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venerdì 8 aprile 2011

Frittatina d'erbe

Con l'arrivo della bella stagione, diventa un piacere uscire in giardino ad osservare la crescita quotidiana delle piante e delle erbe aromatiche. L'erba silene, riseminata in cassetta tre anni fa (meglio contenerla, perchè è assai invadente), sopravvive molto bene ai rigori dell'inverno e ributta generosamente ad aprile, così come l'erba di san Pietro, la borragine e l'aglio orsino. Tutti questi vegetali contribuiscono ad arricchire di sapore numerose preparazioni. L'altro giorno ho preparato una gustosa frittata; va da sé che se non si ha a portata di mano questo bouquet, si possono mettere degli spinaci, delle erbette, dell'erba di frate (agretti), etc.



Per una persona
un mazzetto di silene
qualche foglia di acetosa
qualche foglia di borragine
2 rametti di maggiorana
qualche fogliolina di prezzemolo
1 foglia di aglio orsino
2 foglie di basilico
1 foglia di erba di san Pietro
2 uova
1,5 cucchiai di crusca di avena
sale, pepe

Scottare per pochi minuti, in acqua bollente salata, le foglie di silene e di acetosa. Scolarle, strizzarle, tagliuzzarle finemente. Fare un trito fine con tutte le altre erbe odorose. Battere brevemente le uova, unire la crusca, un pizzico di sale, un nonnulla di pepe e il resto degli ingredienti, mescolando accuratamente per ben distribuirli. Ungere con un goccio d'olio una padella antiaderente; farla riscaldare bene, poi versare il preparato. Cuocere, a fiamma moderata, su ambo i lati, coprendo con un coperchio per facilitare il rassodamento della frittata.


Silene vulgaris

Da Wikipedia
La Silene rigonfia (Silene vulgaris (Moench) Garcke) è una piccola pianta (alta fino a 60–70 cm; massimo 100 cm) perenne e glabra, dai caratteristici fiori chiamati “bubbolini”, appartenente alla famiglia delle Caryophyllaceae.Il genere Silene è molto vasto: comprende oltre 300 specie; per lo più erbacee, annue, bienni o perenni. Di queste in Italia se contano almeno una sessantina spontanee della nostra flora. La nostra specie presenta una grande variabilità di caratteri. Le moderne classificazioni ne individuano diverse sottospecie che si differenziano per la dimensione, il portamento e le foglie (che possono essere pubescenti o glabre, oppure dentellate o intere, oppure cigliate). A volte queste sottospecie possono sembrare del tutto indipendenti. Questo gruppo che ancora non è stato studiato a fondo presenta anche problemi di confusione nomenclaturale in quanto inizialmente la nostra specie venne assegnata al genere Cucubalus (in qualche caso anche al genere “Behen” – caduto poi in disuso) e poi in seguito trasferita al genere Silene.
Dato il carattere polimorfo della nostra pianta si sono creati nel tempo anche diversi sinonimi.Pianta conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà mangerecce. Si può comprendere quindi l’abbondanza di nomi popolari: oltre a quelli citati qui, “sonaglini” e “cavoli della comare”.
Il nome del genere (Silene) si riferisce alla forma del palloncino del fiore. Si racconta che Bacco avesse un compagno di nome Sileno con una gran pancia rotonda. Ma probabilmente questo nome è anche connesso con la parola greca “sialon” (= saliva); un riferimento alla sostanza bianca attaccaticcia secreta dal fusto di molte specie del genere.
I calici rigonfi sono persistenti e mantengono la forma a palloncino che anzi nel tempo si irrigidisce per cui alla fine dell’estate si possono far scoppiare battendoli con la mano da qui un altro nome popolare: “schioppetini”.
Molto ricercata in gastronomia (con il nome di strigoli, stridoli o carletti), fra le migliori erbe commestibili, ma solo prima della fioritura poi le foglie basali diventano troppo coriacee. Si mangiano sia crude, sia cotte (come gli spinaci), in risotti, minestre, ripieni e frittate: hanno un sapore dolce e delicato.

8 commenti:

  1. le frittatine con le erbette di stagione che crescono in questo periodo assumono tutto un altro sapore!

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  2. La campagna in questa stagione é ricca di erbette per fare una frittata così.
    Buon we

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  3. @lucy
    @germana

    la primavera è la stagione in cui più generosamente si trovano queste prelibatezze vegetali; vale la pena fare una passeggiata in campagna.
    Buon fine settimana e grazie della visita

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  4. dall'immagine mi par di capire che non sono l'unica a coltivare silene in una fioriera sul terrazzo... Di solito ci faccio il risotto, ma proverò di certo la tua frittata!

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  5. Davvero invitate questa frittatina.. le erbette si svegliano e i nostri piatti si trasformano in invitanti e travolgenti ricette saporite.. bacino

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  6. Eugenia che squisitezza dev'essere questa frittata! Mai provata l'Acetosa devo prenderla mi attira proprio!

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  7. Ciao! un piatto semplice e ricco delle erbette che offre questa stagione!
    un bacione

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  8. @Kina:Sì, non sei la sola, te lo confermo! Trovo molto comodo poter disporre della silene praticamente per tutta la stagione, senza dover uscire per recarmi in qualche prato di campagna a raccoglierla. Inoltre, contenuta nelle cassette, non diventa infestante. Io la metto anche nella minestra o, insieme agli spinaci, nel ripieno delle torte salate.
    @Lacuoca: sottoscrivo ogni tua riga!
    @Sonia: l'ho trovata, già in vaso, da Viridea. Ora l'ho messa a dimora in piena terra, in un'aiuola dedicata a tutte queste magnifiche erbe, a far compagnia all'erba di san Pietro, all'aglio orsino e a tutt ele aromatiche.
    Manuela e Silvia: Ehilà, chi si rivede! Che piacere rileggervi. Grazie del passaggio.

    Un caro saluto a tutti e buona domenica

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