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venerdì 28 ottobre 2011

Cioccococco nella torta

Quando ho la necessità di preparare un dolce da offrire agli amici che sia un po' un jolly, ossia buono,di veloce esecuzione e che possa piacere alla maggioranza delle persone, ho almeno quattro opzioni tra cui scegliere: la strepitosa torta morbida di cioccolato e pere dell'indimenticabile amica Alda; l'altrettanto ottima sbriciolata di ricotta e amaretti di Elena; la velocissima torta slava di Mauranna e questa cioccococco nella torta, pubblicata sul blog dei redattori de LaCucinaItaliana online. Fatta e rifatta negli anni, ne ho così personalizzato le dosi.



Per uno stampo da crostate Ø 22 cm

Frolla:
250 g di farina 00
125 g di burro
100 g di zucchero extrafine
2 tuorli
un pizzico di sale
i semi di 1/2 baccello di vaniglia

Ripieno:
1 uovo
50 g di zucchero extrafine
80 g di cocco essiccato
140 g di panna fresca
60 g di cioccolato fondente (75% di cacao)
i semi di 1/2 bacca di vaniglia

Preparo la frolla nel mio solito modo, ossia mettendo burro, farina, pizzico di sale e semi di vaniglia nel robot e frullando il tempo necessario a sabbiare gli ingredienti. Unisco l'uovo e lo zucchero, do ancora qualche colpo ad intermittenza e finisco di impastare a mano. Avvolgo la frolla nella pellicola e la metto a riposare in frigo almeno un'ora (se ho tempo la preparo il giorno prima), poi la stendo nello stampo e ne bucherello il fondo con i rebbi di una forchetta. Rimetto tutto in frigo fino al momento di infornare. Accendo il forno e lo porto a 160°C (il mio scalda molto; ognuno si regoli come più opportuno). Preparo il ripieno battendo velocemente con la frusta l'uovo, lo zucchero e i semi del mezzo baccello avanzato. Aggiungo il cocco, la panna, e il cioccolato precedentemente sciolto a bagnomaria (o nel MO). Verso il ripieno dentro il guscio di frolla e cuocio per 40-45 minuti circa.
Una volta cotto, tolgo dal forno e lascio raffreddare il dolce nello stampo (è un po' fragile). Decorare con zucchero a velo e ghirigori di cioccolato fuso. I più golosi posso metterci il carico da undici (come scrive Camilleri) e gustarla con della panna montata.




giovedì 27 ottobre 2011

Barchette di basilico alla robiola

Questa è un'altra invenzione di Marco Bianchi, tratta dal suo libro "I magnifici 20". Una cremosa robiola viene amalgamata ad alcuni ingredienti stuzzicanti e salutari, per poi essere adagiata dentro foglie freschissime di basilico. Ovvio che poi se ne farà un sol boccone, con grande gioia del palato e dell'intero organismo. Ho approfittato largamente dell'ultima piantina di basilico comprata al super e che, al momento, gode ancora di ottima salute, ben sistemata sul davanzale di cucina e al riparo dal freddo serale grazie allo scudo che le prestano un paio di aitanti piante di ciclamino.



Dosi per riempire una dozzina di grosse foglie di basilico:

200 g di robiola (o caprino)
un mazzetto di erba cipollina
5 falde di pomodoro secco
1 cucchiaio di capperi dissalati
scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato (la ricetta non lo contempla, ma a me piace il profumo degli agrumi nelle creme di formaggio)
foglie di basilico
olio extravergine q.b.

Lavare con delicatezza le foglie di basilico e metterle ad asciugare su un panno pulito. Sciacquare i pomodori secchi; metterli ad ammorbidire per una decina di minuti in un po' d'acqua tiepida. Trascorso questo tempo, scolarli, asciugarli e tagliuzzarli con le forbici. Risciacquare i capperi, asciugarli e tritarli al coltello. Lavare l'erba cipollina, asciugarla e tagliuzzarla minutamente con le forbici. Mettere tutto in una ciotola, grattugiarvi sopra la buccia di limone, unire un cucchiaio d'olio extravergine; mescolare, aggiungere la robiola e amalgamare il tutto. Con l'aiuto di due cucchiaini da tè formare delle quenelles con l'impasto e adagiarle delicatamente dentro le foglie di basilico. Disporre le barchette su un vassoio con un velo d'olio sotto.

Annota bene: la ricetta originale la trovi qui.

Insalata di cicorie alla Jamie Oliver


Ho visto preparare in tv, da Jamie Oliver, questa veloce ma saporita insalata e subito mi è venuta voglia di rifarla, forse stuzzicata da due componenti un po' insolite:
1) i capperi fritti
2) la salsina al basilico
Ed ecco qua l'insalata di cicorie con il condimento pazzo (così l'ha battezzata il nostro eroe). Non garantisco sull'assoluta fedeltà alla ricetta originale
perchè sono andata a memoria e, alla mia età, le celluline grigie cominciano a perdere pezzi.



Per due persone:
1 cespo di radicchio rosso precoce
1 cespo di indivia belga
una manciata di capperi dissalati
olio extravergine

Pulire le insalate, staccando le foglie dal cespo ed eliminando quelle più esterne, se sciupate. Lavarle accuratamente ed asciugarle. Tagliarle come più aggrada e disporle in una insalatiera. Sciacquare i capperi ed asciugarli accuratamente con della carta da cucina. Scaldare in un padellino un po' d'olio extravergine; mettervi a friggere i capperi per qualche minuto, fino a quando si apriranno a fiore. Prelevarli con un ramaiolo forato e disporli sopra le insalate. L'olio utilizzato si può conservare per cuocere del pesce. Condire con la salsa al basilico preparata in questo modo:

Per la salsa
un mazzetto di basilico, 1 vasetto di yogurt magro, 1 cucchiaino di senape in pasta, pochissimo aglio grattugiato, 1 acciuga sott'olio, 1 cucchiaino (o più) di aceto di vino rosso, 1 cucchiaino di olio extravergine. Frullare tutto per un minuto.

mercoledì 26 ottobre 2011

Crema di carote del Burkina Faso


Devo ancora decidere se mi piace di più il nome o il sapore di questa crema di carote, che funge da stuzzichino per l'aperitivo. La ricetta originale si trova nell'ottimo libro di Marco Bianchi, Le ricette dei magnifici 20, un volume che raccomando a chi si interessa di cucina salutare (dello stesso autore consiglio anche I magnifici 20).Il Bianchi racconta di aver assaggiato questo piatto durante un banchetto organizzato al Festival del Giornalismo d'inchiesta di Marsala 2010 da una comunità africana del Burkina Faso, e di averlo poi rielaborato. A mia volta, ho apportato qualche variante alla ricetta. PS Ho appena scoperto che Marco Bianchi scrive le sue ricette sul sito web della rivista Elle. Guardare qui per leggere le dosi originali delle Carote del Burkina Faso.

Ingredienti per una ciotolina:
5 belle carote
2 spicchi d'aglio
2 cucchiaiate di olio extravergine
qualche rondella di peperoncino rosso fresco
un pizzico di origano secco
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
una buona pizzicata di coriandolo in polvere
una buona pizzicata di curcuma
pepe nero
sale

Lavare e mondare le carote, poi tagliarle in grossi pezzi e metterle a cuocere a vapore nella pentola a pressione per 5' circa o finché saranno morbide. Conservare l'acqua di cottura. Schiacciare le carote con una forchetta e metterle in una padella dove si saranno già fatte rosolare le spezie con l'olio, l'aglio e gli anelli di peperoncino. Far insaporire per qualche minuto, quindi aggiungere l'origano, il pepe nero e il sale, allungando eventualmente con un po' dell'acqua di cottura tenuta da parte (utilizzare quella rimasta, una volta raffreddata, per annaffiare le piante). Eliminare l'aglio e versare la crema in una ciotola, servendola accompagnata da crostini di pane leggermente tostato. L'optimum sarebbe il pane nero ai sette cereali.

Annota bene: sul blog trovi un'altra ricetta di Marco Bianchi: la crema di tofu e olive.

lunedì 10 ottobre 2011

La miascia della nonna Laura


Due sabati fa siamo stati a casa di mia madre, al lago, e l'abbiamo trovata indaffaratissima: stava finendo di cuocere i pan de mej mentre, sul tavolo di cucina, troneggiavano tre esemplari appena sfornati di miascia, l'antica torta di pane di origine tremezzina. Tutta questa grazia di Dio era destinata ad un'asta benefica, finalizzata a raccogliere fondi per la parrocchia; abbiamo immaginato (pronostico confermato dai fatti) che si sarebbe scatenata, tra gli estimatori, la solita contesa a suon di vertiginose offerte al rialzo, per l'accaparramento dell'agognato dolce. Il fatto è che, ormai, più nessuno ha tempo o voglia di preparare la miascia con le proprie mani e quando capita l'occasione di poterne gustare una fetta, meglio ancora se preparata da persona di provata capacità, la festa è grande. La ricetta la potete trovare qui sul blog, ma non siate troppo fiscali con le dosi: la miascia è un dolce che si prepara a shtimm, a stima, secondo quello che offre la dispensa, e non saranno una pera o una mela in meno o in più a rendere questo dolce meno straordinario. Vi raccomando una sola cosa: non dimenticate il rosmarino. E' quello l'ingrediente segreto che dona un'aromaticità particolare alla miascia.



domenica 9 ottobre 2011

Girandole alla caprese

L'estate è ormai finita, ma è sempre la stagione giusta per gustare qualcosa di veramente buono e, tutto sommato, semplice nell'esecuzione. Ho preparato le girandole alla caprese a fine agosto, in occasione di un pranzo dove avevo ospiti i miei consuoceri, ed è stato uno dei piatti più riusciti, molto lodato ed apprezzato. Lo si può preparare il giorno prima (anzi, è consigliabile), tenendo i salamotti in frigo fino al momento di tagliarli, per poi passarli in forno ricoperti dalla deliziosa salsa al pomodoro. La ricetta è di Giovanna, del blog Lost in Kitchen, che ringrazio di vero cuore. Riporto direttamente il suo testo, per poi aggiungere, in fondo, le mie dosi per otto persone.



Girandole alla caprese (GiovannaE)

Il ripieno è quello dei ravioli alla caprese, ma le girandole hanno il pregio, rispetto ai ravioli, di poter essere preparate il giorno prima e infornate all'ultimo minuto. Le dosi che vi do sono per quattro persone.
Preparare una sfoglia con 300 g di farina e 3 uova.
Tirarla spessa (a macchina al n° 4) e dividerla in rettangoli di circa 18 cm di larghezza e 25 di lunghezza. Lessare i rettangoli per due minuti in acqua bollente salata.
Per il ripieno, tritare finemente 300 g di caciotta fresca (primosale, raveggiolo) con 300 g di fiordilatte fatto asciugare in frigo, amalgamare con 100 g di parmigiano grattugiato e 2-3 uova, profumare con maggiorana, salare, pepare.
Stendere il ripieno sulle sfoglie, lasciando intorno un bordo di un centimetro; arrotolare ben stretta una sfoglia dal lato lungo, arrotolarvi intorno una seconda sfoglia farcita e avvolgere il rotolo così ottenuto nella pellicola per alimenti. Continuare fino ad esaurire gli ingredienti. Riporre i rotoli in frigorifero.
Il giorno seguente preparare un sughetto facendo soffriggere un grosso spicchio d'aglio in olio molto abbondante; unire 400 g di pomodori pelati sgocciolati, privati dei semi e tagliati a striscioline(oppure pomodori freschi spellati e privati dei semi) e far cuocere per pochi minuti senza schiacciare il pomodoro, che deve rimanere a filetti e piuttosto separato dall'olio che dovrà diventare rosso. Tagliare i rotoli in fette rotonde dello spessore di un dito, ungere il fondo di una teglia con un po' dell'olio del sughetto, disporre nella teglia le girandole affiancate, senza sovrapporle, e porre su ciascuna una foglia di basilico e qualche filetto di pomodoro. Irrorare con l'olio del sughetto e infornare per dieci minuti a 180-200°, soltanto per riscaldare, senza far prendere colore.

Annota bene: Dosi per otto persone. Una confezione e mezza di Lasagne Sfogliagrezza Rana, 500 g di mozzarella fiordilatte (2 pezzi), 500 g di primosale(Frescotto), 100 g di parmigiano reggiano grattugiato, 2 uova grandi, le foglie di qualche rametto di maggiorana, una lattina di pomodori pelati Bio Esselunga, basilico,uno spicchio d'aglio, sale e pepe, olio extravergine di oliva. E' giustissimo il consiglio di far asciugare in frigo la mozzarella. Scottare le lasagne per meno di un minuto in acqua bollente salata, metterle ad asciugare su un telo e poi usarle come indicato nella ricetta.


giovedì 6 ottobre 2011

Carote nere, carote arancio

Lunedì mattina ho trovato al supermercato questa novità: le carote nere. A voler essere pignoli, sarebbe più corretto chiamarle, come le chiamano gli inglesi, carote viola (purple carrots) ma non stiamo troppo a sottilizzare sul colore esatto. Le avevo viste, tempo fa , fotografate su una rivista straniera, se non ricordo male come contorno a uno stufato A quanto pare, sono ricchissime di proprieta' benefiche per la salute, il che non guasta mai. Tanto per cominciare, le ho utilizzate come contorno, cucinandole in maniera molto semplice, ma già penso a qualche calda purea bicolore o, nella bella stagione, a creme fredde messe in bicchiere. Il sapore è molto simile alle comuni carote, ma volete mettere quanto sono trendy le carote nere? ;)))

3 carote nere
3 carote arancio
una noce di burro chiarificato
qualche ago di rosmarino
pepe lungo
sale
un cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di aceto balsamico

Cuocere a vapore (nella pentola a pressione) per 5' le carote, precedentemente lavate e pelate. Tagliarle in spesse rondelle e farle saltare in un tegame antiaderente con una noce di burro chiarificato e qualche ago di rosmarino finemente tritato. Dopo qualche minuto, unire lo zucchero e poi l'aceto balsamico; far restringere bene e servire immediatamente, completando con una bella macinata di pepe.



martedì 4 ottobre 2011

Crema di formaggio alle erbe aromatiche

La ricetta precedente e la presenza di caprini in frigo mi hanno dato lo spunto per preparare questa crema di formaggio, semplice ma gustosa, la cui ricetta non pretende di essere seguita con troppa fedeltà; verrà comunque ottima anche senza il contributo di tutte le erbe odorose elencate (io le ho in giardino e, pertanto, ne faccio largo uso). La pubblico per far contenta mia figlia Alessia, novella sposa, che me ne ha fatto esplicita richiesta e che l'ha gustata in occasione di un pranzo domenicale a casa nostra.



2 caprini di latte vaccino(140 g)
1 panetto di Philadelphia (75 g)
olio extravergine
scorza grattugiata di limone
scorza grattugiata di lime
un trito finissimo di: prezzemolo, basilico, erba cipollina, mentuccia, maggiorana, origano fresco, timo
crackers all'acqua
olive verdi denocciolate

Mettere il formaggio in una bacinella e montarlo, con le fruste elettriche, fino ad avere una consistenza soffice, insaporendolo con un filo d'olio extravergine. Unire poca scorza grattugiata dei due agrumi e il trito d'erbe. Mettere la crema di formaggio in una sacca da pasticceria con bocchetta tonda ( o usare un cucchiaino) e sprizzare una nocciola di prodotto sopra ogni cracker. Decorare con una rondella di oliva verde.