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mercoledì 16 gennaio 2008

Risotto agli spinaci e gamberi

Questo risotto l'ho gustato, il mese scorso, in un ristorante di(udite udite!)Manhattan. Non c'è da fare troppo gli schizzinosi: il risotto era cucinato a puntino e mi è piaciuto l'abbinamento con i gamberoni, cotti a parte, e messi sopra come una corona regale. Ho tralasciato di aggiungere la crema di carote perché non ne ho visto la necessità.


Per 2 persone:
160 g di riso Vialone Nano
1 scalogno
mezzo bicchiere di vino bianco secco
brodo vegetale
150 g di spinaci novelli
burro q.b.
8 gamberoni
sale, pepe bianco

Tritare finissimo uno scalogno e farlo soffriggere, a fiamma debolissima, con un poco di burro. Unire il riso, lasciarlo tostare per qualche minuto nel condimento, sfumare con il vino, fatto bollire a parte*, e portare a cottura unendo, gradualmente, il brodo bollente. Mentre il riso cuoce, scottare per due minuti,in poca acqua bollente salata, gli spinaci novelli, scolarli e passarli in acqua e ghiaccio, per fermare la cottura e mantenere loro un colore verde brillante. Tritarli finissimi colla mezzaluna e ripassarli in una padellina antiaderente con pochissimo burro. Salarli se occorre. Sgusciare i gamberoni, conservando la coda, privarli del budellino nero e farli saltare in padella, con 10 g di burro, per pochissimo tempo. Condirli con una bella macinata di pepe bianco. Quando il risotto sarà cotto, unirvi gli spinaci, mescolare accuratamente e mantecare con un pezzetto di burro. Servire contornato dai gamberi.
* l'abitudine di usare vino caldo (bollito per qualche minuto) per innaffiare il risotto, l'ho appresa da Allan Bay, autore di "Cuochi si diventa", il quale afferma che l'alcool, durante la cottura, lascia sempre una punta più o meno netta di acidità. Io sono d'accordo con lui e trovo che i miei risotti, dacché uso questo accorgimento, sono nettamente migliorati.

7 commenti:

  1. vino caldo?! nozione completamente nuova! è buffo che a volte si persegua una cosa altre un'altra e cmq di tentativi e cimenti è fatta la buona cucina.
    invitante il tuo risotto che peraltro ha accostamenti che io stessa pratico ma sai quella faccenda del risotto altrui, come il prato del vicino..l'altro ha sempre qualcosa in più e ciò fa pensare..Lacan ci infilerebbe quella faccenda della mancanza che per definizione struttura la nostra vita: Lacan! un patriarcale della madonna però ha detto quattro o cinque o forse dieci-venti cose giuste!
    scusa il di palo in frasca ma questi nostri blog sono così appetibili!
    un caro saluto!

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  2. vino caldo, come no; c'è chi ci fa una bella predica soppraciliosa se ci metti il vino freddo. è delicato il riso, è isterico, è suscettibile, è lunatico.

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  3. per essere più chiara: non al consiglio dell'allan, ma di altri, che parlavano di differenze di temperature e disastrosi salti termici mi riferii.

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  4. Non si finisce mai di imparare. Ripesco questa frase, antica, sentita in motoscafo, un paio di giorni fa. Due vecchie signore, intendo più vecchie di me, oscuravano con i loro toni da scarsamente udenti il volume dell'Ipod. Ecici ecicia, una di fronte all'altra con i capelli gemellari bianchi violetto e cappellini tipo vaso da fiori rovesciato, si scambiavano ricette lette nella sala d'attesa del medico di base. Quanto mi piacciono i tragitti lagunari.
    Spero di rivederle (capita qui) e di rivelare loro questo segreto, sul vino caldo.
    Penso di copiare il tuo risotto molto presto, dato che al mercato ci sono magnifici spinaceti che mangio anche crudi e di usare, al posto dei gamberoni, dei filetti di branzino. Che ne dici?
    Naturalmente il vino sarà caldo.

    Mancanze lacaniane: mi ci riconosco come davanti allo specchio. Oddio, davanti allo specchio a volte non mi riconosco affatto.


    s

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  5. pure io mi riconosco nelle mancanze lacaniane (anche se non ho mai letto niente di Lacan. Pardon per l'ignoranza abissale!). A proposito di ignoranza, proprio ieri sera mi si è accesa la lampadina: s, non puoi cucinare nemmeno i crostacei, vero?. Ti posso suggerire, in alternativa, un bel piatto di linguine al branzino. Recentemente, ho fatto una ricetta postata dalla bravissima Tosin, sul forum primordiale. Lei ha usato dei tagliolini all'uovo (e io pure), ma ho trovato che sono prevaricanti. Il gusto dell'uovo, secondo me, non si abbina troppo con la carne delicata del branzino.Senza parlare di come la pasta fresca risucchia il condimento. Meglio una pasta secca.

    Un altro buon consiglio, sempre di A.B., per ottenere un risotto digeribilissimo, è quello di aggiungere un soffritto di cipolle preparato a parte in grande quantità e conservato in freezer per l'evenienza.
    SOFFRITTO DI CIPOLLE:
    1 chilo di cipolle dorate, pelate e tritate fini
    150 g di burro
    far sciogliere il burro e farvi rosolare le cipolle, a fuoco dolcissimo e a tegame coperto, per circa un'ora. Se dovessero asciugare troppo, aggiungere poca acqua calda. Fare molta attenzione che le cipolle non brucino. Passarle al minipimer, distenderle in uno stampo rettangolare basso, coperto da carta forno e far congelare. Tagliare a cubi, tipo dado da brodo, sigillare nei sacchetti appositi e conservare nel freezer. Dura 3 mesi.


    @ Papavero: devo trovare il tempo per leggere con la dovuta attenzione il tuo originale blog.


    Saluti
    eu

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  6. Eugenia vieni a trovarmi ti offro i mandarini!


    I mandarini
    di colore e profumo
    una catasta!

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  7. Questa delle cipolle, la sapevo:
    me l'ha passata una giovane amica fan di A.B. dai di lui esordi.
    Però preferisco la cipolla al momento.
    Questo metodo, della cipolla fatta andare lentamente, pare copiata dal nostro fegato alla veneziana, solo che si usa, almeno io uso, olio e non burro. Affetto le cipolle finemente e le lascio in un filo acqua corrente per almeno un'ora, poi in padella con coperchio per altrettanto tempo, finché diventano quasi trasparenti. Stessa cosa per i bigoi in salsa.

    Neppure il suggerimento della pasta secca al posto di quella all'uovo mi coglie impreparata.
    :))

    s

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