E' un primo piatto che si apprezza man mano che lo si mangia. E' un sottile equilibrio di sapori; la pasta deve essere lessata con la giusta quantità di sale poiché non se ne aggiunge altro e quindi occorre tenere in conto la sapidità delle olive utilizzate; lo zafferano apporta una sottile nota aromatica e anche la qualità dell'olio evo è importante. La ricetta l'ho trovata sul numero di Luglio/Agosto 2026 della rivista La Cucina Italiana; proviene dal ricettario di una famiglia nobile di Venezia. Io l'ho adattata nelle dosi che, sulla rivista, sono per 4 persone.
"FRITTATA" DI SPAGHETTI, OLIVE NERE E ZAFFERANO
150 g di spaghettini
2 bustine di zafferano
80 g di olive Kalamata (io ho usato delle olive taggiasche)
sale grosso
olio extravergine d'oliva q.b.
Procedimento
Mettere sul fornello una pentola d'acqua in cui si sarà sciolta una bustina di zafferano. Al bollore, salare e calare gli spaghettini. Nel frattempo, sciogliere l'altra bustina di zafferano in 45 ml di acqua bollente. Sciacquare e tagliare in due le olive. Scolare gli spaghettini a fine cottura, rimettendoli immediatamente nella pentola. Unire l'acqua allo zafferano e le olive, mescolando molto bene. In una padella antiaderente (diametro 28 cm) scaldare un giro d'olio extravergine d'oliva. Versare gli spaghettini conditi, premendoli bene sul fondo con l'aiuto di una spatola o di un coperchio di diametro più piccolo della padella. Lasciar dorare, a fiamma media, per una decina di minuti; voltare la "frittata" e finire di dorarla anche dall'altra parte. Il conte Giberto consiglia di servirla accompagnata da una salsa di pomodoro; io ho aggiunto solo una macinata di pepe nero aromatico.






Nessun commento:
Posta un commento