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martedì 24 aprile 2012

Quell'oscuro oggetto del desiderio


Cosa ci spinge a desiderare e poi acquistare un determinato oggetto? Cosa si nasconde dietro il desiderio di possedere delle cose? E' una domanda che mi pongo da anni, specialmente nel periodo in cui frequentavo un ben noto forum di cucina dove, periodicamente, bastava che qualcuno mostrasse in foto un recente acquisto legato all'attività gastronomica - sia esso un particolare tegame, uno stampo, una spezia, un aroma, possibilmente non facile da reperire - per scatenare il desiderio collettivo e dare via alla caccia senza esclusione di colpi. Molto tempo fa lessi una teoria interessante, formulata dal francese René Girard, professore di letteratura comparata e antropologo, il quale, analizzando i grandi romanzi di Stendhal, Proust,Dostoevski, eccetera, giunge alla conclusione che il desiderio umano non si fissa, come si potrebbe pensare, secondo una via lineare, ossia soggetto (io, Eugenia)-oggetto (la più bella paletta gira-frittata del mondo) , ma per una via triangolare, l'imitazione del desiderio di un altro: soggetto (sempre io, l'Eugenia)-modello (l'inarrivabile Nigella Lawson)-oggetto (le posate per insalata, dalla forma antropomorfa, commercializzate dalla "divina"). Ora, non voglio spingermi in campi di cui ho scarsa o nessuna conoscenza, ma mi sembra che il ragionamento di Girard non fili perfettamente quando si tratta di analizzare i miei desideri. Per esempio, la citata paletta gira-frittata non l'ho mai vista in mano a nessuno eppure, appena l'ho inquadrata, appesa nel reparto casalinghi di Galeries Lafayette a Nizza, ho subito desiderato di possederla , così come la stupenda teiera di Guy Degrenne (non sapevo neanche di aver acquistato un classico della casa, in produzione dal 1957). Eppure, quando si tratta delle posate di Nigella Lawson, anch'io cado nell'ipotesi girardiana per cui "Il desiderio secondo l’Altro è sempre il desiderio di essere un altro". Ma come la mettiamo con l'acquisto (a Londra) del Pie funnel, il graziosissimo camino di ceramica a forma di uccellino che aiuta a far sfiatare il vapore dai pasticci di carne?










venerdì 4 novembre 2011

Carni piemontesi. Macelleria Ariotti. San Marzano Oliveto (AT)








In questo paesino sulle colline dell'Alto Monferrato dove il tempo sembra essersi fermato agli anni '50 e in cui si ha la sensazione di poter ancora vivere senza gli affanni che la città procura, ecco una bella bottega di macellaio, singolarmente arredata come un salottino borghese. Alle pareti, vecchie foto d'epoca ritraggono San Marzano agli inizi del Novecento; su un comò in noce (con regolamentare ripiano in marmo) troneggia un colorato vaso di fiori circondato dai vasetti delle spezie e da quelli dei sott'oli. Il proprietario, signor Carlo, affiancato alla cassa dalla gentile consorte, si mette a nostra disposizione, consigliando i giusti tagli della pregiata carne piemontese che egli stesso acquista da un vicino allevamento e poi macella personalmente. L'arte del disosso, del taglio e della porzionatura delle carni non hanno segreti per il signor Carlo, che ha cominciato l'attività giovanissimo. Grande affabulatore, tra un servizio e l'altro ci racconta gustosi aneddoti della sua vita. Trascorriamo così una piacevole mezz'ora e ce ne torniamo carichi di un superbo pezzo di "arrosto della vena" di oltre due chili di peso (mi servirà il giorno seguente per un brasato al Nebbiolo da ricordare a lungo), di una altrettanto tenera e saporita lombata per il roast-beef e di qualche metro di salsiccia. La macelleria è rinomata anche per i salami e gli insaccati.Approfitto dell'occasione per augurare Buon Onomastico al signor Carlo e dargli l'arrivederci a presto.

Macelleria Ariotti Carlo
Via Umberto I, 10
14050 San Marzano Oliveto (AT)
Telefono: 0141 856122

Prezzi indicativi:
Cappello del prete 15 euro/kg
Lombata per roast beef 22 euro/kg
salsiccia a nastro 10 euro/kg

giovedì 3 novembre 2011

Alla ricerca di vini e altre bontà gastronomiche del Monferrato


Verso la metà del mese di ottobre ci troviamo con i nostri più cari amici per una gita tra le colline dell'astigiano. Le viti, ormai spoglie, mandano guizzi rossastri e il dolce paesaggio è un'incredibile sinfonia di verdi e gialli. La giornata, baciata da un magnifico sole, è densa di appuntamenti. Prima tappa: Vinchio, presso la Cantina Sociale Di Vinchio & Vaglio Serra. Per chi volesse saperne di più su quest'azienda, vi rimando al sito ASTIgiando; io mi limiterò a riportarne una breve descrizione."I vigneti si estendono, per la maggior parte nei comuni di Vinchio e Vaglio Serra e, in parte più limitata, nei comuni limitrofi (Incisa Scapaccino, Cortiglione, Nizza Monferrato).Questo territorio, situato tra le colline dell’Alto Monferrato, è caratterizzato da terreni poco fertili, di natura prevalentemente calcarea e sabbiosa: la maggior parte dei vigneti sono dislocati, per lo più, su pendii molto ripidi, sfruttando le esposizioni ottimali, e con un sesto d’impianto molto ravvicinato. Si tratta di una viticoltura faticosa, che richiede la costante presenza dell’ uomo per la maggior parte dei lavori, grazie alla quale la vite riesce ad esprimersi nel modo migliore: rese basse (1.5 – 2 Kg di uva per ceppo), elevate gradazioni zuccherine, l’uva prodotta da queste viti ha tutti gli ingredienti indispensabili per trasformarsi in un grande vino.".


Dopo una veloce degustazione, compriamo della Barbera Tre Vescovi e del Moscato Vigne Rare. Nel negozio c'è anche una piccola area dedicata a vini non propriamente della zona; tra questi scegliamo alcune bottiglie di Nebbiolo e una discreta scorta di Roero Arneis D.O.C.G Il Griso, che già abbiamo avuto modo di apprezzare grazie ad un dono dell'amico Francesco.


Nel pomeriggio, dopo una deliziosa sosta al ristorante La Violetta, visitiamo la seconda azienda agricola in programma: La Giribaldina, a Calamandrana (At). L'azienda ha sede nell'antica cascina Giribaldi e si trova in una delle più belle zone collinari dell'Astigiano. E' condotta, dal 1995, dalla famiglia Colombo (madre e figlio), originaria della provincia di Varese. Per lo svolgimento del loro lavoro si avvalgono della collaborazione dell'agronomo Piero Roseo dal 1995 e dell'enologo Beppe Caviola dal 2003. La signora Mariagrazia ci mostra le cantine e la proprietà (è anche un B&B), mentre il figlio Emanuele ci guida nella degustazione. Scegliamo della Barbera D.O.C.G. Monte del Mare ,un vino caldo e vellutato, senza gli accenti aspri che hanno molte Barbera. Essendo un'amante dei vini bianchi, assaporo con grande piacere un Sauvignon del Monferrato, chiamato Ferro di cavallo , dal sapore avvolgente ed equilibrato e profumi erbacei. Per accompagnare i dessert e i panettoni che verranno, ordiamo il Moscato D'Asti , mentre per degustare formaggi stagionati, cioccolato e pasticceria secca non possiamo fare a meno dell'ottimo Moscato Passito , che anche i miei ospiti hanno già potuto apprezzare.







Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra
V. Vaglio Serra, 1
14040 Vinchio
Tel.: (+39) 0141950608
Web: www.vinchio.com


Azienda Agricola La Giribaldina S.S. - Produzione Vini e B&B‎
Regione San Vito, 39
14042 Calamandrana
Tel.: (+39) 0141 718043
Web: www.giribaldina.it

martedì 29 marzo 2011

Futile ma utile

Ricevuto in dono da poco, questo piccolo attrezzo è divertente (almeno per i primi cinque minuti in cui lo si utilizza) e utile per estrarre i piccioli dalle fragole senza sciuparne la polpa.






lunedì 21 febbraio 2011

Dolci a occhi chiusi: che sorpresa, che piacere!



Quasi per caso stamattina, mentre gettavo distrattamente un'occhiata ai libri in vendita all'Esselunga, mi è balzato davanti questo volume freschissimo di stampa e...sorpresa! chi ne è l'autrice? Una mia vecchia conoscenza, che più volte ho menzionato anche sul blog. Cara Emmepì, era ora di tornare a pubblicare qualcosa! Ho dato una rapida scorsa ai titoli e, gioia nella gioia, ho visto che hai inserito la sublime zuppa di fichi e pure il panpepato(eh eh eh....). In bocca al lupo per le vendite e ad maiora! Comunque andrà, sarà un successo.

giovedì 20 gennaio 2011

Carne secca dei Grigioni.Macelleria-Salumeria Bernasconi Fumagalli.Grono (Suisse)

A qualche chilometro di distanza da Cama, in direzione Lugano, nel piccolo villaggio di Grono esiste una macelleria salumeria davvero consigliabile per la qualità dei prodotti in vendita. Qui, tra trofei di caccia appesi alle pareti e il luccicore delle fiammanti affettatrici Berkel, si può comprare dell'ottima carne secca dei grigioni IGP, oppure perdersi tra una distesa di pancette o farsi conquistare dal profumo dolce e delicatamente speziato del prosciutto crudo grigionese. L'offerta viene completata da salami e salametti, salsicce, formaggi di produzione locale, carni made in Suisse.






L'esercizio ci è stato consigliato dai proprietari del ristorante Veranda che ha, nei Bernasconi Fumagalli, i fornitori d'eccellenza dei salumi messi in menu.Il mio acquisto si è limitato ad un pezzo di carne secca sui 500g (fsv 55 al kg) e a una fetta di un ottimo formaggio locale, dall'intenso e fresco sapore latteo (fsv 23 al kg). La carne secca è qualcosa di completamente diverso dalla bresaola valtellinese; ha un profumo intenso e particolarmente appetitoso e un gusto sapido ma delicato al tempo stesso. Il formaggio è sparito in un soffio, accompagnato da piccole brioches salate e dalla mia confettura di peperoni e fragole.

Annota bene: i prezzi sono indicati in franchi svizzeri ma poi viene calcolata la conversione in euro con la quotazione del giorno.

Macelleria-Salumeria Bernasconi-Fumagalli
V. Cantonale
6537 Grono (Svizzera)

giovedì 14 ottobre 2010

L'amazzone baffuta - maiolica di Carmelo Carriero - Grottaglie (Taranto)










Bambola in maiolica a gran fuoco, forgiata al tornio, modellata e decorata completamente a mano. Questo caratteristico manufatto, consistente in una figura baffuta a cavallo, truccata in modo femminile e abbigliata con un ricco costume, appartiene alla tradizione ceramica grottagliese del secolo XIX. La statuetta ricorda una curiosa tradizione dei secoli precedenti: in base allo "ius primae noctis" che il feudatario locale godeva, tutte le fanciulle, per potersi sposare, dovevano passare la prima notte d'amore col prepotente signorotto. Stando alla tradizione, un contadino, per evitare alla propria sposa un simile oltraggio, studiò uno stratagemma ingenuo: travestito da donna, si presentò nottetempo al palazzo principesco in sostituzione della sposa. Avendo però dimenticato di tagliarsi i baffi, venne subito scoperto e immediatamente giustiziato. Per ricordare questi tristi tempi, i "figuli" (vasai) grottagliesi pensarono bene di realizzare questo tipo di "bambola" in ceramica.


lunedì 11 ottobre 2010

Zenzero candito

Come scrivevo qualche post più sotto, mi piace molto lo zenzero candito, ne vado letteralmente ghiotta e sono capace di farne fuori quantità mostruose, quando ne trovo di buona qualità. Quello che ho acquistato giovedì scorso al mercato, dal mio fornitore di fiducia, è veramente ottimo: di recente produzione, buon spessore, morbidezza ineguagliabile e sapore intenso. Mi verrebbe voglia di impiegarne un po' per preparare un dolce aromatico e questa ricetta di Alda mi sembra perfetta.

Cake allo zenzero (Alda M)
È l'ideale per il tè.

250 g farina, 150 g uvetta (chi ha dello zenzero candito, può sostituire una parte dell'uvetta con lo zenzero candito), 120 g zucchero, 120 g burro ammorbidito (non fuso) 2 uova intere, 1/2 bustina di lievito (per me 1 bustina = 16 gr), 1 cucchiaio di zenzero in polvere.

Per cuocerlo, l'ideale è una forma da cake (rettangolare a bordi alti) lunga 20 cm (io uso le forme in alluminio da forno/congelazione)

Battere il burro con lo zucchero fino a che non si vedono più i granellini, aggiungere sempre battendo le uova una ad una, alternandole a cucchiaiate di farina mescolata al lievito e allo zenzero, aggiungere l'uvetta. Cuocere a 180° circa 40 minuti.

lunedì 22 marzo 2010

Le gioie di Orsy

Orsy è un'amica milanese,trasferitasi da tempo in una ridente (una volta si diceva così) cittadina toscana. Ufficialmente fa la traduttrice di narrativa, mestiere che sa svolgere con autentico talento, ma le sue grandi passioni sono i gatti e, ultimamente, le pietre semipreziose, con cui riesce a creare gioielli di grande fascino. Di seguito, alcune immagini della mia collezione privata. Per maggiori informazioni, consiglio di visitare il suo blog "Le gioie di Orsy", dove troverete descritte le proprietà delle pietre e potrete farvi un'idea del suo mondo .





Collana in turchesi, quarzo fumé e perle coltivate. Fermaglio in argento.





Girocollo con diaspro giallo, ambra pressata e quarzo fumé. Fermaglio in argento.






Collana in diaspro paesaggio con agate sfaccettate Fermaglio in argento.




Girocollo in labradorite e perle coltivate. Fermaglio in argento.





Girocollo. Centrale di quarzo ialino (cristallo di rocca), ametista chiara , chips di opale rosa e perle a disco coltivate. Fermaglio in argento.