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domenica 9 marzo 2008

Torta Colomba

Questo dolce non ha nulla a che vedere con le colombe preparate con il lievito madre o il lievito di birra. E' una semplice torta, tipo la Margherita, ma il liquore Strega, con cui è aromatizzata, le conferisce quel tocco in più.
La ricetta è di Luisa S, una forumista de La Cucina Italiana online.




COLOMBA SUPER :-))) (26/3/04)
Ciao! Come ho detto più di una volta, non sono brava a far dolci.. questa colomba, però, mi è venuta stupenda, quindi vi passo la ricetta. Provatela, sarà un successo!
150 g farina, 150 g fecola, 200 g burro, 150 g zucchero, 4 uova, 50 g liquore Strega, succo di mezzo limone, 1 bustina vanillina, 1 bustina lievito per dolci( lo so, sembra tanto per 3 etti farine, ma vi assicuro che non si sente!), un pizzico di sale, arancia candita( io la frullo)


Commescolare le farine setacciate con il burro. Aggiungere- tutti insieme- gli altri ingredienti e lavorare a lungo. Versare in uno stampo per colomba( io ho usato quello in carta) e cuocere circa 40 minuti a 180°. Glassare, gli ultimi 10 minuti prima di togliere dal forno, con una glassa di acqua e zucchero.
Decorare con qualche mandorla non pelata.
Poichè l'ho offerta a dei bimbi, io ho decorato anche con confettini di zucchero colorati.
luisa s

sabato 8 marzo 2008

Gnocchi allo zafferano con broccoletti

La ricetta alla quale mi sono ispirata è presa dalla rivista La Cucina Italiana del marzo 2006. Ho apportato qualche piccola variante, giusto perché avevo in casa una confezione di panna da finire, e il piatto ha ottenuto l'approvazione dei 3/4 della famiglia. Il solito ultimo quarto, dissidente per natura, ha brontolato per i broccoletti. Il primo che salta su a sostenere che i figli basta educarli al gusto ed è tutto risolto, lo strozzo. Le mie ragazze non potrebbero essere più diverse, eppure sono state allevate dalla stessa madre ... e dallo stesso padre :))



300 g di pasta formato "gnocchi"
1 broccoletto di medie dimensioni
olio extravergine q.b.
1 spicchio d'aglio in camicia
2 piccoli cipollotti
1 bustina di zafferano
150 ml circa di panna
150 ml circa di latte
2 cucchiaini di amido di mais
sale, pepe nero
2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato

Mondare il broccoletto, privarlo di buona parte del torsolo, dividerlo in cimette e lessarlo in acqua bollente salata per pochi minuti. Quando sarà cotto ma ancora ben al dente, estrarlo dall'acqua con una schiumarola e ripassarlo in padella per due minuti, in olio aromatizzato con lo spicchio d'aglio. Affettare i cipollotti, farli sudare in un cucchiaio di olio per qualche minuto, aggiungere la panna, il latte, lo zafferano e un pizzico di sale. Addensare con la maizena stemperata in pochissimo latte freddo. Cuocere un paio di minuti, spegnere il fuoco e aggiungere il grana, amalgamando con cura. Profumare con una macinata di pepe nero. Lessare la pasta al dente, versarla nella padella della salsa così da rivestirla uniformemente, aggiungere i broccoletti ben caldi. Portare in tavola lestamente.

Torta di mele Malamocco

Malamocco dovrebbe essere una piccola frazione di Venezia. Annamaria, se lo vorrà, potrà precisare meglio la provenienza di questa sua ricetta, davvero ottima. Desideravo usare la grappa avanzata dalla macerazione delle mie ciliegie (a proposito, sono già sparite...) e quale impiego migliore di questo?

TORTA DI MELE MALAMOCCO di Annamaria R
1 Kg.mele tipo renette
150 gr.di farina bianca
3 uova intere
150 gr. di zucchero
50 gr. uvette-50 pinoli
1/2bustina scarsa di lievito per dolci
1 bicchierino di grappa-1 di marsala-sale


Tagliare le mele a fettine.Sbattere le uova intere con lo zucchero e il sale,aggiungere la farina setacciata col lievito,i pinoli,le uvette ammorbidite nella grappa e i 2 liquori(la grappa in cui sono rinvenute le uvette e la Marsala).In una teglia da forno foderata di carta-forno stendere ¾ della pasta,coprendo anche i bordi,versare ¾ delle mele e ricoprire col resto della pasta.Decorare con le mele tenute da parte e con fiocchetti di burro. Cospargere di zucchero e infornare a circa 170° finchè diventa dorata(solita prova stecchino…)

Minestra di riso ed erbette

Come ad ogni accenno di primavera che si rispetti, ecco spuntare nei prati, agli inizi di marzo, i teneri germogli di silene, dalle mie parti chiamati semplicemente "erbett". Con un ciuffo di queste deliziose primizie, coltivate dentro un vaso in giardino, ho preparato la classica minestra dal sapore antico, che sa di cene alla buona e amorevoli carezze somministrate da madri e nonne affettuose.




un mazzetto di erba silene
una grossa patata
4 cipollotti
due cucchiai di olio extravergine
sale
4 pugni di riso
1,2 l di brodo
una fettina di burro
grana

Mondare e lavare con cura le erbette. Affettare i cipollotti e farli soffriggere dolcemente nell'olio. Quando sarano appassiti, aggiungere la patata, sbucciata e tagliata a piccoli dadi, e le erbette, grossolanamente trinciate. Salare con avarizia, lasciare insaporire per qualche minuto,versare il brodo, scaldato a parte. Dopo una decina di minuti buttare il riso e portare a cottura. Togliere la pentola dal fornello, aggiungere la fettina di burro (che conferirà una dolcezza tutta sua alla minestra) e un pugno di grana. Portare in tavola e scodellare.

Le donne di Colonno

Il paese di Colonno, attraversato dalla statale Regina, dista circa 25 km da Como;si specchia nelle acque del lago tra Argegno e la punta di Balbianello e appare quasi arrampicato sulle ripide falde del monte Costone. Il nome Colonno trae origine, a quanto pare, da una colonia di greci qui esportati, più di duemila anni fa, da Giulio Cesare. Il suo territorio si estende dalle cascate delle Camogge fino al confine con la Casa Rossa, ora casa di cura Villa Stefania.Questa zona è chiamata "Zoca de l’oli", ossia "Conca dell’olio": acque calme e lisce, come l'olio ancora prodotto artigianalmente dagli olivi coltivati su questa costiera. Dietro l’abitato sono subito visibili i terrazzamenti e i muriccioli, costruiti nel passato dai suoi abitanti, per ricavarne terreni coltivabili.

Proprio le donne di Colonno, dalla fine dell'Ottocento fino ad oltre gli anni del boom economico del secolo scorso, si assoggettarono a straordinarie fatiche, coltivando e raccogliendo, in quel tormentato ed erto pezzo di terra, un faticato prodotto di frutta ed ortaggi che, insieme al burro "nostrano" e ai formaggi dell'alpe, portavano di buon mattino sul mercato di Como, inondando dei profumi provenienti dalle loro gerle, ricolme di ogni bendiddio, i battelli della navigazione lariana. La loro attività era tanto intensa da spingere qualcuna di loro ad offrire vegetali pseudo-autoctoni alle sposine della Tremezzina, che pur avrebbero dovuto nutrire dubbi sulla reale provenienza degli esotici prodotti, ma tant'è. L'ingenua di turno ci cascava, ed eccola proclamare, agli esterefatti familiari, di aver comprato un'autentica rarità: le banane nate sui ciapèj (sassi) di Colonno.E' rimasta questa filastrocca ad immortalare la capacità lavorativa delle donne di Colonno e il loro proverbiale spirito di commercio: El fa minga in temp el batel a rüà che i donn de Culonn inn i prim a sbarcà cun gerli e cavagn, cume i asen cargà. Persin sü i sass lur te fan i danée! Non fa in tempo a giungere il battello che le donne di Colonno sono le prime a sbarcare con gerle e ceste, cariche come asini. Persino dai sassi traggono denaro!

disegno di Artè

martedì 4 marzo 2008

Polpettone di vitello ai capperi

La già numerosa famiglia dei polpettoni si arricchisce di questo nuovo arrivato. Capperi, acciughe e scorza di limone contribuiscono a dare alla carne di vitello un sapore stuzzicante. La cottura in pentola a pressione agevola chi ha sempre fretta, ma non vuole privarsi di un piatto buono e ben cucinato. Ma veniamo alla lista degli ingredienti:



600 g di fesa di vitello
un'abbondante cucchiaiata di capperi sott'aceto (di media taglia)
limone non trattato
3 filetti di acciuga
40 g di mollica di pane raffermo
latte q.b.
2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 uovo
sale, pepe
farina bianca q.b.
olio extravergine
1 porro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
una punta di estratto di carne

Ammollare il pane in un po' di latte caldo. Tritare la carne con i filetti di acciuga. Mettere il ricavato in una bacinella, aggiungere i capperi risciacquati e asciugati, la scorza di mezzo limone, il pane ben strizzato, il grana, l'uovo, sale e pepe. Manipolare a lungo per amalgamare perfettamente gli ingredienti. Formare un polpettone di dimensioni ragionevoli, tali da permetterne l'ingresso nella pentola a pressione. Infarinarlo con sobrietà e farlo dorare in una pentola antiaderente, dove si sarà scaldato poco olio d'oliva. Io trovo comodissima, per questo uso, la pentola wok. Quando la carne sarà ben rosolata, toglierla dal tegame e avvolgerla in un doppio strato di carta forno, chiudendone le estremità con un po' di spago da cucina.
Nella pentola a pressione versare un po' d'olio, il vino e il succo di mezzo limone; emulsionare con i rebbi di una forchetta e portare ad ebollizione unendo un porro, perfettamente lavato e tagliato in quattro tronchetti. Adagiare sul fondo della pentola il pacchetto confezionato, aggiungere poco più di mezzo bicchiere di acqua bollente in cui si sarà sciolto una punta di estratto di carne, chiudere con il coperchio e, al fischio, calcolare 20-25' di cottura. Estrarre la carne e lasciarla riposare per qualche minuto sul tagliere, svolgendola dalla carta. Ridurre in crema il fondo di cottura con l'aiuto di un frullatore ad immersione (se fosse rimasto troppo liquido, farlo preventivamente ritirare su fiamma alta). Tagliare a fette il polpettone e servirlo coperto dal suo denso sughetto.





Proverbio di marzo

La neev marzolina, la düra da la sera a la matina.
La neve marzolina, dura dalla sera alla mattina.

Può anche nevicare nel mese di marzo, ma stiamo tranquilli (almeno in città)perché la neve si scioglierà presto.

lunedì 3 marzo 2008

Minestra di zucchine con stracciatella alla maggiorana

La foto, in verità, non rende buon servizio all'appetibilità di questa semplicissima minestra, ma il profumo che sprigiona bisognerebbe sentirlo. La maggiorana è una delle erbe aromatiche che preferisco. Con il suo aroma pungente e stimolante, riesce a dare brio anche alla più insulsa delle pietanze. Se avete voglia di primavera, provate questa ricetta e poi raccontatemi le vostre sensazioni.



Per tre o quattro persone:
2 zucchine
brodo di pollo (o di dado)
160 g di pasta spezzettata (spaghetti, bavette)
1 uovo
1 cucchiaio colmo di maggiorana fresca tritata
1 cucchiaio colmo di Parmigiano Reggiano grattugiato

Lavare le zucchine, privarle delle estremità, tagliarle a piccoli dadi e porle in una pentola, coperte da brodo in quantità sufficiente alla minestra. Al bollore, calcolare 10’ di cottura. Spezzettare la pasta ed aggiungerla a tempo debito. In una ciotolina, sbattere l’uovo intero con il grana e la maggiorana. Quando la minestra sarà pronta, unire il miscuglio, abbassare la fiamma e dare due minuti di cottura, mescolando spesso per “stracciare” il composto.

domenica 2 marzo 2008

Che stia arrivando la primavera?

Ciliegie sotto grappa

Completamente fuori stagione, ma pertinente se si apre il vasetto, amorevolmente custodito, in questi tempi.




In un vasetto della capacità di mezzo litro ho messo circa 250 g di ciliegie (lavate, asciugate e conservate con un pezzettino di picciolo), 3 cucchiai di zucchero fine, 1 chiodo di garofano, 1 pezzetto di cannella, 1/2 baccello di vaniglia, 1 stella d'anice. Ricoperto con circa 250-300 ml di grappa artigianale ticinese, regalo della cara amica Christina K da Lugano. Scuotere il vasetto un paio di volte durante la giornata, in modo da far sciogliere molto bene lo zucchero. Conservare in dispensa al fresco e al buio.





Annota bene (giugno 2009): ho visto che questo post è fatto oggetto di molte visite: mi preme ricordare, allora, che la grappa utilizzata per questa preparazione deve avere una gradazione minima di 50°. In caso contrario, fare metà grappa e metà alcool puro a 90°.