cottura per circa 5 minuti. Infine, aggiungere i peperoni e lasciare sul fuoco ancora un paio di minuti. Nel frattempo, prendere una larga padella antiaderente e farvi insaporire il cous-cous in un cucchiaio d'olio. Aggiungere la curcuma, mescolare bene, versare il brodo di pollo. Chiudere con un coperchio, spegnere il fuoco e attendere qualche minuto, finché la semola avrà assorbito tutto il liquido. Sgranare il cous-cous con i rebbi di una forchetta, unendo una nocciola di burro crudo. Per una presentazione più carina, si può pressare il cous-cous dentro delle cocottine e sformare successivamente nel piatto individuale. Dopo di che...aprire le finestre e annullare tutti gli appuntamenti galanti della giornata: la pietanza regala profumi molto intensi e persistenti :DD

Insalata di finocchi, rucola, feta e melograno

I succosi chicchi del melograno, uno dei frutti-simbolo dell'autunno, ben si prestano ad arricchire una incredibile quantità di preparazioni gastronomiche. La cara Artemisia, per esempio, ce ne suggerisce alcuni affascinanti impieghi; altre divagazioni le potete trovare su questo sito. Ieri sera, ho preparato questa freschissima insalata, ispirata ad una ricetta trovata nella sezione gastronomia del Telegraph.






1 grosso e tondo finocchio
una bella manciata di rucola
150 g circa di formaggio feta
i semi di 1/2 melograno
olio extravergine
succo di 1 limone
sale, pepe, sumac

Lavare benissimo il finocchio e tagliarlo a fette sottili con l'aiuto di una mandolina. Sciacquare sotto un getto di acqua fredda la feta (serve a togliere i residui della salamoia), asciugarla accuratamente e tagliarla a dadi. Sgranare il melograno, facendo cadere l'eventuale liquido nella ciotolina dedicata alla salsetta di condimento. Preparare la citronnette sciogliendo il sale nel succo di limone; unire pepe e sumac e, sempre battendo con un frustino, far scendere a filo l'olio. Condire con l'emulsione i finocchi. Disporre nel piatto da portata la rucola; aggiungere i finocchi conditi e decorare con i chicchi di melograno e il formaggio a dadini.

Tarte al limone e al cocco di Alessandra

La tarte al limone e al cocco di Alessandra, grazie alla sua bontà e delicatezza, credo abbia fatto il giro delle cucine dei blogger quasi quanto quella di Adriano, pur non subendone, fortunatamente e almeno per ora, lo stesso destino televisivo. Anch'io non ho saputo resistere alla tentazione di prepararla e posso assicurare che ne vale la pena. La ricetta originale la trovate sul blog Menu Turistico . Grazie Ale, la tua tarte mi ha procurato più di un complimento!


Ingredienti per uno stampo da crostate Ø 24 cm

Pasta frolla:
200 g di farina 00
100 g di burro
90 g di zucchero
1 uovo
buccia grattugiata di 1/2 limone
un pizzico di sale

Ripieno:
150 g di zucchero
3 uova (medie) + 1 tuorlo
130 g di burro
1 vasetto di yogurt alla vaniglia
90 g di cocco
due cucchiaini di succo di limone
la scorza grattugiata di 1/2 limone

Preparare la frolla nel solito modo e rivestire con essa uno stampo antiaderente da crostate (con il fondo mobile)leggermente imburrato. Bucherellarne il fondo con i rebbi di una forchetta e riservare in frigo, mentre si prepara il ripieno.
Montare a lungo le uova con lo zucchero, aggiungere lentamente il burro (liquefatto e freddo) e poi il resto degli ingredienti. Versare il preparato nel guscio dipasta e cuocere in forno caldo a 180°C per circa 35-40' (molto dipende dal vostro forno).La superficie deve appena colorire. Una volta fredda, spolverare la crostata con zucchero a velo.

Quiche ai porri

L'ennesima variante al mio repertorio di quiches salate. Si differenzia da quella al solo emmental per l'aggiunta dei porri stufati, un ingrediente che, personalmente, adoro aggiungere alle torte salate. In questa versione, non ho messo il prosciutto, come in quest'altra ricetta, perché ho voluto seguire esattamente le indicazioni della mia cara zia Giusi, alla cui quiche mi sono ispirata.






2 grossi porri
una nocciola di burro
3 uova
250 ml di panna fresca
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
sale
abbondante noce moscata
150 g di emmental francese (Entremont, tanto per non fare nomi*)
1 confezione di pasta sfoglia fresca (Rana)

Stendere il cerchio di sfoglia in una teglia Ø 26 cm, bucherellarne il fondo con i rebbi di una forchetta e conservare in frigo fino al momento della guarnizione.
Lavare accuratamente i porri, tagliarli a sottili anelli e metterli a stufare in poco burro e qualche cucchiaio di acqua oppure, metodo che preferisco, cuocerli coperti e con l'aggiunta di qualche cucchiaio d'acqua nel MO per 5' alla massima potenza. Una volta cotti, ripassarli in padella con una nocciola di burro, finché saranno ben asciutti. Salare e lasciar raffreddare. Privare della crosta l'emmental e tagliarlo a sottili fettine. In una ciotola, amalgamare le uova con la panna e il parmigiano, salando e profumando con un'abbondante grattugiata di noce moscata. Aggiungervi i porri raffreddati e mescolare accuratamente il composto. Prendere lo stampo con la sfoglia, disporre sul fondo le fettine di formaggio, colarvi sopra la royale ai porri. Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 30'. Si serve tiepida.


Annota bene: (*) in questa preparazione, preferisco l'uso dell'emmental francese, più delicato al gusto di quello svizzero, ma più deciso di una caciotta o formaggio similare.

domenica 8 novembre 2009

La crostata di mele e mandorle di Adriano Continisio

Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea questa ricetta?
Per solidarietà con Adriano Continisio che l'ha inventata e pubblicata sul suo blog già nel 2007.
Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l'attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l'hai preso. Non è chiedere molto!
Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.
Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.
Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.

E' ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!



LA CROSTATA DI MELE E MANDORLE E' DI ADRIANO CONTINISIO







Ingredienti:

400 gr pasta frolla,

4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti),

80 gr di zucchero,

4 cucchiai di amaretto di saronno,

succo di mezzo limone,

poca cannella in polvere.


massa di mandorle:

120 gr uova intere,

60 gr zucchero,

50 gr farina di mandorle,

15 gr farina di mais fioretto,

15gr di fecola,

un pizzico di sale,

estratto di mandorle.


una manciata di mandorle a lamelle,

sciroppo di zucchero,

marmellata di albicocche.


Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.
Foderare uno stampo da 26 cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso).
Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.
Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti.
In forno a 170° per ca. 20 minuti.
All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.


Pubblicato da Adriano domenica 23 settembre 2007 alle 9.02
Etichette: Torte

Per chi non conosce l'antefatto la storia è su
Profumo di Lievito, il blog di Adriano.



Il commento di La Belle Auberge: tutta la storia l'ho scoperta sul blog di Artemisia; da lì sono rimbalzata sul blog di Adriano e di Lydia. Infine, ho aderito a quest'iniziativa, lanciata da Rosy.

Annota bene: prima che me ne dimentichi, aggiungo le mie dosi per la pastafrolla, sufficienti per rivestire uno stampo Ø 24 cm.



200 g di farina 00
100 g di burro
90 g di zucchero
1 uovo
buccia grattugiata di 1/2 limone
un pizzico di sale

Nella massa di mandorle, non ho messo né la farina di mais fioretto, né la fecola, ma 15 g di farina di riso e 15 g di amido di mais.

giovedì 5 novembre 2009

Vellutata di zucca con guarnizione di calamaro

L'idea l'avevo in testa da tempo; il consiglio di unire degli anelli di calamaro alla crema di zucca me l'aveva data Artemisia, su suggerimento di un suo amico napoletano (leggere il commento a questo post). La novità è stata quella di aggiungere un pizzico di curcuma alla vellutata. Devo dire che tutti hanno gradito il lieve sentore speziato e la novità dei molluschi.




La vellutata si fa nel solito modo, ossia soffriggendo un porro tritato in un goccio d'olio (ci si aiuta con un po' di brodo vegetale per ammorbidire il tutto); si aggiungono 3/4 di zucca a tocchetti (questa volta era una butternut) e 1/4 di patate farinose, sempre a tocchetti.Si lascia insaporire per qualche minuto, salando e pepando a gusto. Si copre di brodo vegetale bollente. Cottura in pentola a pressione per 20'. Aggiungere un pizzico di curcuma, regolare di sale e passare tutto al frullatore ad immersione. I calamari (di piccola taglia), dopo averli puliti e tagliati ad anelli, si fanno saltare per pochi istanti in un velo d'olio, si condiscono con sale e pepe e si utilizzano per guarnire la vellutata.

Salmone speziato con insalata di fagioli neri

Le ricette di Delia Smith sono per me una certezza. La sua è la cucina con la quale mi sento più affine: familiare, rassicurante, senza voli arditi ma non priva di gusto e fantasia. Questa pietanza è davvero ottima: il mix di spezie, se ben calibrato, conferisce al salmone una marcia in più. Da tempo sostituisco la cottura nel forno tradizionale con quella al microonde, funzione CRISP. Il pesce si presenta succoso e morbidissimo, una vera goduria. Anche l'insalata di accompagnamento, che Delia chiama "salsa", è una buona idea. L'accostamento cromatico tra il nero dei fagioli, il rosso dei pomodori e il verde del prezzemolo stimola l'appetito e incuriosisce il commensale. La ricetta originale la trovate qui.




4 darne di salmone
1 spicchio d'aglio
una buona pizzicata di sale
1 pezzetto di zenzero
buccia grattugiata di 1 lime
1 pizzico di cumino in polvere
1 pizzico di cannella in polvere
1 cucchiaio di olio extravergine
un ciuffo di prezzemolo
pepe nero del mulinello

Qualche ora prima di cucinare il salmone, passare i pezzi sotto un getto di acqua fredda, asciugarli accuratamente, privarli delle eventuali lische rimaste e della pelle. Pestare in un mortaio lo spicchio d'aglio con il sale, in modo da ridurre il tutto in crema. Aggiungere lo zenzero grattugiato, la scorza di lime, cumino e cannella, l'olio, il prezzemolo tritato e una bella macinata di pepe nero. Mescolare tutto e versare il preparato sulle darne di salmone, disposte dentro un vassoio fondo. Sigillare con pellicola e tenere in frigo. Al momento di servire, disporre il pesce sullo speciale piatto CRISP, unto con un velo d'olio, e cuocere in modalità CRISP per circa 5-6'. (PS fatto la prova con 3 tranci di filetto del peso di circa 120 g cadauno-cottura 4' CRISP).Sorvegliare a vista l'andamento della cottura. Per un solo pezzo il tempo consigliato è di 4'. Nel forno tradizionale, il pesce si cuocerà a 190°C per circa 12'(impossibile dare tempi precisi; tutto è proporzionato al peso dei filetti). Servire con l'insalata di fagioli neri.

Insalata di fagioli neri

Un ottimo e insolito contorno, molto fresco grazie alla presenza del pomodoro, del succo di lime e del prezzemolo e interessante per il contrasto tra sapori e consistenze diverse. Preparare questa insalata era, inoltre, una buona occasione per cominciare ad utilizzare il nuovo raccolto dei miei peperoncini.


200 g circa di fagioli neri, precedentemente lessati
300 g di pomodri ramati
1/2 peperoncino rosso fresco
un ciuffo di prezzemolo tritato
1 cipollotto
il succo di 1 lime
1 cucchiaio d'olio
sale

Sbucciare i pomodori, privarli dei semi e dell'acqua di vegetazione, tagliarli a dadini. Affettare alla julienne il cipollotto, tenerlo una mezz'ora in acqua e ghiaccio (serve a renderlo più dolce al palato), tagliarlo infine a quadretti. Tritare il peperoncino fresco (munirsi di guanti, onde evitare spiacevoli inconvenienti). Riunire gli ingredienti in una capiente ciotola. Battere l'olio con il succo di lime e il sale e condire con questa emulsione l'insalata. Accompagnare al salmone speziato.


Lessatura dei fagioli neri: tenere a bagno i fagioli in acqua fresca, per una notte. L'indomani, scolare l'acqua, risciacquarli e metterli nella pentola a pressione. Coprirli con acqua fredda, chiudere e cuocere a fiamma bassa per circa 20-22' dal fischio. Salare solo a fine cottura.

martedì 3 novembre 2009

Torta di mele 3

Con l'arrivo dell'autunno e delle prime croccantissime mele, mi piace preparare qualche dolce tipicamente casalingo, dal profumo confortante del buon tempo antico. Un paio di settimane fa ho sperimentato una ricetta di Marì, la gentilissima signora, amante della buona cucina, che ho conosciuto al corso da Medagliani. Quella che ho preparato domenica scorsa, invece, era una semplice variante della torta di mele 1, ma ha avuto un tale successo (forse per l'abbinamento con la salsa alla vaniglia) da lasciarmi interdetta: nel giro di poche ore è letteralmente sparita.




4 belle mele Golden (leggermente acerbe)
300 g di farina autolievitante
3 uova
150 g di zucchero
90 g di burro liquefatto e freddo
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di 1/2 limone (non trattato)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
burro e pangrattato per lo stampo

Rompere le uova in una terrina e lavorarle con lo sbattitore elettrico per qualche minuto. Aggiungere lo zucchero, il pizzico di sale, gli aromi; montare la massa fino a renderla bianca e soffice. Incorporare il burro, poco alla volta, sempre frullando, quindi abbassare la velocità al minimo e aggiungere la farina. Sbucciare le mele, privarle del torsolo, tagliarle in ottavi e poi a fettine; unirle al composto. Versare in uno stampo (diametro 24 cm) dai bordi amovibili, imburrato e spolverato di pangrattato; pareggiare la superficie del dolce con il dorso di un cucchiaio inumidito d'acqua. Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 45'.

Servire il dolce tiepido, accompagnandolo con un bricchetto di salsa alla vaniglia.

SALSA ALLA VANIGLIA

250 ml di latte fresco intero
250 ml di panna fresca
4 tuorli
110 g di zucchero
1/2 baccello di vaniglia

Portare a ebollizione il latte e la panna con i semi della vaniglia (aggiungere anche il baccello svuotato che, a cottura avvenuta, si toglierà). Spegnere e far riposare per qualche minuto. Battere, in un casseruolino, i tuorli con lo zucchero finché saranno ben gonfi. Unire la miscela latte+panna e cuocere su fiamma debilissima, mescolando continuamente, finché la crema velerà il cucchiaio. Travasare immediatamente in un recipiente freddo e, una volta raffreddata, conservare la salsa in frigo fino al momento dell'uso.