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giovedì 20 maggio 2010

Linguine con spinacetti, aglio e bottarga

Questa pasta, squisita nella sua semplicità, l'avevo apprezzata un paio d'anni fa nel mio ristorante preferito sul lago. In quel caso, l'ingrediente "esotico" era il missoltino che, nella cucina di casa, ho sostituito con della bottarga di muggine.


Dosi per 4 persone:

300 g di linguine
2 spicchi d'aglio (possibilmente novello)affettati finemente
olio extravergine
sale
250 g di spinaci baby
4 cucchiaini di bottarga di muggine grattugiata
un pizzico di peperoncino

Mettere dell'ottimo olio extravergine, un pizzico di peperoncino e gli spicchi d'aglio in un wok; a calore debolissimo, lasciare insaporire per una decina di minuti (l'olio si deve solo riscaldare). Trascorso questo tempo, levare l'aglio, alzare la fiamma e gettarvi gli spinacini. Farli appassire per qualche istante, salando poco. Cuocere le linguine al dente, facendole poi saltare nel condimento. Avrete già preparato la bottarga, spellata e grattugiata. Cospargerla sulla pasta, dare una bella mescolata e servire immediatamente, guarnendo con ancora un po' di bottarga.

mercoledì 19 maggio 2010

Dolcetti al cioccolato, mandorle e prugne

E’ un modo goloso per smaltire gli avanzi delle uova di Pasqua e la frutta secca che si ha in giro per la dispensa. Prugne secche, datteri, mandorle, nocciole, noci, albicocche secche, ecc. tutto si può mettere in questi dolcetti! L'idea l'ho presa da qui.



200 g di cioccolato al latte
50 g di cioccolato fondente al 75%
50 g di burro
100 g di panna fresca
100 g di mandorle a fette
50 g di prugne secche denocciolate
poco brandy

Prendere una scodella e mettervi ad insaporire (per circa 15’) le prugne, tagliate a pezzetti, in un paio di cucchiai di brandy. Nel frattempo, far colorire per qualche minuto, in padella antiaderente, le mandorle a fette. Travasarle su un foglio di carta da cucina e lasciarle raffreddare. Far fondere (a bagnomaria o nel microonde-potenza 500W) il cioccolato rotto in pezzi e il burro. Quando il composto sarà ben sciolto ed amalgamato, aggiungere fuori dal fuoco e molto lentamente la panna. Mescolare con cura, quindi unire le mandorle e le prugne. Versare la massa in una piccola pirofila foderata di pellicola per alimenti, livellarne la superficie, coprire e mettere a consolidare in frigo per almeno due ore. Trascorso questo tempo, liberare la mattonella dalla pellicola e tagliarla a piccoli quadretti. Se si vuole un dolcetto meno morbido, diminuire sensibilmente la quantità di panna.

Annota bene: io ho usato le mandorle a fette perché le avevo in dispensa, ma si possono tranquillamente tagliuzzare delle mandorle senza pelle, così come tutta l’altra frutta secca di cui si dispone. Per un effetto "tartufo", basterà formare delle palline con il composto, rotolandole successivamente nel cacao amaro.

Torta slava (di Mauranna-Cookaround)

Questo dolce ha fatto il giro della blogosfera e anch'io, nel mio piccolo, credo di aver contribuito a diffonderlo. La mia amica Teresa, a cui fornii la ricetta qualche anno fa, mi ha riferito che, ormai, un intero paese del piacentino prepara la "torta slava" ad ogni ricorrenza, in special modo quando si tratta di piccole festicciole o rinfreschi in cui si ha bisogno di offrire qualcosa di facilmente porzionabile e che sia un po' diverso dalla solita crostata. La torta slava riunisce tutte queste pregevoli caratteristiche e, cosa non trascurabile, è di una facilità e rapidità di esecuzione encomiabile. Ringrazio pertanto Mauranna di Cookaround per averci fatto conoscere questa bella ricetta.



3 hg di farina 00
3 tuorli d'uovo
90 g di zucchero (80g)
150 gr di burro, liquefatto e freddo
1 cucchiaino di lievito per dolci

1 vasetto di marmellata di frutti di bosco (oppure lamponi, ciliegie, mirtilli)
3 albumi
100 g di zucchero (80g)
zucchero a velo

Setacciare la farina con il lievito, lasciandola cadere in una bacinella. Unire lo zucchero, i tuorli ed il burro fuso. Mescolare rapidamente, formare un panetto e stenderlo tra due fogli di carta forno, tirandolo molto sottile con l’aiuto del matterello. Depositarlo (con la carta forno sotto)in una teglia 30x40 e spalmarlo di marmellata. Se possibile, tenere la placca in frigo per almeno 30’. Montare a neve gli albumi, aggiungendo poco alla volta lo zucchero, fino a formare una meringa molto soda. Prestando un po’ di attenzione, spalmare la meringa sopra la marmellata. Cuocere il dolce in forno caldo (nel mio lo cuocio a 170°C) per circa 20-22 minuti. Far raffreddare, poi tagliare a quadretti e spolverare con lo zucchero a velo.

lunedì 17 maggio 2010

Blanquette di vitello

La blanquette è una preparazione della cucina casalinga francese, adatta in particolar modo alla carne di vitello anche se ne esistono versioni con l’agnello e il pollo. Deve il suo nome al fatto di essere “bianca”, cioè fatta con elementi che non sono stati coloriti né da una rosolatura né da salse; nonostante l’apparenza, non è un piatto propriamente dietetico ma è oltremodo delicato al gusto e molto adatto ad un pranzo conviviale. Si accompagna a patate al vapore, riso pilaf o anche a dei tagliolini al burro. Come per tutti i piatti tradizionali, ci sono parecchie versioni. Vi descrivo come la faccio io e, a titolo informativo, aggiungerò in coda la ricetta di Auguste Escoffier, così come l’ho trovata descritta in un suo manuale.



Ingredienti per 6 persone:

1 chilo e 200 g di spezzatino di vitello (magro)
30 + 25 g di burro
un mazzetto guarnito (rametti di timo, rametti di prezzemolo, una foglia di alloro)
sale, pepe bianco
1 litro di brodo di vitello
2 carote
1 cipolla steccata con 1 chiodo di garofano
250 g di piccoli champignon
250 g di cipolline già pelate
25 g di farina
3 tuorli
125 ml di panna fresca
1 o 2 cucchiai di succo di limone

Tagliare la carne a cubetti di circa 5 cm di lato. In una casseruola dal fondo pesante (meglio se di ghisa)far sciogliere 30 g di burro; scottarvi la carne (unendola poco alla volta) molto velocemente, badando di non farla colorire. Salare poco (il brodo è già salato) e pepare. Coprire con il brodo caldo, portando a bollore. Schiumare. A questo punto, aggiungere la cipolla steccata, il mazzetto guarnito e le carote, pelate e tagliate a bastoncini. Cuocere lentamente per un'ora e mezzo, coperto. Nel frattempo, si potranno preparare le cipolline e i funghi che, a causa dei diversi tempi di cottura, andranno cotti separatamente. Scottare in acqua bollente ,leggermente salata, le cipolline. Trascorsi 5 minuti, scolarle e metterle a stufare in una noce di burro, aggiungendo eventualmente un poco di brodo. Cuocerle per circa mezz'ora. Tenere da parte. Mondare gli champignon, lavarli velocemente, asciugarli e tagliarli eventualmente a metà, se fossero troppo grandi. Farli rosolare per pochi minuti in poco burro, senza farli colorire, salandoli a fine cottura. A tempo debito, scolare il vitello dal suo fondo e rimetterlo in casseruola con le cipolline e i funghi. Preparare un roux con 25 g di burro e 25 g di farina bianca; diluirlo con il fondo di vitello (circa 600 ml)e cuocere per una decina di minuti. Se fosse troppo denso, diluire con un po' di brodo. Prima di andare in tavola, sbattere 3 tuorli con la panna e il succo di limone; unire il tutto alla vellutata, mescolando accuratamente. Versare sulla carne, facendo passare la salsa da un colino a maglie strette. Scaldare a fuoco basso, senza far bollire, per qualche minuto. Servire in piatti caldi, con un accompagnamento a scelta.

Annota bene: la blanquette si può preparare in due tempi. Il giorno prima si cuoceranno la carne e le verdure (conservandole ovviamente in frigo), riservando la preparazione della salsa al giorno dopo.






BLANQUETTE DI VITELLO all’Antica (Auguste Escoffier)
Proporzioni per un servizio : un chilo e 500 grammi
Gli elementi della Blanquette si prendono dal petto, dalla spalla e dalle coste scoperte.
Tagliare la carne in pezzi piccoli; metterli in una casseruola con abbastanza fondo chiaro da coprirli.Salare poco, portare ad ebollizione dolcemente, rimestando i pezzi; schiumare con grande cura.Aggiungere una piccola carota, una cipolla steccata con un chiodo di garofano, un mazzetto composto da un porro, rametti di prezzemolo, frammenti di timo e alloro.Cuocere a fuoco lento per un’ora e mezzo.
Con 100 gr di roux chiaro e un litro e ¾ di liquido di cottura, preparare una Velouté; aggiungervi un piccolo pugno di mondatura di champignon freschi e lasciar cuocere per un quarto d’ora, schiumando la salsa.Scolare e rifilare, se necessario, i pezzi di vitello; metterli in un’altra casseruola con 20 cipolline cotte senza colorire e altrettanti piccoli champignon. All’ultimo minuto, completare la salsa con 5 tuorli d’uovo; un filo di succo di limone, noce moscata grattugiata e un decilitro di panna.
Passare tutto alla stamigna sui pezzi e sulla guarnizione, riscaldare senza far bollire, servire in un timballo e cospargere leggermente con prezzemolo tritato.

domenica 9 maggio 2010

Saltimbocca di baccalà con salsa di mango, papaya spadellata e misticanza di insalatine

L'altro giorno ho visto in tv lo chef Claudio Melis, del ristorante La Siriola, in Alta Badia, suggerire, come antipasto, un saltimbocca di baccalà con guarnizione di melone d'inverno, misticanza di insalatine alla vinaigrette e salsa al frutto della passione e vaniglia. Folgorata dalla brillante idea, correvo dal mio pescivendolo, avendo la ventura di trovare un bellissimo filetto di baccalà, ben polputo e già ammollato. Purtroppo, la fortuna non mi era altrettanto favorevole dal fruttivendolo: frutto della passione e melone d'inverno marcavano visita dagli scaffali. Poco male, pensavo, raccattando al volo un mango e una papaya. Per pura disdetta , non avevo nemmeno quella pregiata pancetta, affumicata personalmente dal Melis, di cui si raccomandava l'uso e ripiegavo su un'onesta confezione di bacon Tulip (noblesse oblige) . Risultato positivo, da raccomandare.Niente foto, sono state cancellate. PS ho rifatto il saltimbocca di baccalà, l'ho fotografato ed ho trovato pure il frutto della passione, ma ho mantenuto la salsa al mango perché è davvero ottima, anche se meno aspra.
Ingredienti per 2 persone
300-350 g circa di baccalà, già ammollato 
4 fettine di bacon 
4 foglioline di salvia 
un goccio d'olio 

Per la salsa al mango
1/2 mango 
il succo di 1/2 lime 
pepe di Sechuan 
1 cucchiaino di olio extravergine 

Per la salsa al frutto della passione
2 o 3 frutti della passione 
1/2 bacca di vaniglia 
1 cucchiaino di olio extravergine 
misto di insalatine: riccia, lollo, valeriana, foglie di rapa rossa 

vinaigrette alla senape
olio evo, aceto rosso, senape, sale, pepe qualche stilla di aceto balsamico tradizionale di Modena

Procedimento
Tenere il baccalà in ammollo, per un paio d'ore, in abbondante acqua fresca; trascorso questo tempo, asciugarlo, privarlo della pelle e tagliarlo in quattro pezzi. Inutile sottolineare che il pesce dovrà avere un discreto spessore. Appoggiare su un lato di ogni scaloppa una foglia di erba salvia; avvolgere in fettine di bacon. Scaldare una padella antiaderente, leggermente unta di olio, adagiarvi i saltimbocca e farli rosolare su ogni lato (occorreranno pochissimi minuti). Quasi a fine cottura, aggiungere degli spicchi di papaya, facendoli leggermente colorire. Preparare una salsa con 1/2 mango, sbucciato e frullato con il succo di 1/2 lime, qualche bacca di pepe di Sechuan e 1 cucchiaino d'olio evo. Per la salsa al frutto della passione: frullare la polpa di 2 o 3 frutti, i semi di 1/2 bacca di vaniglia e 1 cucchiaino di olio evo.Condire dell'insalatina mista con una vinaigrette alla senape. Adagiare sul piatto individuale due saltimbocca di baccalà, un ciuffo di insalata, le fettine di papaya e decorare con la salsa al mango e qualche goccia di ABTM.

Charlotte di fragole senza foto

Oggi ho combinato proprio un bel pasticcio: senza volerlo (e ci mancherebbe pure l'avessi fatto coscientemente), ho cancellato le ultime foto dalla digitale, convintissima di averle appena scaricate. Pazienza, me ne farò una ragione, ma un po' mi dispiace, soprattutto perché avevo preparato un paio di cose veramente degne di essere pubblicate. Intanto, mi scrivo le ricette, prima di dimenticare anche quelle, e poi, se ne avrò l'occasione, pubblicherò le foto.

CHARLOTTE DI FRAGOLE
La ricetta è una rielaborazione di quella trovata qui ed è davvero strepitosa: morbida, delicata, primaverile.

Per la crema chantilly:
5 dl di latte fresco
un baccello di vaniglia
6 tuorli
un pizzico di sale
130 g di zucchero
4 fogli di gelatina Paneangeli*
250 ml di panna fresca

2 confezioni di savoiardi sardi
1/2 bicchiere di Kirsch
un dito di acqua
500 g di fragole

per decorare
4 o 5 fragole
250 ml di panna fresca
2 cucchiai di zucchero a velo

Mettere ad ammorbidire la colla di pesce in acqua fredda per una decina di minuti. Preparare la crema inglese: scaldare il latte con i semi estratti dal baccello di vaniglia. Nel frattempo, battere i tuorli con lo zucchero e un pizzico di sale, fino ad avere un composto soffice e chiaro. Versarci sopra il latte caldo, mettere su fuoco moderato e far cuocere la crema fino a quando velerà il cucchiaio (non deve assolutamente bollire). Levare dal fuoco e incorporare la colla di pesce, strizzata ed asciugata. Mescolare accuratamente e porre a raffreddare dentro un bagnomaria ghiacciato, mescolando di tanto in tanto. Quando la crema avrà preso consistenza e sarà completamente fredda, batterla brevemente con la fruste a mano, tanto per renderla fluida e versarla, poco a poco, nella panna semi-montata, mescolando con cura e con il solito movimento dal basso verso l'alto. Preparare una bacinella contenente il kirsch e l'acqua. Lavare le fragole in acqua e vino bianco; asciugarle in carta da cucina, affettarle. Frullarne 200 g con 30 g di zucchero e il succo di 1/2 limone. Conservare il coulis in un recipiente di vetro, ben chiuso, in frigorifero. Condire le rimanenti fragole (300g) con due cucchiai di zucchero. Tappezzare uno stampo da charlotte (diametro 18cm-capacità 1,5 litri)con della pellicola per alimenti. Tagliare i savoiardi a misura dello stampo; immergere ,per un secondo, la parte concava dei savoiardi nella miscela acqua-kirsch, rivestendo con essi le pareti e il fondo dello stampo, avendo cura di mettere la parte bombata a contatto con la parete. Versare un primo strato di chantilly, coprire con 1/3 delle fragole, proseguire fino ad esaurimento ingredienti, chiudendo con la chantilly. Coprire con i savoiardi tagliati a misura, sigillare con pellicola e conservare in frigo per una notte. Al momento di andare in tavola, versare la panna fresca, mescolata con lo zucchero a velo.nel sifone ISI . Sformare la charlotte su un piatto da portata, decorarne la cima con dei ciuffi di panna montata e delle fragole tagliate in due. Decorare intorno alla base con altri ciuffi di panna montata. Servire tagliata a fette, accompagnando con il coulis in salsiera.

Annota bene: con queste dosi di colla di pesce, la charlotte ha avuto qualche problema di tenuta (tendeva a crollare, dopo qualche minuto, come le mura di Gerico). In compenso, la consistenza era morbidissima e davvero incantevole al palato. Regolatevi di conseguenza: se volete una charlotte che regga bene, aumentate la colla di pesce (credo che un solo foglio in più possa bastare alla bisogna).



Auguri, mamme!




La mano che fa dondolare la culla è la mano che regge il mondo.
William Ross Wallace, What Rules The World, 1865

venerdì 7 maggio 2010

Insalata di polpo, patate e melanzane in carpione

Questa piacevole combinazione di verdure e polpo è una ricetta del mensile di gastronomia La Cucina Italiana-agosto 2001, a cui ho apportato piccole modifiche e aggiunto, per farne un secondo piatto, delle patate lessate. Una interessante variazione sul tema "polpo e patate "che , a mio parere, rimane inarrivabile nella sua semplicità.



un polpo (1,2 kg)
una melanzana di medie dimensioni
una cucchiaiata di capperi sotto sale
una dozzina di olive nere (di Gaeta)denocciolate
un pezzetto di peperoncino rosso fresco, piccante
un cipollotto
2 patate medie
una decina di pomodorini
sale
pepe bianco
qualche rametto di timo serpillo
aceto bianco
olio extravergine

Per prima cosa mettere a lessare il polpo (privato del becco e degli occhi), ponendolo nella pentola a pressione coperto d'acqua fredda, e calcolando, dal fischio, 30 minuti di cottura. Trascorso questo tempo, spegnere il fornello e lasciare il polpo a intiepidire nel suo liquido di cottura. Lavare la melanzana e tagliarla a fette sottili per il lungo. Metterle a scottare in una padella antiaderente calda, senza grassi, raccogliendole poi in una terrina. Far rosolare in poco olio un pezzetto di peperonciuno fresco e il cipollotto tagliato alla julienne; unire le foglioline di timo e un bicchiere di aceto. Far bollire per 2', poi versare il carpione sulle fette di melanzana, lasciandole marinare per almeno 2 ore. Preparare un trito con i capperi dissalati e le olive nere. Lessare le patate al vapore. Estrarre il polpo dal brodo, eliminare parzialmente le ventose dai tentacoli (chi le gradisce le lasci), ridurlo a listerelle. Unirlo alle melanzane, anch'esse tagliate a strisce,condendo con sale, pepe, abbondante olio e il trito di olive e capperi. Affettare le patate, salarle, peparle, irrorarle con un filo d'olio. Disporre al centro,su un ampio piatto da portata, il polpo e le melanzane, contornando con le fettine di patata, pomodorini a spicchi e foglie di basilico.

giovedì 6 maggio 2010

Torta alle spezie e marmellata d'arance

Con la pioggia incessante di questi giorni, vien proprio voglia di accendere il caminetto e preparare uno di quei dolci delicatamente speziati, molto inglesi, ottimi per accompagnare il tè delle cinque. L'idea l'ho presa dal sito della Tiptree conserve, ma ho apportato così tante modifiche alla ricetta originale che posso affermare, con animo sereno, che questa versione è proprio un'altra torta.



Per la torta:
150 g di burro (morbido)
140 g di zucchero di canna chiaro
3 uova (a temperatura ambiente)
100 g di marmellata d'arance
300 g di farina autolievitante
1/2 cucchiaino scarso di cannella in polvere
i semi di 1/2 baccello di vaniglia
un pizzico ciascuno di: coriandolo, cardamomo, noce moscata, chiodi di garofano in polvere
100 g di latte
Per la guarnizione croccante:
50 g di corn flakes
2 cucchiai (40g) di Golden Syrup o 2 cucchiai di miele
100 g di marmellata d'arance

Imburrare e infarinare uno stampo quadrato 20x20cm (o uno tondo Ø 24cm). Con le fruste elettriche, battere a crema il burro; unire lo zucchero di canna, lavorando il tutto fino ad ottenere un composto soffice. Aggiungere gradualmente le uova, leggermente sbattute, poi la marmellata e le spezie. Con la velocità al minimo, incorporare la farina e il latte. Versare l'impasto nello stampo. Sbriciolare grossolanamente i corn flakes, mescolarli al golden syrup e alla marmellata d'arance. Cospargere il tutto sulla superficie del dolce. Cuocere in forno caldo a 170-180°C per circa 40'.

Annota bene: dosare attentamente le spezie, per conferire al dolce un delicato aroma e non un'invadente presenza.




Prossimamente



Medagliani

insalata di polpo e patate

insalata di champignon alla senape

zucchine ripiene alla genovese by Annamaria