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mercoledì 21 febbraio 2007

Il Sacro Monte di Ossuccio




In tutte le culture religiose il monte è il luogo dove la divinità comunica con l'uomo e, soprattutto, il luogo dove essa risiede. Anche nella nostra tradizione cristiana i santuari sono molto frequentemente posti in cima ad un monte. Il Santuario della Madonna del Soccorso sorge nel comune di Ossuccio, sulla sponda occidentale del Lario, a 25 km da Como.







E' situato su un declivio della montagna, a 400 m s/m, sopra i paesi di Ossuccio e Lenno e di fronte all'isola Comacina.




Il luogo, completamente isolato dagli abitati, è circondato da prati, uliveti e boschi, e si presenta come un poggio da cui si ha il panorama di tutto il centro lago.
Recentemente Il Sacro Monte di Ossuccio è entrato a far parte del Patrimonio dell’Umanità, censito e tutelato dall’ UNESCO.




A circa un chilometro dal Santuario inizia il viale delle cappelle, lungo il quale si allineano 14 tempietti baroccheggianti, che racchiudono le scene rappresentanti i fatti della vita di Gesù e della Madonna, ricordati nei misteri del rosario (il 15° mistero è raffigurato nel Santuario). I fatti sono raffigurati con statue in stucco e terracotta, a grandezza naturale, e con affreschi. Le cappelle, realizzate tra il 1635 e il 1710, sono veri capolavori d'arte degli stuccatori della scuola intelvese e rappresentano una singolare documentazione etnografica e folcloristica di quei secoli. Autore principale delle opere lo stuccatore Agostino Silva, di Morbio (1670-1706).
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V CAPPELLA-LA DISPUTA DI GESU' CON I DOTTORI DEL TEMPIO
(cliccare sulle immagini per ingrandirle)







La cappella si presenta all'inizio del viale, sulla destra. Sulla facciata c'è una finestra centrale ad arco ma non rifiniture rettangolari in granito. Si presenta come una delle cappelle più importanti e più ricche. Nonostante l'elevato numero di personaggi (ventuno in totale, senza contare i due cani), la varietà delle fogge degli abiti, dei copricapi e delle tredici poltrone su cui parte di essi siedono, i dieci grandi libri che si trovano disseminati ovunque, la molteplicità delle posture, i numerosi personaggi supplementari dipinti sulle pareti e la ricchezza decorativa della cupola, ciò che principalmente colpisce è l'unitarietà della scena. Tutti i personaggi posti in cerchio intorno alla figura di Gesù dodicenne sono "stupiti del suo senno e delle sue risposte". Lo stupore, la meraviglia, lo sconcerto lega ciascun personaggio al Protagonista, creando un effetto corale compatto.
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SETTIMA CAPPELLA-LA FLAGELLAZIONE DI GESU' ALLA COLONNA



Ci sono sette statue di Agostino Silva. Nel centro stà Gesù seminudo, con le mani dietro la schiena, appoggiato ad una colonna, con il volto piegato verso destra, quasi a non voler vedere il carnefice che stà per flagellarlo. La muscolatura è fortemente pronunciata. Dietro Gesù, c'è un personaggio che gli stà legando le mani.Sulla destra, un carnefice si prepara alla flagellazione. Indossa una tunica con alamari dorati, un grosso cordone alla cintura e dei pantaloni corti. Sulla sinistra, un'altro fustigatore indossa dei pantaloni a righe, arrotolati sopra il ginocchio e una camicia con un'unica manica.L'affresco centrale rappresenta una prospettiva architettonica: una fontana in una nicchia rocciosa con un putto in piedi e, sopra, la scritta S.P.Q.R. (Senatus Populusque Romanus); sullo sfondo montagne, alberi, castelli.
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VIII CAPPELLA-GESU' E' CORONATO DI SPINE






All'interno ci sono sei statue, opera di Agostino Silva. E' la rappresentazione del ludibrio di Gesù, ammantato di porpora per derisione, fatto sedere su un cuscino di velluto appoggiato sopra una specie di trono, con una canna infilatagli tra le mani legate, a raffigurare lo scettro. Il torturatore alla sua destra veste come i contadini del luogo, quello alla sua sinistra come i lanzichenecchi.Di fronte a Gesù si stà intanto inchinando un altro individuo, calvo con un orribile gozzo. "Salute, re dei Giudei". Si è tolto il cappello in segno di finta sottomissione, infatti, con la mano sinistra, sta facendo un gesto di scherno e ha la lingua fuori.






Di personaggi deturpati da orribili gozzi (che dovevano essere molto frequenti nella zona) se ne contano ben sei e tutti appartengono alla categoria dei "cattivi", ai torturatori, confermando la crudele equazione: bruttezza = cattiveria.
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X CAPPELLA - LA CROCIFISSIONE DI GESU'




Il Cristo in croce tiene il viso rivolto verso l'alto. Ai suoi lati, due piccoli angeli gli volano accanto. Un altro angioletto vola ai suoi piedi. Alla destra di Gesù, un po' più lontano, aleggia un angelo più grande, vestito di blu con bordure dorate e ampie ali piumate. Alla sua sinistra, un altro angelo delle stesse dimensioni, vestito di bianco e ammantato di verde. Sotto la croce si trova il gruppo delle quattro donne e dell'apostolo Giovanni che dividono il dolore di Maria (in abito rosso e manto blu). Contrasta con la drammaticità di questo gruppo, la staticità dei due soldati romani.




Seduti per terra, ci sono quattro personaggi che si stanno giocando a dadi la veste di Gesù. In primo piano, a sinistra, c'è un giovane dai lunghi capelli con una tunica rossa e la corazza, che tiene un dado tra le dita. Di fronte a lui, un soldato che con la mano destra ha appena lanciato i dadi e che guarda attentamente il numero che è uscito.Porta sul capo un elmo dorato, con un curioso uccello come cimiero e al collo un grande nastro a fiocco, verde. Assistono alla partita un uomo ed un soldato. L'uomo ha un occhio bendato ed un braccio al collo; porta un copricapo basso e dorato e una corta tunica verde con cotta di maglia. Il soldato tiene uno scudo con la scritta S.P.Q.R. e porta in capo un elmo dorato e sugli spallacci teste leonine.



Sul cavallo bianco c'è un soldato con un elmo dorato piumato tutto avvolto nel fluttuante mantello verde dai bordi dorati da cui traspare in parte la camicia, la corazza dorata, il gonnellino, i lunghi calzari. Tiene le braccia aperte. In piedi, accanto al suo cavallo, stà un uomo vestito di scuro, deturpato da un gozzo, che regge una corda da cui pende una targa dai bordi ondulati, con le lettere JNRI (Jesus Nazarenus Rex Iudaeorum). Il personaggio issato sul cavallo marrone indossa un elegante abito rosso da cui fuoriescono maniche dorate e un manto verde con elaborate bordure in oro ed un cappello verde a cono con pesante bordura dorata.Sul cavallo nero è seduto un cavaliere che indossa un piccolo copricapo, una giubba verde con gorgera e maniche dorate.
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XI CAPPELLA - LA RESURREZIONE




La rappresentazione è composta da sette statue di Agostino Silva: Gesù risorto, un angelo e cinque soldati a guardia del sepolcro.Nel centro domina il sepolcro scoperchiato da cui esce trionfante Gesù risorto, seminudo nella stola bianca, con dietro una grande aureola da cui si sprigionano raggi d'oro. Con la mano sinistra regge un gonfalone bianco e la mano destra è levata verso il cielo. L'angelo, a terra, sembra in procinto di atterrare o di librarsi in aria, grazie al movimento delle gambe e al panneggio della corta tunica e del mantello verde bordato d'oro. Dinanzi al sepolcro, giace a terra un soldato sopraffatto dalla resurrezione di Gesù. Anche il soldato che sta in piedi accanto al sepolcro appare sorpreso e terrorizzato dall'apparizione. Sta per sguainare la spada ma la sua espressione lascia intendere la consapevolezza della propria impotenza di fronte all'evento miracoloso.
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IL SANTUARIO



Il Santuario è di epoche diverse: il corpo centrale fu completato nel 1537; seguirono decorazioni e ampliamenti fino al 1730. La tradizione popolare lega gli inizi della devozione alla Madonna ad una antica statua di Maria e a un antico dipinto.



La statua, nascosta probabilmente sul luogo in tempi di lotte e invasioni, fu qui ritrovata da una fanciulla sordomuta che ebbe il dono della guarigione. La pietà popolare portò più volte tale statua in paese, ma essa tornò sempre misteriosamente al suo posto: si decise così di erigere un Santuario.
La statua si trova ora in una cappella votiva posizionata sulla sinistra, rispetto all'altare maggiore.



La statua, attribuita al quattordicesimo secolo, è in marmo bianco, forse ricavato dalla cava di Musso, vicino a Dongo. Maria è seduta su un trono con protomi leonine, mentre le pareti laterali esterne mostrano due facce umane che emergono da specie di finestre quadrilobate. Sorregge il Bambino, che è in piedi sul suo ginocchio sinistro. Entrambi, Madre e Bambino, reggono con la mano destra uno stesso scettro fiorito. Con l'altra mano, il Bambino regge il tradizionale uccellino. Maria indossa una veste con l'orlo ricamato. Le spalle sono coperte da un velo che ricade dal cinto di una corona che ha in capo. La corona, i capelli, i gigli e l'orlo della veste portano ancora i segni di un'antica doratura.


Alle pareti, alcuni quadri raccontano di grazie concesse dalla Vergine del Soccorso. Su un lato della cappella sono appesi numerosi altri ex voto.



Il dipinto, che rappresenta la Vergine con il Bambino Gesù e S. Eufemia, è molto antico (1501) e si trova su un altare laterale del Santuario.



La tela, raffigurante S. Giuseppe, del pittore F. Grandi (fine '800), rimasta esposta prima su un altare della basilica vaticana, fu, nel 1963, durante il pontificato di Giovanni XXIII, donata al Santuario, ed è collocata in un altare laterale, di fronte al dipinto della Vergine di cui sopra..
La sacrestia contiene un monumentale armadio di noce del 1711 che non ho potuto fotografare in quanto il locale non era, al momento, accessibile.
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NOTA: alcune delle informazioni riportate in questa pagina sono state ricavate dall'opuscolo SANTUARIO MADONNA DEL SOCCORSO, esposto presso il santuario e dal libro di Piera Gatta Papavassiliou "Il Sacro Monte di Ossuccio" dell'editoriale Giorgio Mondadori. Per ulteriori informazioni guardare i seguenti links:

Santuario e Sacro Monte di Ossuccio

Sistema lago di Como

2 commenti:

  1. Che bello eu, sono molto affezionata a questi posti. La mia nonna novantenne emigrata a roma da ossuccio, questa estate ha potuto tornarci, e ora è li in vacanza che si gode il suo bel monte in una vecchia casetta vicino alla locanda del riposo, in via castelli. Una volta mi ha raccontato qualcosa sulla madonna del riposo, da quello che lei ricorda pare che da piccola le dicessero che il santuario è stato costruito lì per via della madonna che compariva salellando fra un sentiero e l'altro in luoghi impervi come quelli del monte, consolando fra l'altro chi saliva per pascolare gli animali. Ora, la storia sarebbe da conoscere meglio, per caso hai notizia di qualche leggenda in proposito? un saluto cordiale Roberta F.

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  2. Ciao Roberta. Mia mamma mi ha sempre raccontato che la statua della Madonna del Soccorso venne trovata da una pastorella sordomuta, la quale stava pascolando le pecore sul monte. Immediatamente la giovinetta riacquistò la parola e l'udito e la notizia del miracolo si sparse tra le valli. Il simulacro venne portato nella chiesa di Ossuccio ma, misteriosamente, ricomparì sul luogo del ritrovamento.Venne riportata a lago e di nuovo ritornò sul monte: si decise così di erigere il santuario in quel punto. Fin qui la leggenda, che somiglia molto a tanti altri racconti che ho letto sulla nascita di diversi santuari mariani. Per chi ha fede, la Madonna del Soccorso è potente mediatrice di grazie presso Gesù e ne danno testimonianza i numerosi ex voto appesi nella cappella. Per me è un luogo straordinario di pace e meditazione; sei a pochi chilometri dal traffico e dalla solita vita, ma lì su quel monte respiri un'altra aria e ti senti più vicino a Dio. Manda un abbraccio alla tua carissima nonna.
    PS La scorsa primavera ho scattato tante belle fotografie del luogo, ma il tempo tiranno mi impedisce sempre di ridurle e pubblicarle. Le cappelle sono un vero capolavoro artistico e non ti dico quanto fascino emanavano ai miei occhi di bambina. Si andava sempre in pellegrinaggio alla MdS due volte l'anno, a maggio e a settembre; c'erano le bancarelle di dolciumi (te li ricordi quegli orrendi minibiberon pieni di liquidi coloratissimi?) e giocattoli, si faceva la colazione al sacco e si compravano medagliette e rosari.Che tempi felici!
    un abbraccio
    eugenia

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