Il contenuto di questo sito può essere riprodotto solo a condizione che ne venga citata chiaramente la fonte, che non venga utilizzato a scopi commerciali e che non venga alterato o trasformato.
Visualizzazione post con etichetta cronache famigliari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cronache famigliari. Mostra tutti i post

mercoledì 3 giugno 2015

La rosa piu' bella del nostro giardino: Beatrice

Stamattina all'alba, mentre eravamo ancora a Londra,  Beatrice è venuta al mondo, in anticipo di due settimane. Un abbraccio grande ai genitori Alessia e Matteo.
Cara Beatrice, non vediamo l'ora di conoscerti. Benvenuta! 
Che tu possa crescere in età , sapienza e grazia.
I tuoi nonni
































"Mi dissero di un uomo vissuto nell'oscurità più profonda; i suoi occhi non avevano visto mai nessun più lieve chiarore, come in fondo a un abisso. Mi dissero di un uomo vissuto nel silenzio: non un rumore, nemmeno impercettibile, era mai giunto al suo orecchio. Sentii parlare di un uomo che era vissuto realmente sempre immerso nell'acqua, un'acqua di strano tepore, e che d'un tratto spuntò fuori tra i ghiacci. E spiegò i polmoni che non avevano mai respirato ma visse. L'aria distese d'un tratto solo i suoi polmoni ripiegati fin dall'origine. E allora l'uomo gridò. E si udì sulla Terra una voce tremante che non si era mai udita, uscendo da una gola che non aveva vibrato giammai. Egli era l'uomo che aveva riposato.  Il riposo di chi non fa nemmeno la fatica di mangiare, perché altri mangia per lui; e sta nell'abbandono delle sue fibre, perché altri tessuti viventi fabbricano il calore necessario alla sua vita; e nemmeno i suoi tessuti intimi lavorano a difendersi dai veleni e dai bacilli, perché altri tessuti lavorano per lui. Suo solo lavoro fu quello del cuore, che batteva prima che egli fosse. Sì, mentre ancora egli non esisteva, batteva però il suo cuore, doppiamente come pulsa ogni altro cuore. E seppi che quello è il cuore di un uomo."

Maria Montessori 
da Il segreto dell'infanzia


Signore, tu mi scruti e mi conosci,   … 

Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. 
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo. 
Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. 
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno. 

Salmo 139 [138], 1. 13-16

lunedì 23 dicembre 2013

Un Natale di tanti anni fa


Mia madre ha più di ottant'anni ma i ricordi dei Natali del passato, specie quelli della sua infanzia,  li ha ancora molto vivi nella memoria. Non appena si avvicina la data fatidica, comincia a raccontare episodi di quei Natali poveri ma religiosamente sentiti  e attraverso i suoi racconti le figure dei nonni e dei bisnonni riacquistano nuova vita e sembrano venirci a dire che si poteva essere felici anche allora, con pochissimo, perché ci si accontentava e ci si voleva bene.

giovedì 11 aprile 2013

Il caffè mattutino di Padre Livio


frame da Repubblica.it

Ascoltata stamattina, a conclusione della consueta rassegna stampa curata da Padre Livio Fanzaga sull'emittente Radio Maria, dove si commentavano le ultime desolanti dichiarazioni dei politici nostrani.

Notizia: "Il Papa consola un bambino rimettendogli in bocca il ciuccio".
Commento in rima di Padre Livio: "Quanto starebbe meglio la gente, con in bocca un ciuccio permanente".

domenica 5 febbraio 2012

Se score!


Metà dicembre. E' ospite da noi, per trascorrere il periodo natalizio, la quasi ottuagenaria nonna Laura. La mattina, come d'abitudine, facciamo colazione guardando la replica su la7d di "(ah)iPiroso", il programma di cultura, politica, società, gossip ideato e condotto dall'Antonello nazionale. Al suo fianco, come opinionisti, l'ex tennista Adriano Panatta e Fulvio Abbate, giornalista e scrittore. L'occhio della mamma viene catturato dalla figura del Fulvio, stravaccato come suo solito sulla poltroncina e con le gambe ricoperte dal rituale plaid nonnesco. "Chi è quello?" - chiede sospettosa. "E' un intellettuale; pensa che si chiama come noi, magari è nostro parente..." - rispondo. "Uhmmm..." - ribatte asciutta la vegliarda, guardando sdegnata il plaid scozzese - "non ci fa una bella réclame".