Un abbinamento che, negli ultimi tempi, è diventato un classico in famiglia: Pimm's allungato con acqua tonica ghiacciata e fettina d'arancia + crostini all'acciuga = VERY GOOD!
LA CUCINA DI CASA MIA, TRA TRADIZIONE E (QUALCHE) INNOVAZIONE








Per la frolla:
130 g di farina
30 g di zucchero
un pizzico di sale
60 g di burro
2 tuorli d'uovo
1 cucchiaio di panna acida densa
1/2 cucchiaino di pasta di vaniglia
Per il ripieno:
6 albumi d'uovo
250 g di datteri denocciolati e tritati finemente
250 g di zucchero a velo
250 g di mandorle finemente tritate
250 g di cioccolato fondente grattugiato
Preparare la frolla disponendo a fontana la farina, lo zucchero e il sale sulla spianatoia. Mettere al centro il burro tagliato a pezzetti. Battere a parte i tuorli, la panna acida e la vaniglia. Unire il tutto al primo miscuglio e lavorare per qualche minuto, fino ad ottenere un impasto che si stenderà dentro uno stampo (22x30cm circa) ricoperto da un foglio di carta forno. Cuocere in forno a 180°C per circa 10-12 minuti (non deve colorire). Nel frattempo, battere a neve gli albumi incorporando, man mano, lo zucchero a velo. Quando la massa sarà ben gonfia aggiungere, sempre battendo a bassa velocità, le mandorle, i datteri e il cioccolato. Stendere la guarnizione sulla base di frolla parzialmente cotta. Abbassare il forno a 170°C e far cuocere per 40' circa, fino a che la guarnizione sarà soda. Togliere il biscotto dal forno, lasciarlo raffreddare e tagliarlo a cubettini. Decorare con zucchero a velo.
Annota bene: con il mio forno ho cotto per 10' a 160°C, proseguendo poi a 130°C per altri 30'.










Una curiosa pendola, dipinta come un "trompe l'oeil" ma dotata di lancette funzionanti (grazie ad un meccanismo al quarzo occultato all'interno di una scatoletta murata), decora la saletta dove consumeremo il nostro lauto pasto.
Si inizia con un'entrata di benvenuto della casa: un salame nostrano e un lardo che si scioglie letteralmente in bocca.
In seguito, battuto di carne cruda: un sogno! mai mangiata carne più buona e saporita; delicatamente condita con olio e pepe.
Ravioli al plin in brodo: ottimi pure loro.
Entra in scena il protagonista del menu: sua maestà il Bollito misto. Portato in sala sul carrello, declinato nei suoi canonici sette tagli (testina, lingua, scaramella, muscolo, punta di petto, sottile, coda) a cui si aggiungono gallina e piccoli cotechini monoporzione, contornato dalle sette salse di prammatica (bagnetto verde, cognà, salsa piccante, salsa di rafano,salsa rubra casalinga, salsa con aglio e bagnetto del Borgo).



carrello di formaggi
dolci tipici: panna cotta, bunèt, pere martine al vino rosso, budino di cioccolato e nocciole
Per concludere: caffè fatto con la moka servito nei caratteristici bicchierini di vetro
grappe per i signori, un delicato liquore alle foglie di pesco per le signore 





Una breve sosta ad Alba per un giro nel centro storico e l'irrinunciabile acquisto di un profumato
tartufo bianco.















Carrù, in provincia di Cuneo, si trova al margine estremo della pianura piemontese verso le Langhe, sulla sponda sinistra del fiume Tanaro. Di provata origine romana, deriverebbe dalla leggenda secondo la quale "carruculum" sarebbe il piccolo carro che avrebbe trasportato il dio Giano, ubriaco e barcollante, dopo un vagabondaggio in queste terre.
















