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sabato 11 agosto 2007

Un'osteria di campagna



L'occasione era ghiotta: festeggiare contemporaneamente due compleanni in famiglia. Dove andare? Avevo letto sul Corriere della Sera, cronache di Milano, una breve recensione sul locale e, senza averlo mai provato, mi sono arrischiata a prenotare per sei. Devo dire che la scelta è stata felicissima. Ubicata in una sperduta frazione di Gaggiano, precisamente a Fagnano, l'Osteria L'è Maistess (non è mai uguale) si presenta all'esterno come una tipica casa della campagna agricola milanese.


Gli interni sono arredati con alcuni mobili d'epoca ottocentesca, tra cui spicca un bel pianoforte a coda, e le tavole sono apparecchiate con cura. Un grazioso giardino, oltre alla veranda coperta, estende la possibilità di cenare all'aperto nelle sere d'estate.





Ci siamo presentati un sabato sera, previa prenotazione, alle 19.45 ed eravamo i primi. A poco a poco, l'osteria si è riempita di gente e tutti i tavoli sono stati occupati. Ci è stato servito, come omaggio della casa, uno stuzzichino a base di polpettine di carne, delicatamente aromatizzate alla menta, ed un calice di Prosecco.



Come primi abbiamo scelto: gnocchetti con gamberi e carciofi, linguine con cozze e zucchini, maccheroni al pettine con astice. Nonostante i carciofi non fossero di stagione (scelta consapevole), devo dire che ho trovato questi gnocchetti squisiti, delicatamente profumati e conditi con un olio sopraffino.





Come secondo, la scelta è caduta su tagliata di manzo, tenerissima, accompagnata da tortino di zucchine, dorso di branzino con vongole e verdure assortite, fritto di gamberi e carciofi.








Al dessert, la scelta è caduta su un ottimo gelato alla crema accompagnato da fragoline di bosco. Un'alzatina di dolcetti è stata servita con il caffè e i distillati.







6 primi piatti, 6 secondi, 2 vini, 3 desserts, 4 minerali, 6 caffè e 3 distillati sono costati 322 euro.



Osteria L'è Maistess
Via Medici, 14
Fagnano di Gaggiano
(Milano)

Tel. 02 9085052

martedì 7 agosto 2007

Pesce spada gratinato

Un secondo gustoso e di facile esecuzione.


4 fette di pesce spada
sale, pepe q.b.
4 cucchiai di olio extravergine
4 filetti d'acciuga
1 spicchio d'aglio
un bel ciuffo di prezzemolo
1 pugno di capperi sotto sale
2 cucchiai colmi di pangrattato
1 pomodoro perino

Scottare il pomodoro in acqua bollente, raffreddarlo, privarlo della buccia, tagliarlo in dadolata. Dissalare i capperi. Sciacquare le fette di pesce, asciugarle accuratamente con carta da cucina, disporle in una teglia da forno coperta da un foglio di alluminio unto d'olio, salare (poco) e pepare. In un padellino, su fiamma debolissima, far sciogliere nell'olio i filetti d'acciuga. Unire un trito di aglio e prezzemolo, tenendone da parte un cucchiaio. Spegnere la fiamma, aggiungere il pangrattato e i capperi. Spalmare il composto sulle fette di spada, guarnire con il pomodoro e il trito aromatico tenuto da parte. Cuocere in forno, preriscaldato a 180°C, per circa 15'. Servire con l'insalata di spinaci baby e ceci.


Insalata di spinaci e ceci



150 g di spinaci baby
1 vasetto di ceci lessati
1 pomodoro "cuore di bue"
qualche foglia di rucola
olio extravergine
succo di mezzo limone
1 cucchiaino di senape delicata
sale, pepe q.b.
facoltativo: un pizzico di cumino

Risciacquare i ceci e sgocciolarli. Lavare gli spinaci, la rucola e il pomodoro. Affettare quest'ultimo. Disporre gli ingredienti in un'insalatiera e condire con una salsina preparata emulsionando olio, succo di limone, senape, sale e pepe.

Gnocchi di patate

Ogni cuoco ha il suo segreto per confezionare gli gnocchi. C'è chi cuoce le patate con la buccia (ottimo consiglio), chi senza, chi impasta le patate ancora calde, chi le impasta fredde, chi aggiunge l'uovo, chi fa gli scongiuri... L'essenziale, secondo me, è disporre di patate buone, farinose e NON novelle. Io l'uovo ce lo metto, più per tradizione familiare che per vera necessità; ho sempre visto fare così dalla nonna e dalla mamma e mi attengo a questa regola. Moltissimi non lo mettono e ottengono, lo stesso, gnocchi perfetti e di ottima tenuta. Il quantitativo di farina è indicativo; non si può essere precisi poiché le patate, a seconda della qualità, posso assorbirne di più o di meno. Come regola generale, meno farina si mette, più gli gnocchi rimangono morbidi. Un'altra raccomandazione: preparare gli gnocchi immediatamente prima di cuocerli; verranno perfetti.




Per 4 persone di buon appetito occorrono:
1,2 kg di patate vecchie a pasta bianca
1 uovo
200 g circa di farina 00

Lessare le patate con la buccia, partendo da acqua fredda e calcolando il tempo in base alla grossezza dei tuberi. Pungerle con uno stecco di legno per verificarne la cottura. Scolarle, sbucciarle e metterle ancora calde nello schiacciapatate, facendo cadere il passato sulla spianatoia di legno. Lasciar intiepidire la massa, formare un cratere al centro, versarvi l'uovo e, aiutandosi con una spatola, cominciare ad impastare, unendo gradualmente la farina. Ottenuto un impasto di giusta consistenza, prelevarne un pezzetto, allungarlo sulla spianatoia ben infarinata ottenendo un cilindro dello spessore di un dito, tagliarlo in pezzetti lunghi circa 2-3cm. Disporre gli gnocchi su un canovaccio infarinato. Procedere in questo modo fino ad esaurire l'impasto. Nel frattempo, mettere a bollire abbondante acqua, salarla, gettarvi gli gnocchi, pochi alla volta. Prelevarli con una schiumarola e poi passarli nello scolapasta (devono essere bene asciutti). Disporli a strati in una terrina preriscaldata, condirli con il sugo preferito e del parmigiano grattugiato.





lunedì 6 agosto 2007

Gelato al fiordilatte

5 dl di latte intero fresco
2 dl di panna
70 g di latte magro in polvere
80 g di zucchero fine
40 g di glucosio
qualche granello di sale
1 baccello di vaniglia (NON aperto)
Scaldare il latte in una casseruola insieme al baccello di vaniglia; quando starà per spiccare il bollore aggiungere lo zucchero, il glucosio, il sale e il latte in polvere. Mescolare con una frustina per far sciogliere bene gli elementi, ritirare dal fuoco e far raffreddare. Lasciar maturare la miscela in frigo per qualche ora. Eliminare la vaniglia e mantecare in gelatiera.

sabato 4 agosto 2007

Frittata di cipolle

E' pacifico che questa ricetta non vuole insegnare a fare LA frittata di cipolle ma è semplicemente la spiegazione di come la faccio io. Ecco cosa occorre per una frittata sufficiente per quattro persone.


3 cipolle (meglio sarebbero le bianche ma io, oggi, avevo disponibili solo due cipolle rosse e un grosso cipollotto)
olio o burro q.b.
6 uova
50 g circa di parmigiano grattugiato
un dito di latte
sale, pepe, noce moscata q.b.
Sbucciare le cipolle e tagliarle ad anelli. A questo punto ci troviamo davanti ad un bivio:
a) farle soffriggere, in una padella, con poco olio o burro, salare e pepare, coprire con un coperchio e portare a cottura
oppure
b) mettere le cipolle in un recipiente, irrorarle con un goccio d'olio, sale e pepe q.b., coprire e cuocere nel microonde per 5' alla massima potenza
Nella prima ipotesi le cipolle saranno più saporite, nella seconda saranno più digeribili.
Rompere sei uova in una capiente ciotola, batterle appena con i rebbi di una forchetta, unire un dito di latte, il parmigiano, sale, pepe e profumo di noce moscata. Mescolare brevemente con i rebbi di una forchetta, unire le cipolle. Scaldare una pesante padella teflonata da 28 cm di diametro, appena unta d'olio, immettervi il miscuglio, abbassare la fiamma e lasciar rapprendere la parte aderente al fondo. Aiutandosi con una spatola flessibile, sollevare man mano i lembi rappresi della frittata e farvi colare verso il basso la parte ancora liquida. Continuare in questo modo finché la superficie si sarà sufficientemente solidificata. Girare la frittata aiutandosi con un coperchio e farla dorare anche sull'altro lato. Farla scivolare su un piatto da portata e mandare in tavola.


Melanzane ripiene

Queste melanzane si gustano al meglio servite tiepide e sono molto indicate per una cena estiva, ove possono funzionare da secondo leggero o contorno robusto. Per la loro preparazione mi sono largamente ispirata ad una ricetta della signora Gisella, pubblicata anni fa su un forum di cucina. Nel corso del tempo, inevitabilmente, l'ho modificata secondo i miei gusti e adesso ne offro la mia personale versione.


2 melanzane medie (600 g circa)
1 pugno di capperi sotto sale
50 g di parmigiano grattugiato
1 cipollotto finemente tritato
150 g di tonno sott'olio (peso netto) tritato con la mezzaluna
1 uovo
prezzemolo e basilico q.b.
sale q.b.
poco pane grattugiato
olio extravergine q.b.

Lavare le melanzane, eliminarne il picciolo, tagliarle in due per la lunghezza, praticare nella polpa qualche taglio a losanga. Cuocere in forno a microonde per 5' alla massima potenza. Una volta raffreddate, prelevarne la polpa con un cucchiaino e tritarla finemente. Sciacquare i capperi dal sale e tenerli in una ciotola colma d'acqua per qualche tempo. Strizzarli, asciugarli e tritarli. In una ciotola riunire la polpa delle melanzane, i capperi, il parmigiano grattugiato, il tonno, un trito di prezzemolo e basilico, il cipollotto e l'uovo. Amalgamare accuratamente, salando il giusto. Riempire le melanzane con il composto, cospargere con poco pangrattato e un filo d'olio. Mettere in forno caldo a 180°C per circa 35 minuti.

lunedì 30 luglio 2007

Tortelli di ricotta ed erbe al burro e salvia


Per il ripieno di questi tortelli ho usato delle erbe seminate questa primavera che, complice il gran caldo, sono cresciute rigogliosamente. Basta poca terra in qualche vaso e un poco di pazienza ed ecco che la natura ti ricompensa con generosità. Non c'è niente che mi dia più soddisfazione di preparare un pasto con ingredienti del nostro giardino.

Ecco cosa occorre per confezionare 90 tortelli, sufficienti per sei persone:

Per la pasta:
400 g di farina 00
4 uova grandi o 5 piccole
1 cucchiaio di olio

Per il ripieno:
70 g tra bietoline e borragini
una noce di burro
poca erba cipollina
sale q.b.
300 g di ricotta di pecora
40 g di parmigiano grattugiato
qualche filo di erba cipollina
le foglie di un rametto di maggiorana
un uovo
sale q.b.
profumo di noce moscata

Per condire:
burro freschissimo
un cucchiaio d'olio extravergine
un ciuffo di foglie di salvia
pepe bianco
parmigiano grattugiato


Mondare, lavare e sgrondare le erbette. In un tegame, far sciogliere una noce di burro, profumare con dell'erba cipollina finemente tritata, unire la verdura e cuocere pochissimi minuti. Togliere dal fuoco, lasciar raffreddare, strizzare e tritare a coltello.


In una bacinella mettere la ricotta, qualche stelo di erba cipollina, finemente tritata, le foglioline di maggiorana e il trito di erbe. Unire un uovo, il parmigiano, sale e profumare con la noce moscata grattugiata. Amalgamare accuratamente e riservare in frigo fino al momento dell'uso. Preparare la sfoglia nel solito modo e tirarla in larghe strisce.


Mettere dei piccoli mucchietti di ripieno sulla pasta, aiutandosi con una sacca da pasticceria o con un cucchiaino, ricoprire con un'altra sfoglia, premendo bene tutt'intorno, per fare uscire l'aria dal tortello.


Ritagliare le forme con l'ausilio di un tagliapasta dai contorni dentellati.

Personalmente, li preparo il giorno prima, li stendo su dei vassoi ricoperti da carta forno e spolverati con farina di grano duro, copro con altra carta forno e metto nel congelatore. Il giorno successivo, non rimarrà che gettarli in acqua bollente salata e portarli a cottura.

Scolare i tortelli molto bene, trasferirli in un profondo piatto da portata, riscaldato, cospargere con parmigiano grattugiato e irrorare con del burro freschissimo, fatto fondere con un cucchiaio di olio e profumato da foglioline di erba salvia e macinata di pepe bianco.

Annota bene: con quel quantitativo di sfoglia, ho ricavato anche due porzioni di tagliatelle.

martedì 24 luglio 2007

Conchiglie - Il buono nel guscio

E' uscito da pochissimi giorni in libreria il nuovo e (immagino) faticato lavoro dell'orafo-chef-scrittore-cazzeggiatore d'eccellenza Giovanni de Biasio. Un volume che ha come protagonista le conchiglie, trasformate, con notevole inventiva, in cento deliziose ricette. L'autore scrive che l'idea del libro gli è venuta constatando che le tendenze culinarie in tema di frutti di mare sono piuttosto monotone. Non gli si può dar torto. Sfogliando questo testo, corredato dalle elegantissime foto di Nicolas Lemonnier, sono sicura si apriranno nuovi orizzonti gastronomici a tutti gli appassionati di molluschi. Bravo Giovanni!


La sensibilità e il cuore di Pimgio emergono in tutta la loro grandezza leggendo a chi ha dedicato il libro.