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mercoledì 29 marzo 2017

Polpette di cavolfiore

Quando si ha a portata di mano un bel cavolfiore ma se ne è appena cucinato, nei giorni precedenti, uno di taglia maxi (regalo di mia madre, proveniente da un pregiato orto del centro lago), occorre una certa fantasia per non presentare la solita minestra. Queste polpette, che mi sono inventata, hanno una bella consistenza e assomigliano un po' come concetto alle pomme duchesse. Saranno un contorno inusuale per un arrosto di carne.

POLPETTE DI CAVOLFIORE
Ingredienti per 16 pezzi (un contorno per 4 persone)
1 cavolfiore di medie dimensioni (600g al lordo)
2 cucchiai di parmigiano reggiano, grattugiato
1 piccolo spicchio d'aglio
poco prezzemolo
1 uovo
un pizzico di cumino in polvere (o paprica dolce o noce moscata)
sale fino
1 cucchiaio di pangrattato di riso + un extra per spolverare le polpette
olio extravergine q.b.

Lavare con cura il cavolfiore, eliminando le foglie e il torsolo. Prelevare tutte le cimette e metterle in un contenitore adatto alla cottura in microonde. Aggiungere 1/4 di bicchiere d'acqua e coprire. Cuocere alla massima potenza (1000W nel mio MW) per 9 minuti. Scolare bene. Volendo, si potrà cuocere la verdura a vapore, senza renderla troppo molle. Lasciar intiepidire, poi mettere nel boccale del robot da cucina e frullare a intermittenza fino a ridurre il cavolfiore a granellini. Attenzione a non rendere tutto una purea. Unire un trito di poco prezzemolo e poco aglio, un uovo e il parmigiano grattugiato. Dare qualche colpo ad intermittenza, per amalgamare tutto. Travasare in una ciotola e addensare l'impasto con un cucchiaio di pangrattato di riso. Condire con il sale e profumare con un pizzico di cumino. Non esagerare con la spezia per non rendere il suo profumo una dominante. Con l'aiuto di un porzionatore da gelato, leggermente unto d'olio per facilitare la fuoriscita dell'impasto, formare 16 polpette. Disporle su una placca  rivestita con un foglio di carta forno, bagnato e strizzato. Irrorare con un filo d'olio e spolverare con poco pangrattato di riso. Cuocere in forno caldo a 190°C per circa 20 minuti.

martedì 28 marzo 2017

Sformatino di spinaci

Una decina di giorni fa, mia figlia mi ha proposto di cucinare, per la mia nipotina, uno sformato di verdure. Devo premettere che la piccola è una buona forchetta e difficilmente rifiuta qualcosa, ma l'entusiasmo con cui ha accolto la novità dello sformatino di spinaci ci ha piacevolmente sorprese. Dopo un piccolo piatto di fili d'angelo al pomodoro, si è mangiata quasi tutto uno sformato, emettendo chiari segnali di approvazione. Normalmente, quando preparo gli sformati con le verdure, aggiungo un solo albume per legare il tutto. In questo caso, volendo renderli più nutrienti, ho aggiunto due uova, non eccessivamente grandi.
SFORMATINO DI SPINACI
Ingredienti per 8 stampini
250 g di spinaci surgelati (del tipo suddiviso in cubetti)
1 cipollotto, solo la parte bianca, tritato finissimo
380 g circa di ricotta vaccina
35 g di parmigiano, grattugiato + un extra da spolverare alla fine
2 uova
una grattatina di noce moscata
sale fino
burro q.b.
pepe dal mulinello (opzionale)

Scongelare gli spinaci in poca acqua bollente, leggermente salata. Nel frattempo, far sudare, in una noce di burro, il cipollotto tritato. Quando sarà diventato morbido, aggiungere gli spinaci, scolati e ben strizzati. Far insaporire pochi minuti poi togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.  Trasferire la verdura nel boccale del robot da cucina e frullare fino a ridurla in purea. Aggiungere la ricotta e il parmigiano e dare un'altra frullata. Unire le uova e frullare di nuovo per rendere tutto una massa omogenea. Condire con sale e una grattata di noce moscata, se piace. Pennellare abbondantemente di burro fuso otto stampini di alluminio. Con l'aiuto di una sacca da pasticceria monouso, riempirli con il preparato, battendo leggermente sul tavolo per eliminare bolle d'aria eventuali. Portare il forno a 160°C e riempire una teglia, che possa accogliere tutti gli stampini, di acqua calda. Cuocere a bagno-maria per 30' o fino a quando, toccando con un dito la superficie di uno sformato, questa si presenterà soda. Estrarre dal forno e lasciare riposare qualche minuto. Nel frattempo, sciogliere un po' di burro in un pentolino, profumandolo con qualche foglia di salvia. Capovolgere ogni sformatino nei piatti individuali; irrorare con il burro fuso e cospargere con una leggera nevicata di parmigiano grattugiato. Una macinata di pepe nero può essere una buona idea.

Aggiornamento del 16.02.2022
Dosi per 9 stampini usa e getta in alluminio
Con queste dosi si riempiono fino all'orlo gli stampini
500 g di spinaci freschi
1 cipollotto, tritato finemente
550 g di ricotta vaccina
60 g di parmigiano grattugiato
3 uova
sale
noce moscata
burro per ungere gli stampini
Procedimento come sopra. Cuocere, a  bagnomaria, in forno caldo a 160°C statico, per 30 minuti.



lunedì 27 marzo 2017

Insalata di fragole e avocado

Da una ricetta di Hugh Fearnley-Whittingstall di cui, come si sarà capito, sono estimatrice, un'insalata fresca e primaverile, dai colori vibranti, che può funzionare come secondo piatto leggero. L'ho già proposta un paio di volte in casa ed è stata pienamente approvata. A differenza di Hugh, mi sono dimenticata di mettere le foglie di basilico, anche se ne avevo un bel vaso sul davanzale, ma ho aggiunto della rucola che, secondo me, dà un bel tocco piccante all'insieme. Raccomando di dosare molto bene gli ingredienti del condimento non esagerando con il miele, che deve essere  percepito a malapena, e abbondando invece, almeno secondo il mio gusto, con il limone.
INSALATA DI FRAGOLE E AVOCADO
Ingredienti per 2 persone
1 avocado (Hass)
4 o 5 fragole
un paio di manciate di rucola
parmigiano reggiano q.b.
Per il condimento
1 cucchiaio di succo di limone
sale fino q.b.
pepe nero, appena macinato (se gradito)
1 cucchiaino di miele di acacia
2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Procedimento
Lavare velocemente le fragole sotto un getto d'acqua; asciugarle con cura nella carta da cucina. Tagliarle a fette nel senso della lunghezza. Sbucciare e togliere il nocciolo all'avocado. Tagliarlo a fette abbastanza spesse per la lunghezza. Irrorare immediatamente con un po' di succo di limone. Preparare il condimento mettendo in una ciotolina il sale, il miele e il succo di limone. Mescolare velocemente con un frustino per sciogliere il sale. Aggiungere poi a filo l'olio, montando la salsina. Assaggiare e correggere di sapore.Profumare con una buona macinata di pepe.
Disporre in un piatto da portata profondo la rucola; distribuirvi sopra le fragole e l'avocado. Irrorare con un po' di condimento. Utilizzando un pelapatate, cospargere l'insalata con qualche striscia sottile di parmigiano. Rifinire con il resto della salsina e portare immediatamente in tavola.
Annota bene: l'insalata va preparata pochi minuti prima di servirla, per preservarne tutta la freschezza e impedire alla polpa dell'avocado di ossidare.



giovedì 23 marzo 2017

Torta di mele 12. Un'insolita apple pie

Insolita perché non mi risulta che la pasta classica della apple pie sia fatta con queste dosi come non mi sembra che il ripieno contempli briciole di savoiardo e marmellata di albicocche. Che vi devo dire? Mi piace sperimentare, lavorare di fantasia, divagare dal classico. L'involucro di questa torta è morbido e sottile, davvero non comune per l'uso che se ne deve fare, ma a noi non è dispiaciuto per niente. Conviene comunque consumare la torta il più presto possibile, onde evitare che la crosta si impregni di eccessiva umidità.

TORTA DI MELE 12
Un'insolita apple pie
Ingredienti per uno stampo diametro 24cm 

Frolla
250 g di farina 00
150 g di burro
100 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di miele di acacia
2 tuorli
un pizzico di sale
1 cucchiaino di pasta di vaniglia (o i semi di 1/2 bacca)

Nel mixer mettere la farina e il sale; far girare per amalgamare. Unire il burro e far sabbiare. Mescolare in una ciotola zucchero a velo, tuorli, miele e pasta di vaniglia. Unire il miscuglio al composto farina e burro e far andar il robot fino a che si ha un composto omogeneo che si finirà di lavorare sulla tavola infarinata. Attenzione: rimane una pasta molto morbida.
Dividere il panetto in 2 parti, di cui una più piccola, appiattendole tra due fogli di pellicola. Conservare in frigo per una mezz'ora.

Ripieno
1 kg di mele renette (3 grosse mele)
25 g di burro
85 g di zucchero di canna
1/4 di cucchiaino di pasta di vaniglia
cannella q.b.
3 cucchiai di marmellata di albicocche
1 savoiardone sardo
poco latte, per spennellare la torta
1 cucchiaio di zucchero semolato

Imburrare lo stampo e farvi aderire un cerchio di carta forno (bagnato e strizzato) tagliato a misura. Sbucciare, detorsolare e tagliare le mele a spicchi (volendo essere pignoli: ogni mela in 24 spicchi). Sciogliere il burro in un wok. Aggiungere le mele e 1/4 di cucchiaino di pasta di vaniglia, mescolando per farle rivestire di burro. Unire lo zucchero e rimescolare bene. Abbassare la fiamma, mettere il coperchio e cuocere le mele per 5 minuti. Levare il coperchio, alzare la fiamma e aggiungere una spruzzata di cannella. Cuocere, agitando spesso il wok, per altri 5 minuti. Trasferire le mele, che dovranno essere morbide ma non sfatte, su di un piatto e farle raffreddare. Mettere il savoiardone in una busta di cellophane per alimenti. Ridurlo in briciole con un pestacarne. Stendere il panetto più grande di frolla in un cerchio (per agevolare l'operazione, stendere tra un foglio di carta forno, messo sotto la pasta e un foglio di pellicola per alimenti, appoggiato sopra la frolla) e adagiarlo nello stampo, facendolo risalire sui bordi. Sforacchiare il fondo con i rebbi di una forchetta. Spalmarci sopra la marmellata di albicocche e cospargere con le briciole di savoiardo. Riempire con le mele raffreddate e coprire con il resto della frolla, saldandone i bordi con un po’ di latte. Spennellare di latte anche la superficie e cospargerla con un cucchiaio di zucchero semolato. Cuocere in forno a 180°C per circa 50'. Si serve tiepida, come tutte le torte di mele, affiancata da panna montata o gelato alla crema.

martedì 21 marzo 2017

Insalata di orzo perlato, zucca, cipolla rossa e feta

Ho scoperto che esiste un tipo di orzo perlato precotto a cui bastano solo 10 minuti di lessatura per essere perfetto. Tra l'altro, facendo un paragone con dell'orzo perlato biologico tradizionale, che cuoce in 40 minuti, ho potuto constatare che preferisco, almeno per le insalate, la consistenza del primo: rimane con i chicchi ben staccati e non appiccicosi. Oltre che come contorno, si veda qui un interessante uso, è molto buono in insalata, arricchito dai vegetali che man mano la stagione offre. Ho già in mente una versione con gli asparagi e le fave...
INSALATA DI ORZO PERLATO, ZUCCA, CIPOLLA ROSSA E FETA
Ingredienti per 4 persone
1 chilo di zucca mantovana, peso lordo
2 cipolle rosse, sbucciate e tagliate in quarti
100 g di feta, sbriciolata
150 g di orzo perlato a cottura breve (10 minuti)
sale
pepe nero,  appena macinato
olio extravergine
1 ciuffetto di rosmarino
2 cucchiai di prezzemolo tritato

Per la citronnette
2 cucchiai di olio extravergine
il succo di mezzo limone
sale fino
pepe nero, appena macinato
Mischiare tutto con un frustino; versare sull'orzo cotto e profumare con poco prezzemolo tritato.

Accendere il forno a 180°C. Tagliare la zucca a fette abbastanza spesse; privarla della scorza, dei semi e dei filamenti. Disporre le fette di zucca su una placca rivestita di carta forno, bagnata e strizzata. Condirla con sale, pepe appena macinato, le foglie di rosmarino. Irrorare con un filo d'olio e cuocere in forno caldo per 30'. Trascorso questo tempo, estrarre la placca e aggiungere le cipolle, cosparse con un pizzico di sale, una macinata di pepe e una lacrima di olio. Continuare la cottura per altri 30 minuti, coprendo con un foglio di alluminio, se necessario. Far intiepidire. Nel frattempo, lessare l'orzo per i minuti indicati sulla confezione. Scolarlo e condirlo con la citronnette. Versarlo in un piatto da portata profondo. Aggiungere le verdure cotte (la zucca fatta a dadi), la feta sbriciolata, il prezzemolo tritato e mescolare delicatamente. Assaggiare e correggere eventualmente con sale, olio o succo di limone. Portare in tavola.

venerdì 17 marzo 2017

Croque-Monsieur come li fanno all'Harry's Bar

Un mese fa circa, ho acquistato l'ebook "Harry's Bar Venezia: le ricette della tradizione" di Arrigo Cipriani, figlio di Giuseppe, fondatore del leggendario locale veneziano.  Tra gustosi aneddoti e ricordi, vengono descritte le ricette che hanno reso famoso in tutto il mondo l'Harry's Bar. Forse sono pietanze un po' datate ma non per questo meno appetibili. Tra le tante proposte, ho scelto quella  dei Croque-Monsieur, uno stuzzichino da gustare con l'aperitivo (magari un Bellini) e che a Venezia conoscono anche con il nome di "I Pierini dell'Harry's Bar".  In alcune versioni sul web ho trovato il prosciutto cotto anziché quello affumicato, ma io mi sono attenuta a quanto descritto dall'autore. Il risultato e' stato sorprendentemente buono. 


CROQUE-MONSIEUR COME ALL'HARRY'S BAR


Ingredienti per 16 rettangolini
250g di Emmentaler, grattugiato
1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaio di salsa Worcestershire
1/4 di cucchiaino di senape di Digione
un pizzico di pepe di Caienna
un pizzico di sale
125ml circa di panna fresca
16 fette di pane in cassetta (all'Harry's Bar il pancarre' viene prodotto nelle loro cucine)
200g di prosciutto cotto affumicato, a fettine
olio di oliva per friggere

Procedimento
Mettere nel robot da cucina, munito di lame d'acciaio, il formaggio, il tuorlo, la salsa Worcestershire, la senape e il pepe. Frullare per cominciare ad amalgamare gli ingredienti. Unire la panna e frullare di nuovo fino ad avere un composto liscio ed omogeneo. Assaggiare e, se del caso, sistemare di sale. Spalmare questa crema su un lato di tutte le fette di pane. Appoggiare una fettina di prosciutto su una fetta e ricoprire con l'altra. Procedere allo stesso modo fino ad avere 8 sandwich. Eliminare con un coltello seghettato la crosta laterale dei sandwich. Scaldare un filo d'olio in una padella antiaderente e friggere i sandwich su ambo i lati (un minuto e mezzo circa per lato) fino a vederli ben dorati e croccanti. Tamponarli velocemente nella carta da cucina, poi dividere ogni sandwich in due rettangoli (in totale, si otterranno 16 croque monsieur). Proseguire fino ad esaurimento. Servirli caldi, avvolti in un tovagliolo di carta. 

Annota bene: la dose della crema di formaggio e' abbondante, tuttavia consiglio di prepararla interamente e poi suddividerla in due piccoli vasetti con coperchio. Uno lo si consumerà subito (si otterranno 8 rettangolini) e l'altro si potrà congelare per usi futuri. Nel freezer si conserva un mese. Scongelare in frigo.

martedì 21 febbraio 2017

Ossobuco con il risotto giallo

Questa è la ricetta dell'ossobuco così come lo cucino io. Normalmente, se siamo in quattro persone a tavola, compro sempre sei ossibuchi (magari due leggermente più piccoli), perché so che gli uomini di famiglia non si accontentano di sorbire il midollo da un solo osso ma ne gradiscono almeno un paio. A proposito del midollo, ricordo di aver letto su un libro di Felice Cùnsolo, "Gli italiani a tavola : il libro completo della cucina italiana", edito da Mursia a metà degli anni Sessanta,  che nei ristoranti milanesi dell'epoca lo speciale strumento per estrarre il midollo dall'osso veniva ironicamente chiamato "agente delle tasse".
OSSOBUCO a "LA BELLE AUBERGE" 
con il risotto giallo
Ingredienti per 4 persone

Per l'ossobuco
6 ossibuchi di vitello (1 chilo abbondante)
60 g di cipolla dorata, tritata in minuscoli cubetti
40 g di carota, tritata in minuscoli cubetti
25 g di sedano, tritato in minuscoli cubetti
200 g di polpa di pomodoro finissima
85 ml di vino bianco secco, bollente
olio e burro q.b.
farina di riso (o farina 00)
sale fino
pepe dal mulinello

Per la gremolada 
un ciuffo di prezzemolo, le foglie, tritate
mezzo spicchio d'aglio, tritato
scorza di limone non trattato, tritata (quantità a gusto, io ne metto l'equivalente di circa mezzo limone, piccolo)

Procedimento
Sciacquare brevemente gli ossibuchi; tamponarli con carta da cucina; incidere in più punti-con un coltellino affilato o con le forbici da cucina-la pellicina che li circonda, in modo che non si arriccino in cottura. Spolverarli di sale e di pepe; passarli in poca farina di riso, scuotendoli per farne scendere l'eccedenza. Scaldare in un largo tegame (io ne uso uno di ghisa smaltata) qualche cucchiaio di olio con una noce di burro. Farvi rosolare gli ossibuchi, voltandoli dopo qualche minuto per farli dorare uniformemente. Toglierli dal tegame e conservarli su un piatto. Aggiungere al tegame ancora un goccio d'olio e farvi sudare la cipolla. Dopo un paio di minuti, aggiungere la carota e il sedano tritati e farli leggermente appassire. Rimettere nel tegame la carne, farla scaldare e poi sfumare il tutto con il vino bianco, aggiunto bollente. Quando il vino sarà evaporato, unire la polpa di pomodoro e 100 ml circa di acqua bollente. Dare una mescolata; mettere il coperchio e cuocere, a fiamma bassissima, per circa un'ora. Nel frattempo, preparare la gremolada tritando al coltello le foglie di prezzemolo, l'aglio e la buccia di limone. Verificare l'avvenuta cottura degli ossibuchi: la carne dovrà essere morbidissima. Spolverare con la gremolada; cuocere ancora un minuto e portare in tavola bollente, accompagnando con del risotto giallo o una purea di patate.

Risotto giallo
Ingredienti per 4 persone
320 g di riso Carnaroli
1/2 cipolla dorata, tritata finissima
burro q.b.
1 cucchiaio di olio d'oliva
1/2 bicchiere di vino bianco secco
brodo di carne, bollente
1 bustina di zafferano (o un pizzico di stimmi, fatti rinvenire in mezzo mestolo di brodo bollente)
una manciata generosa di parmigiano grattugiato
Procedimento
Sciogliere una noce di burro con un cucchiaio d'olio in una casseruola; farvi struggere, a fiamma bassissima, la cipolla tritata. Quando sarà diventata morbidissima, unire il riso e farlo tostare per qualche minuto. Sfumare con il vino bianco bollente e, in seguito, con il brodo, aggiunto con gradualità. A cinque minuti dalla fine cottura del risotto, unire lo zafferano stemperato in un po' di brodo. Un volta pronto il risotto, mantecarlo, fuori dal fuoco, con abbondante burro e il parmigiano. Servire bollente con l'ossobuco.

domenica 19 febbraio 2017

Menu di domenica 12 febbraio 2017. Ossobuco a La Belle Auberge, protagonista in tavola

Gli ossibuchi con il risotto giallo sono un piatto che piace a tutti i componenti della mia famiglia ed e'  per questo motivo che sono ospiti frequenti nei miei menu invernali. Domenica scorsa ho imbastito un menu eterogeneo, non molto ortodosso se vogliamo, vista la presenza del guacamole, come poco ortodossa e' la mia ricetta dell'ossobuco in quanto io metto anche un po' di polpa di pomodoro, con buona pace dei milanesi e di chi nutre un reverenziale timore nei confronti delle ricette classiche. Per concludere in dolcezza, ho presentato una nuova torta di mele, di cui spero di ritrovare gli appunti perché il risultato e' stato estremamente buono.
Menu per 5 persone
Guacamole (senza uovo sodo) con triangoli al mais
Oss büs con risotto giallo
Torta di mele  12

Vini
Spumante Brut Millesimato Cesarini Sforza
Chianti Classico Riserva 2012 Villa di Zano

sabato 18 febbraio 2017

Zuppa di verza con crostini alla ricotta

Anche questa zuppa è ispirata ad una ricetta di  Rose Gray e Ruth Rogers, presa dal libro "River Café Two Easy". Ricorda un po' il pancotto di rucola e patate che si fa al Sud: una minestra semplice, a base di ingredienti umili ma non per questo meno gustosa. Io ho arricchito il brodo con un po' di porro, proprio per non lasciare da sola la verza e per dare una spinta di sapore in più, ma voi potete anche eliminarlo.

ZUPPA DI VERZA CON CROSTINI ALLA RICOTTA

Ingredienti per 4 persone

1 piccola verza, con le foglie verde chiaro (500g circa)
1 porro, solo il bianco, affettato
1 litro di brodo vegetale
150g di ricotta di capra
olio extravergine di oliva q.b.
4 fette di pane ciabatta
1 spicchio d'aglio
parmigiano grattugiato q.b.
sale fino
pepe nero

Esecuzione
Togliere le prime foglie della verza, quelle più sciupate, ed eliminare il torsolo. E' importante che le foglie della verza siano di un bel colore verde chiaro, questo per garantire un sapore più delicato alla zuppa.Tagliare la verza a striscioline e lavarla con cura in abbondante acqua. In una pentola, scaldare un filo d'olio e farvi stufare il porro. Unire la verza e lasciarla appassire brevemente. Versarci sopra il brodo bollente e riportare a bollore. Cuocere, a fiamma moderata, coperto, per circa 25 minuti o fino a quando la verdura sarà tenera. Correggere di sale. Mentre la zuppa cuoce, lavorare la ricotta in una ciotola, unendo un filo d'olio extravergine, un pizzico di sale e una macinata di pepe.  Tostare sotto il grill le fette di pane e strofinarle leggermente con lo spicchio d'aglio. Irrorarle con un filo d'olio e metterci sopra un cucchiaio di ricotta, premendo delicatamente sulla superficie.
A tempo debito, appoggiare una fetta di pane sul fondo di ogni ciotola. Distribuirci sopra un po' di verza e poi un mestolo di brodo. Condire con un filo d'olio, una spolverata di parmigiano e un po' di pepe appena macinato.
Annota bene: della ricetta esistono due versioni differenti. In una di queste, pubblicata sul libro "River Café Cook Book Green" , alla zuppa si aggiungono dei pomodori pelati e del prezzemolo, mentre la ricotta viene corroborata da una salsa all'acciuga preparata in questo modo: mettere nel robot da cucina 6 filetti di acciuga sott'olio (sgocciolati), la buccia grattugiata di un limone, un pizzico di peperoncino secco e uno spicchio d'aglio. Frullare brevemente, poi aggiungere 125 ml di latte intero e frullare di nuovo. Versare il ricavato in una ciotola. Unire a filo 4 cucchiai di olio, montando la salsa con un frustino finché inspessisce. 
Infine, tostare il pane sotto il grill, spalmarlo prima con la salsa alle acciughe e poi con un ciuffo di ricotta. Proseguire come da ricetta qui sopra.

martedì 14 febbraio 2017

Ricotta al gratin con pomodorini

La ricetta è un adattamento di quella del libro "Italian Easy: Recipes from the London's River Café" di Rose Gray (buonanima) e Ruth Rogers, fondatrici del leggendario ristorante londinese. Ho messo meno burro, meno uova, un po' meno di ricotta - preferendo quella di pecora a quella vaccina - ma l'idea di questa preparazione (che loro chiamano "sformata di ricotta", chissà mai perché, forse per adattarsi al femminile di ricotta?) mi è sembrata indovinata e inedita. I pomodorini, fatti leggermente pre-cuocere in forno con un rivestimento di burro e parmigiano, spargeranno per la cucina un profumo così delizioso che predisporrà a gustarsi il piatto finito.  Può funzionare come antipasto ma anche come secondo: saranno le porzioni, più o meno generose, a decidere il da farsi.

RICOTTA AL GRATIN CON POMODORINI

Ingredienti per 6-8 porzioni

2 noci di burro
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano, grattugiato
300 g di pomodorini di Pachino
1 grosso spicchio d'aglio, sbucciato e tagliato in due verticalmente
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva + un piccolo extra
sale fino
pepe nero, appena macinato
4 uova, biologiche
400 g di ricotta di pecora
125 ml di panna fresca
2 cucchiaini di foglioline di timo fresco

Procedimento
Accendere il forno a 200°C. Lavare i pomodorini, privandoli del picciolo. Asciugarli con cura. Ungere con una noce di burro una pirofila da forno, diametro 24cm. Cospargerla con due cucchiai di parmigiano. Aggiungere i pomodorini e l'aglio. Condire con un cucchiaio di olio, sale e pepe. Scuotere la pirofila per rivestire i pomodorini con il formaggio. Infornare e cuocere per 15 minuti, fino a quando la buccia dei pomodorini comincerà a spaccarsi. Scuotere di tanto in tanto la teglia, per permettere una cottura omogenea. Trascorso il tempo indicato, togliere i pomodorini dal forno. Travasarli in un piatto con i loro succhi e lasciarli raffreddare, eliminando l'aglio.  Far raffreddare anche  la pirofila, ma non lavarla. Ungerla poi con il rimanente burro. Portare il forno a 180°C. Nel boccale del robot, munito di lama di plastica, versare la ricotta ben sgocciolata. Frullarla per qualche secondo per cominciare a renderla cremosa. Aggiungere le uova e frullare di nuovo fino ad ottenere un composto liscio. Unire la panna fresca e un cucchiaino di foglioline di timo. Condire con sale e pepe e frullare di nuovo. Versare il preparato nella pirofila. Cospargere la superficie con i pomodorini, il loro succo, il rimanente cucchiaino di foglioline di timo. Spolverare con due cucchiai di parmigiano e con un filo d'olio. Cuocere in forno caldo per circa 20 minuti. Servire tiepido.