
La particolarità del dolce consiste essenzialmente in due fattori: gradevolezza sul palato e grande sobrietà di ingredienti(pochissimi grassi, un solo uovo). In casa è sparita nel giro di poche ore. A me ricorda vagamente la tanto amata miascia.
Ingredienti per una tortiera da 26 cm di diametro
1 kg di mele renette
1 uovo
150 g di zucchero + 50 g
150 g di farina
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 bicchierino di rum
1 bicchiere scarso di latte
sale
buccia di 1/2 limone grattugiata (o vaniglia)
zucchero a velo per decorare
Montare l'uovo con 150 g di zucchero, usando le fruste elettriche, finché si otterrà un composto soffice e chiaro. Incorporarvi a poco a poco la farina, alternandola a un po' di latte. Si dovrà ottenere una pastella semiliquida che si completerà con l'aggiunta del lievito, fatto scendere da un setaccino, un pizzico di sale, il rum e la buccia di limone. Sbucciare le mele, privarle del torsolo e tagliarle a quadretti. Unirle al composto e versare il tutto in una tortiera imburrata e infarinata. Spolverare la superficie con i 50 g di zucchero rimasti. Cuocere in forno preriscaldato a 170-180°C per circa 40'. Quando la torta sarà cotta lasciarla riposare per qualche minuto prima di sformarla. Una volta fredda, si potrà decorare con poco zucchero a velo.
La ricetta originale prevede un'intera bustina di lievito.





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Magnifica questa torta. Con così pochi grassi e così tante mele.
RispondiEliminaNe faccio una che batte questa per il burro, ma vince per lo zucchero, che però ha anche tre uova.
Così la mia:
3 uova
6 cucchiai di zucchero
80 g. di burro
1 kg di mele renette
2 etti di farina
1 bustina di lievito per dolci
quando me ne ricordo metto un po' di cannella
Batto a lungo le uova con lo zucchero, aggiungo il burro fuso e a temperatura ambiente, il lievito e alla fine aggiungo le mele tagliate a tocchetti. Mescolo per bene, viene un pastrocchio che butto nella tortiera da 24 cm. imurrata e infarinata.
forno a 170° per 60/70 minuti.
Tempi di attesa: se mio figlio è presente, quel tanto che basta per non ustionarsi la bocca.
Vado a fare la tua. Oggi faccio la nonna che ritira il nipote da scuola. Mi sa che riesco a portargliene una fetta.
s
voglia di farla prestissimo,
RispondiEliminaun altro eloquente esempio di semplicità & bontà
Una delle mie è questa:
RispondiEliminaTORTA DI MELE MALAMOCCO
1 Kg.mele tipo renette
150 gr.di farina bianca
3 uova intere
150 gr. di zucchero
50 gr. uvette-50 pinoli
1/2bustina scarsa di lievito per dolci
1 bicchierino di grappa-1 di marsala-sale
Tagliare le mele a fettine.Sbattere le uova intere con lo zucchero e il sale,aggiungere la farina setacciata col lievito,i pinoli,le uvette ammorbidite nella grappa e i 2 liquori(la grappa in cui sono rinvenute le uvette e la Marsala).In una teglia da forno foderata di carta-forno stendere ¾ della pasta,coprendo anche i bordi,versare ¾ delle mele e ricoprire col resto della pasta.Decorare con le mele tenute da parte e con fiocchetti di burro. Cospargere di zucchero e infornare a circa 170° finchè diventa dorata(solita prova stecchino…)
oppure questa,molto amata dai nipotini:
RispondiEliminaTORTA DI MELE DELLA NONNA BABA
Ingredienti: 120 gr. di burro - 150 gr. di zucchero - 3 uova - 150 gr. di farina bianca - 1 bustina di lievito vanigliato per dolci - 2 grosse mele (o 3 medie) - 2 cucchiai di uvetta - 1 pizzico di sale
Mettere il burro a pezzetti in una ciotola, amalgamarlo bene allo zucchero e al sale. Aggiungere un tuorlo alla volta e continuare ad amalgamare. Quando avrete un composto soffice e gonfio aggiungere la farina ed il lievito. Infine aggiungere le chiare montate a neve molto soda.
Preparare una terrina da forno (io la fodero di carta da forno, così è più semplice da sformare) e versarvi il composto a cucchiaiate, lasciando un buon margine in altezza, perché cuocendo si gonfia.
Pelare le mele, tagliarle a fettine abbastanza sottili e conficcarle in verticale nel composto, vicine le une alle altre, partendo dall'esterno verso il centro in giri concentrici. Infine cospargere con le uvette che sono state rinvenute in vino bianco e qualche goccia di estratto di mandorle o di rhum, ben strizzate ma non infarinate.
Mettere in forno a 170-180°per un'ora. Quando è fredda e non prima sennò si apre, metterla in un piatto da dolci e cospargere di zucchero a velo.
com'è caldo e accogliente il mondo delle torte di mele nelle mille varianti di ciascuna di noi. Le torte fatte con amore e per amore!
RispondiEliminaTutte belle le varie versioni e prendo nota di tutte, grazie!
mi piacerebbe un commento sulla temperatura delle torte ricche di mele. ovvero: calde o tiepide, ottime; che ne fate delle fredde? (e non dite in coro che fredde non le avete mai viste)
RispondiEliminaDovesssi vederle darei 20 secondi di MO a massima potenza. Fetta coperta con carta cucina.
RispondiEliminaQuesto blog, Eu è sempre più bello e coinvolgente. Chiacchieraate tra amici.
La mia prossima torta di mele sarà quella di nonna Baba :)
s
la torta di mele non è una torta. E' LA TORTA.
RispondiEliminaGrazie per le belle ricette e per i contributi. Tra l'altro, sarà per il nome, sarà per la grappa, ma quella Malamocco è da un po' che la curo...
RispondiEliminaChe ne fate delle torte ricche di mele da fredde, chiede Artemisia. So cosa vuoi dire. Il discorso del viscido. Io non l'ho rilevato. La torta è stata preparata nel pomeriggio di sabato. Gustata tiepida da sei persone (con alcuni bis), ne sono avanzate giusto un paio di porzioni che, l'indomani mattina, hanno accompagnato una tazza di tè. Forse sono trascorse davvero poche ore dalla sfornata o forse è solo una questione di gusti. A me le torte di mele piacciono molto anche da fredde.
Grazie a tutte della visita e delle parole gentili che spendete per questo blog.
eu
io la torta di armanda la farò domani... il menù è già esposto al club :-)
RispondiEliminala torta di mele, è verissimo, è LA TORTA.
ricorda le merende della domenica da piccoli, io ero in cucina a guardare la mia mamma coccolarci con la torta di mele... la torta della nonna, quella che si mangia fredda. io la torta l'ho sempre mangiata fredda, il tempo che la pasta accolga i succhi della mela, i suoi profumi, resti morbida, gustosa e buonissima con una bella tazza fumante di té o latte e miele.
grazie a tutte voi. proverò anche le altre.
la foto del libro: diamine ce l'ho questo jolly da qualche parte, che piacere riconoscere qualcosa che a sua volta ti rimanda ad altre cose
RispondiEliminace li ho anch'io i jolly della cucina. quasi tutti!
RispondiEliminaUlteriore annotazione: l'ottima Capeder affettava (non tagliava a dadini) le mele. :-)
RispondiEliminaciao papavero, ciao dede!
io ho solo "quel" jolly, purtroppo.
eu
Quello di Armanda Capeder è stato il mio primo testo di pasticceria ed è ancora il mio preferito.
RispondiEliminaSono felice di averti ritrovata sul web grazie a lei, Eugenia!
Ma come facevo a non sapere che avevi un blog? Mea culpa...
Insomma, ho messo insieme Van de Sfroos e Cammariere e ho dedotto che eri tu!!!
Un grossissimo abbraccio
Laura, mamma multipla :-)
Eugenia, provata, assaggiata, piaciuta.
RispondiEliminaGrazie mille. Un abbraccio.
Maura B.
chi l'avrebbe mai detto che una semplice torta di mele riuscisse a suscitare tanto interesse?
RispondiEliminaciao, Laura, un grande abbraccio a te, a Francesco e ai vostri bambini.
Grazie a te Maura. Un abbraccio
eu
sono di corsa....
fatta, mangiata, piaciuta!!!
RispondiEliminal'ho servita tiepida, con la glace.
il forno al club cuoce male e, l'aspetto croccantino sotto e spora non sono riuscita ad ottenerlo.
la farò a casa alla prima occasione.
mi è piaciuto il forte sapere di mele, la leggerezza e, mi ricordava un omelette che faceva mia nonna.
una sola domanda: la farina la metti con la frusta o si pup' sbattere tutto insieme? :-)
io ho usato le fruste del kenwood, montando ad alta velocità l'uovo e lo zucchero, poi ho abbassato al minimo ed ho aggiunto la farina, alternandola con il latte,il rum e il resto degli ingredienti. Le mele le ho amalgamate con una spatola flessibile. Sono contenta ti sia piaciuto l'effetto finale. Di latte ne puoi mettere anche meno. Il libro non specifica la quantità, limitandosi a dire di aggiungerne un po', fino ad ottenere "una pastella semiliquida".
RispondiEliminaa presto
eu