domenica 29 gennaio 2017
Una merenda antica: el paradell cui pomm
venerdì 28 settembre 2012
La Torta Jolanda
patate ma io, per mio gusto personale, ho preferito l'amido di mais. Inoltre, si può sostituire tranquillamente la farina 00 con quella di riso, per avere così un dolce senza glutine (informarsi se il Grand Marnier e il bicarbonato di ammonio rientrano tra gli alimenti consentiti). Io ormai ne preparo due alla volta, raddoppiando le dosi, poiché mi viene spesso richiesta dalle amiche e non voglio privare la mia famiglia del piacere di gustarsene una fetta con il caffè del mattino.
130 g di burro (morbido)
90 g di zucchero a velo + 50 g di zucchero semolato
1 pizzico di sale
i semi di ½ bacca di vaniglia
la buccia grattugiata di 1/2 limone
2 tuorli
2 albumi
1 uovo intero
100 g di amido di mais
50 g di farina 00 (si può sostituire con farina di riso)
1 g di bicarbonato d’ammonio (ammoniaca per dolci)
2 cucchiai di Grand Marnier
lunedì 10 ottobre 2011
La miascia della nonna Laura

Due sabati fa siamo stati a casa di mia madre, al lago, e l'abbiamo trovata indaffaratissima: stava finendo di cuocere i pan de mej mentre, sul tavolo di cucina, troneggiavano tre esemplari appena sfornati di miascia, l'antica torta di pane di origine tremezzina. Tutta questa grazia di Dio era destinata ad un'asta benefica, finalizzata a raccogliere fondi per la parrocchia; abbiamo immaginato (pronostico confermato dai fatti) che si sarebbe scatenata, tra gli estimatori, la solita contesa a suon di vertiginose offerte al rialzo, per l'accaparramento dell'agognato dolce. Il fatto è che, ormai, più nessuno ha tempo o voglia di preparare la miascia con le proprie mani e quando capita l'occasione di poterne gustare una fetta, meglio ancora se preparata da persona di provata capacità, la festa è grande. La ricetta la potete trovare qui sul blog, ma non siate troppo fiscali con le dosi: la miascia è un dolce che si prepara a shtimm, a stima, secondo quello che offre la dispensa, e non saranno una pera o una mela in meno o in più a rendere questo dolce meno straordinario. Vi raccomando una sola cosa: non dimenticate il rosmarino. E' quello l'ingrediente segreto che dona un'aromaticità particolare alla miascia.martedì 12 aprile 2011
Menestra de ris, patati e lacc. Minestra di riso, patate e latte

Per quatru person
8 dl de lacc
4 dl de acqua
saa
160 g de ris
1 patati gross
1 nus de büter
udur de nus muscada
Per 4 persone
8 dl di latte
4 dl di acqua
sale
160 g di riso
1 grossa patata
1 noce di burro
profumo di noce moscata (facoltativo)
Mettere il latte e l'acqua in una pentola; aggiungere la patata, sbucciata e tagliata in quattro pezzi. Portare ad ebollizione, salare, gettare il riso. Cuocere a fiamma moderata, mescolando spesso. Quando il riso sarà quasi pronto, prelevare con un ramaiolo i pezzi di patata e schiacciarli con una forchetta. Ributtarli nella minestra e proseguire la cottura per qualche minuto, facendo addensare. Prima di servire, aggiungere una noce di burro e una bella grattugiata di noce moscata. Scodellare la minestra, lasciandola un po' intiepidire.
La machina del ziu Toni
Davide Van De Sfroos
...Varda cume bali bee
Cunt i anfibi e la cresta
la barbeta de rasta
e i topp soel giubètt
Sunt el re della Zoca de l’oli
E che 'nmezz alla pista me par che me basta
tutt quell che g’ho
E chissà gio in fuunt al pràa
che vita me specia
quaand verdi ‘l cancell
che strada faroo e che machina lüstra
e che cilindrada
e chi sà in soel sedil che de fiaanc chi se seterà gio ...
...Guarda come ballo bene
con gli anfibi e la cresta
la barbetta da rasta
e le toppe sul giubbetto
Sono il re della Zoca de l'oli
e qui in mezzo alla pista mi sembra che mi basti
tutto quello che ho
E chissà giù in fondo al prato
che vita mi aspetta
quando apro il cancello
che strada farò e che macchina lucida
e che cilindrata
e chissà sul sedile qui di fianco chi si siederà...
Testo e traduzione © Copyright 2001 - 2011 cauboi.it
lunedì 17 gennaio 2011
Castagne e panna montata (castegn e lacc mel)

proprio domenica pomeriggio siamo capitati nella cittadina di Abbiategrasso dove, sulla piazza principale, un banchetto vendeva le pregiate castagne secche di Cuneo. Un vero segno del destino! La sera stessa le ho messe a bagno in acqua fredda e oggi mi sono preparata questo dessert (o cena) d'altri tempi.Per 4 persone:
300 g circa di castagne secche
zucchero a piacere
1 stecca di vaniglia
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di cacao amaro
250 ml di panna fresca
Mettere in ammollo le castagne in acqua fredda per almeno 12 ore. Trascorso questo tempo, sciacquarle bene e levare loro gli eventuali frammenti di pellicina. Metterle in una casseruola dai bordi bassi, coprirle di acqua fredda, unire 4 o 5 cucchiaiate di zucchero, un pizzico di sale, la vaniglia. Portare a bollore e cuocere (coperto) per circa un'oretta, a fiamma molto bassa, badando di non rompere le castagne. Quando saranno cotte, gettare quasi tutta acqua residua, levare il baccello di vaniglia e rimettere sul fuoco, aggiungendo il miele e il cacao. Afferrare i due manici della casseruola e scuoterla ritmicamente, per rivestire le castagne con la glassa che si andra' formando. Servire le castagne calde con la panna montata ben fredda.



venerdì 14 novembre 2008
Gallina ripiena alla tremezzina
1 gallina di circa 1,3 kg
200 g di fegatini di pollo
una noce di burro
1/2 cipolla finemente tritata
1 cucchiaio di Marsala secco
1 cucchiaio di Brandy
1 fogliolina di erba salvia
120 g di mollica di pane, ammollata nel latte e ben strizzata
50 g di uvetta sultanina
50 g di parmigiano grattugiato
1 uovo
sale, pepe, noce moscata




martedì 30 settembre 2008
La pulenta uncia
e gastronomici, che hanno animato tutte le frazioni del mio amato borgo natio. Il profumo del paradell e della pulenta uncia hanno risvegliato dolci ricordi di un tempo felice, quando tante amate persone erano ancora con me e si dava vita a lunghe tavolate, imbandite con i prodotti della nostra ubertosa terra. Sarà stata la nostalgia di quei volti, ma la polenta uncia che ho preparato ieri non mi è mai sembrata tanto buona.Avvertenze: le dosi sotto riportate sono puramente indicative. La polenta si può fare anche utilizzando solo la farina gialla, la formaggella si può sostituire con del formaggio tipo latteria. Non sarà la medesima cosa, ma ci andrà molto vicino. Grana sì, grana no: c'è chi lo mette (io), chi ne fa a meno. Agite secondo il vostro gusto. Ritengo ingiusto intrappolare entro rigidi schemi una preparazione tanto popolare come la pulenta uncia.
250 g di farina gialla
250 g di farina di grano saraceno (fraina)
2 litri circa di acqua
sale grosso q.b.
mezzo chilo di formaggella
grana grattugiato
200 g di burro d'alpeggio
due o tre spicchi d'aglio
domenica 13 aprile 2008
Ul braschìn

Aggiungere alla pasta di pane ingredienti come frutta secca o fresca, burro, qualche uovo e un po' di zucchero era prassi frequente nella cucina lariana di un tempo. Ul braschin (da brace- perché una volta veniva cotto direttamente sulla brasca ricoperta di cenere del camino) non è altro che pasta lievitata arricchita da uvetta secca, ammollata in acqua tiepida e ben asciugata, stesa nella teglia, spolverata di zucchero semolato e cotta in forno caldo. Che piacevole sorpresa sorseggiare il tè a casa della mamma e vedermi presentare davanti un pezzo di braschin!
mercoledì 26 marzo 2008
Frittata con l'erba di san Pietro
per le sue proprietà medicinali e per l'uso in cucina, oggi è poco utilizzata. Ha foglie oblunghe con margini dentati che, strofinate, emanano un lieve sentore balsamico, somigliante al profumo della menta e del limone. Il suo nome potrebbe derivare dal fatto che fiorisce verso la fine di giugno, in prossimità della festa di S.Pietro. In America è conosciuta come Bible Leaf , poiché pare che i primi coloni usassero le foglie di quest'erba come segnalibro nella Bibbia.Ce l'ho in giardino da un paio d'anni e questa è la stagione più propizia per utilizzarla nelle frittate, dato che le foglie sono tenerissime.Per quattro persone occorreranno:
6 uova grandi
una quarantina di tenere foglie di erba di san Pietro
3 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
sale, pepe, profumo di noce moscata
un cucchiaio d'olio
Lavare e asciugare le foglie di erba di san Pietro. Togliere loro il gambo e la costola centrale (sono un po' coriacei). Battere brevemente le uova, condirle con sale, pepe, noce moscata e grana. Aggiungere le foglie, dare ancora una mescolata e cuocere in padella antiaderente ben calda e unta con un goccio di olio d'oliva.
NB io ho usato mezza dose, la frittata era per due persone.


sabato 22 marzo 2008
L'attesa







Uova di pasticceria, uova dipinte da piccole mani di bimbi. Tutto è pronto. La Resta, il dolce tipico di Como, sta per entrare in forno. La spiga di grano (o resta), tracciata sulla superficie, allude ai riti primaverili legati alla rinascita della natura ma anche alla Pasqua cristiana:"Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12-24). Un augurio speciale di Buona Pasqua a tutti voi!
Impastare il lievito, sciolto in poca acqua tiepida, con un quarto della farina bianca e lasciare lievitare per un'ora. Impastare la restante farina con lo zucchero, il miele, il burro, le uova e la buccia del limone grattugiata, unire all'impasto precedente e lasciare lievitare per un'ora.
Manipolare di nuovo l'impasto, unendo le uvette e la frutta candita, disporlo su una teglia da forno dandogli la forma di un grosso pane allungato e infilandovi per il lungo un ramoscello di ulivo. Lasciare lievitare e poi infornare a cuocere per circa 40/50 minuti a 180°C.
sabato 8 marzo 2008
Minestra di riso ed erbette
un mazzetto di erba silene
una grossa patata
4 cipollotti
due cucchiai di olio extravergine
sale
4 pugni di riso
1,2 l di brodo
una fettina di burro
grana
Mondare e lavare con cura le erbette. Affettare i cipollotti e farli soffriggere dolcemente nell'olio. Quando sarano appassiti, aggiungere la patata, sbucciata e tagliata a piccoli dadi, e le erbette, grossolanamente trinciate. Salare con avarizia, lasciare insaporire per qualche minuto,versare il brodo, scaldato a parte. Dopo una decina di minuti buttare il riso e portare a cottura. Togliere la pentola dal fornello, aggiungere la fettina di burro (che conferirà una dolcezza tutta sua alla minestra) e un pugno di grana. Portare in tavola e scodellare.
mercoledì 13 febbraio 2008
Riso, patate e verza (ris, patati e verza)
Per 4 persone
250 g di riso Arborio
1/4 di verza
1 grossa patata a pasta ferma
120 g circa di formaggio tipo latteria o Magnoca
Parmigiano Reggiano grattugiato q.b.
burro
olio extravergine
1 spicchio d'aglio
foglie di erba salvia
sale e pepe nero del mulinello
Sbucciare la patata e tagliarla a tocchi. Eliminare le foglie più dure della verza, lavare accuratamente quelle rimaste, sgrondarle e tagliarle a listerelle. Mettere sul fornello una pentola alta colma d'acqua; al bollore salare e gettare il riso. Dopo 5 minuti aggiungere la patata e la verza. Portare a cottura, scolare e tenere da parte. Affettare a lamelle il formaggio. In una piccola casseruolina mettere un pezzo di burro, un cucchiaio di olio, lo spicchio d'aglio (che poi si toglierà), un pizzico di sale e qualche fogliolina di salvia. Soffriggere fino a color dorato. Ungere di burro una pirofila da forno, fare un primo strato di riso e verdure, condire con un po' di formaggio latteria, una spolverata di grana e parte del soffritto di burro. Pepare.Fare un'altro strato di riso, formaggi, burro fuso e macinata di pepe. Mandare in forno caldo a 200°C per 5 minuti o fino a doratura della superficie.
martedì 12 febbraio 2008
Calzini o Misultitt?

la foto dei veri agoni è presa da qui
I missoltini, ossia gli agoni di lago salati, essiccati e pressati nelle latte con foglie di alloro, li potete trovare già pronti per la successiva cottura sulla graticola (o in una comune padella antiaderente) nel negozio Le Specialità Lariane,a Lenno (Como).


Cucinarli è molto semplice; l'ideale sarebbe disporre di una bella brace di legna, ma anche una bistecchiera in ghisa servirà egregiamente allo scopo. Si scalda bene la bistecchiera e si cuociono i missoltini, per pochi minuti, su entrambi i lati. Con un coltellino affilato si tolgono le eventuali scaglie e si servono spruzzati di aceto rosso e ottimo olio extravergine. Una volta nel piatto, si apre il missoltino tagliandolo per il lungo e, facendo leva con il coltello, si estrae la lisca centrale. Per ragioni di comodità, io preferisco ripulire gli agoni prima di servirli. L'accompagnamento ideale è una fumante polenta, ma vi assicuro che anche un'insalata di cicorino, tagliato finissimo e guarnito con qualche anello di cipolla rossa, ci starà d'incanto.













