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lunedì 31 marzo 2008

Il biancospino

Oh! Valentino vestito di nuovo, come le brocche dei biancospini! . Chi non ricorda questa poesia di Giovanni Pascoli? Lo stupore del poeta che vede Valentino vestito a festa è lo stesso che si prova davanti al biancospino improvvisamente fiorito. Come non associarlo all'immagine della primavera?
Curiosità:Da sempre il biancospino è stato associato come propiziatorio per la fertilità e per la protezione della casa. Nella mitologia greca Era, la moglie di Zeus, concepì Ares e sua sorella Eris col solo tocco di un biancospino in fiore. Nell’antica Roma era associato alla dea Cardeo (la dea del parto) ed era usanza mettere sopra le porte ramoscelli di biancospino per allontanare gli spiriti maligni. La sua leggenda più bella riguarda Giuseppe d’Arimatea, che dopo la morte di Cristo ne avrebbe raccolto il sangue in un calice divenuto poi il Sacro Graal. Arricchitosi con il commercio dello stagno e sbarcato in Inghilterra a Glastonbury, dal suo bastone, piantato a terra per la stanchezza, fiorì miracolosamente un biancospino.







domenica 30 marzo 2008

Riso cinese

In famiglia l'abbiamo battezzato in questo modo. Se poi sia "canonico" non lo sappiamo e, francamente, poco ci importa.



Ingredienti per 2 o 3 persone

150 g di riso che non scuoce (io uso il Thaibonnet)
2 o 3 cipollotti (con parte del gambo verde)
una manciata di piselli
1 hg di prosciutto cotto tagliato in una sola fetta
2 uova
olio
sale

Mettere una pentola d'acqua sul fuoco. Al bollore, salare e gettarvi i piselli. Trascorsi pochi minuti, prelevarli con la schiumarola e tenerli da parte. Lessare il riso nella stessa acqua. In un wok mettere a scaldare dell'olio; saltarvi i cipollotti tagliati a julienne, aggiungere i piselli, lasciar insaporire, salare. Aggiungere anche il prosciutto, tagliato a dadini. Rompere le uova in una scodella, mescolarle brevemente con i rebbi di una forchetta. Creare uno spazio all'interno del wok, versare il composto d'uova e lasciar rapprendere per pochi istanti, mescolando in continuazione. Scolare il riso e farlo insaporire con quanto preparato.

mercoledì 26 marzo 2008

Frittata con l'erba di san Pietro

L'erba di S.Pietro (balsamita) è una pianta perenne originaria dell'Asia ma presente nell'Europa meridionale fin dall'antichità. Nel Medio Evo era coltivata per le sue proprietà medicinali e per l'uso in cucina, oggi è poco utilizzata. Ha foglie oblunghe con margini dentati che, strofinate, emanano un lieve sentore balsamico, somigliante al profumo della menta e del limone. Il suo nome potrebbe derivare dal fatto che fiorisce verso la fine di giugno, in prossimità della festa di S.Pietro. In America è conosciuta come Bible Leaf , poiché pare che i primi coloni usassero le foglie di quest'erba come segnalibro nella Bibbia.Ce l'ho in giardino da un paio d'anni e questa è la stagione più propizia per utilizzarla nelle frittate, dato che le foglie sono tenerissime.



Per quattro persone occorreranno:
6 uova grandi
una quarantina di tenere foglie di erba di san Pietro
3 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
sale, pepe, profumo di noce moscata
un cucchiaio d'olio

Lavare e asciugare le foglie di erba di san Pietro. Togliere loro il gambo e la costola centrale (sono un po' coriacei). Battere brevemente le uova, condirle con sale, pepe, noce moscata e grana. Aggiungere le foglie, dare ancora una mescolata e cuocere in padella antiaderente ben calda e unta con un goccio di olio d'oliva.
NB io ho usato mezza dose, la frittata era per due persone.


Insalata contadina

Ogni volta che preparo questa insalata, mi torna alla mente la prima volta che la ordinammo in un ristorantino di Saint Paul de Vence, il villaggio medioevale appollaiato su una collina dell'entroterra nizzardo. Da allora, siamo tornati in quei luoghi quasi tutti gli anni, con le figlie o da soli, provando ogni volta un rinnovato stupore per come i francesi sanno valorizzare le bellezze e le risorse dei loro territori.

Per 4 persone occorreranno:











insalata mista (in questo caso: valerianella e radicchio rosso)
qualche fungo champignon
pancetta tesa dolce
pane baguette
un cilindro di Sainte-Maure (formaggio di capra)
3 cucchiai di olio extravergine
1 cucchiaio di aceto rosso
1 cucchiaino di senape di Digione
sale, pepe nero del mulinello

Lavare e sgrondare le insalate. Tagliare a dadini la pancetta e farla tostare in un padellino antiaderente, senza altri grassi. Tenerla in caldo. Tostare su un lato le fette di baguette, ricoprirle sull'altro con le fettine di chèvre, ripassarle sotto il grill per far sciogliere il formaggio. Preparare la vinaigrette sciogliendo il sale nell'aceto, aggiungendo la senape e montando con l'olio, fatto scendere a filo.Profumare con il pepe. Disporre le insalate nei piatti individuali, guarnire con i funghi (affettati all'ultimo momento), la pancetta croccante, i crostini al formaggio. Condire con la vinaigrette.



lunedì 24 marzo 2008

Bruschette mediterranee

Gli ingredienti per queste bruschette sono quasi sempre presenti nelle dispense domestiche e contribuiscono a renderle veramente appetitose. Basilico e timo freschi, uno spicchio d'aglio e un paio di pomodori ramati completano questa salsa che è ottima anche per condire una spaghettata estiva.



Per quattro persone occorreranno:

un pane tipo francese leggermente raffermo
8 falde di pomodori secchi sott'olio
una manciata di olive verdi dolci
2 cucchiai di capperi sott'aceto
1 spicchio d'aglio (se piace)
2 pomodori ramati
sale, pepe nero del mulinello
olio extravergine saporito (ottimo quello di Canino)
timo e basilico freschi


Scolare le olive e i capperi dal liquido di governo. Sciacquarli sotto un getto d'acqua corrente e asciugarli perfettamente. Tritare grossolanamente a coltello le olive denocciolate, i capperi e i pomodori secchi. Sbollentare per un paio di minuti i pomodori freschi, raffreddarli e pelarli. Privarli dei semi e dell'acqua di vegetazione, tritarli grossolanamente. Affettare uno spicchio d'aglio. Riunire tutto in una ciotola, salare con parsimonia, pepare senza avarizia e allungare con del saporito olio extravergine di oliva. Profumare con le foglioline di timo e basilico. Lasciar riposare al fresco per un'oretta. Tagliare a fette il pane, grigliarlo su ambo i lati e ricoprirlo generosamente con quanto preparato.

domenica 23 marzo 2008

Buona Pasqua!


La Santa Pasqua

Il momento della Resurrezione era solenne.
Venivano liberate le campane tenute legate durante la morte del Cristo e suonavano a lungo per consentire che ciascuno potesse correre al lago, o a una fonte, oppure al secchio stesso di casa, per bagnarsi gli occhi con l’acqua, che era considerata in quel momento benedetta. E in molti luoghi si annodava una corda attorno a un albero da frutta, per legarvi simbolicamente i fiori che erano prossimi a sbocciare, cosicché non cadessero immaturamente.
In Tremezzina, sulla porta della chiesa, il parroco benediceva un rotolo di corda per barche e ne staccava un capo con una fiammella; i ragazzi correvano a distribuire pezzetti di quel moncone nelle case, ricevendone regali. Sulla montagna, i piccoli caprai buttavano un sasso lontano, per cacciare i serpenti velenosi.
Il giorno di Pasqua, dopo la messa, ciascuno festeggiava in famiglia la solennità: la primavera era ormai vicina anche sulla montagna e si apriva la speranza dopo i duri mesi di privazione dell’inverno. Nel pomeriggio, però, gruppi di uomini e di ragazzi, i componenti della banda soprattutto, che avevano partecipato alle processioni, giravano per le case dei più abbienti del paese a fare una suonatina e a raccogliere uova sode e fiaschi di vino. L’ultimo ricordo della Pasqua si sarebbe avuto in occasione del prossimo battesimo: il neonato che rompeva la nuova acqua battesimale doveva offrire al parroco un capretto; il sacerdote l’avrebbe diviso in due, metà per sé e una metà per gli ammalati. Tutto dunque, anche a Pasqua, finiva come ogni vicenda umana, triste o lieta che fosse: una buona mangiata in compagnia!

Bibliografia
Noi gente del Lario-Pietro Pensa- ed. Cairoli, Como, 1981


Chiesa di san Lorenzo a Tremezzo (lago di Como)



sabato 22 marzo 2008

L'attesa









Uova di pasticceria, uova dipinte da piccole mani di bimbi. Tutto è pronto. La Resta, il dolce tipico di Como, sta per entrare in forno. La spiga di grano (o resta), tracciata sulla superficie, allude ai riti primaverili legati alla rinascita della natura ma anche alla Pasqua cristiana:"Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12-24). Un augurio speciale di Buona Pasqua a tutti voi!

Ricetta della RESTA (dal sito Triangolo Lariano)

Ingredienti: 300 grammi di farina bianca, 150 grammi di burro, 100 grammi di zucchero, un cucchiaio di miele, tre uova, 100 grammi di uva sultanina, 100 grammi di arancia e cedro canditi a pezzetti, la buccia di un limone, 15 grammi di lievito di birra.
Impastare il lievito, sciolto in poca acqua tiepida, con un quarto della farina bianca e lasciare lievitare per un'ora. Impastare la restante farina con lo zucchero, il miele, il burro, le uova e la buccia del limone grattugiata, unire all'impasto precedente e lasciare lievitare per un'ora.
Manipolare di nuovo l'impasto, unendo le uvette e la frutta candita, disporlo su una teglia da forno dandogli la forma di un grosso pane allungato e infilandovi per il lungo un ramoscello di ulivo. Lasciare lievitare e poi infornare a cuocere per circa 40/50 minuti a 180°C.
Ricetta lariana tradizionale della Domenica delle Palme ovvero dei riti primaverili richiamati dal segno della spiga o resta impresso sulla superficie, raccolta e pubhblicata da Franco Soldaini in"A tavola dal Lario alla Brianza", Como 1997.

giovedì 20 marzo 2008

Lamponi in gelatina di Brachetto


Dosi per 6 bicchieri
2 piccoli cestini di lamponi
1 bottiglia di Brachetto d'Acqui
5 cucchiaiate di zucchero
10 grani di pepe di Giamaica
2 stelle d'anice
la buccia di un'arancia non trattata
2 cucchiai di succo d'arancia
6 fogli di gelatina Paneangeli

In una capace pentola di acciaio versare il vino, lo zucchero e gli aromi. Portare a bollore e cuocere per un paio di minuti in modo da far sciogliere perfettamente lo zucchero. Mettere a mollo in acqua fredda la gelatina; quando sarà morbida unirla al vino aromatizzato, mescolando accuratamente. Lasciar intiepidire la preparazione poi filtrare. Bagnare con acqua fredda gli stampi. Versare un dito di vino in ogni contenitore e lasciar rassodare in frigo. Lavare delicatamente i lamponi e porli ad asciugare su un panno carta. Quando la gelatina sarà rappresa, cominciare a disporre la frutta in ogni vasetto, premendo un poco per farla penetrare. Riempire tutti i contenitori con il liquido e riporli in frigo per qualche ora fino a completo rassodamento.

mercoledì 19 marzo 2008

Macedonia di mango e banane aromatizzata al lime

Quando si prepara un pranzo o una cena a base di piatti speziati come quelli indiani, per esempio, è bello concludere con un dessert fresco e dissetante. Sono molto indicati i sorbetti alla frutta o agli agrumi, tipo questo o una macedonia di frutti esotici. L'ho vista realizzare questa mattina in TV e, combinazione, avevo in casa tutto l'occorrente.


1 mango
2 banane
2 lime
50 g di zucchero
80 g di acqua
yogurt greco
menta
Preparare lo sciroppo mettendo acqua e zucchero in una casseruolina, portare a ebollizione e mantenerla per due minuti, mescolando spesso. Far raffreddare. Lavare bene i lime, prelevarne la buccia con un rigalimoni e spremerne il succo. Aggiungere il tutto allo sciroppo raffreddato. Sbucciare e affettare il mango e le banane. Disporre la frutta in una coppa di cristallo, irrorarla con lo sciroppo al lime e servire, guarnendo ogni porzione con un fiocco di yogurt denso e un ciuffo di menta fresca.

martedì 18 marzo 2008

Tartare di champignons su letto di spinaci novelli e uova di quaglia

Questo antipasto, leggero ma gustoso, mi sembra molto adatto alla stagione primaverile. Anche mia figlia, che storce sempre il naso davanti alle novità sulla tavola, è rimasta affascinata dalle uova di quaglia (mai proposte in casa nostra) e dalla singolare presentazione dei funghi crudi. Tartare,ormai, non è più solo sinonimo di carne cruda tagliata a coltello.



Per 4 persone occorrono:

per la tartare
16-20 champignons bianchi
un mazzetto di erba cipollina
timo fresco
1 cucchiaino di senape di Digione
olio extravergine di oliva*
succo di limone
sale

per l'insalata
150 g di spinaci novelli
12 uova di quaglia
fette di pan carré

per la citronnette
olio extravergine
sale
pepe bianco del mulinello
1/2 cucchiaino di senape di Digione
succo di mezzo limone
qualche goccia di Worcestershire sauce

Lavare ed asciugare l'erba cipollina, tagliarla a pezzettini ed unirla alle foglioline di tre rametti di timo. In una ciotolina, sciogliere nel succo di limone due bei pizzichi di sale . Unire un cucchiaino di senape, mescolare accuratamente e montare la salsa facendo scendere, a filo, olio extravergine quanto basta. Profumare con il trito d'erbe. Pulire gli champignons, eliminando con un coltellino le parti terrose, passandoli sotto un getto d'acqua corrente e asciugandoli immediatamente. Tagliare i funghi a pezzetti minuscoli e condirli con la salsa preparata. Lavare e asciugare perfettamente gli spinaci. Lessare le uova di quaglia, immergendole in acqua fredda salata e contando 3 minuti dal momento dell'ebollizione.Raffreddarle in una ciotola contentente acqua gelata, poi sgusciarle e tagliarle a metà. Preparare una citronnette con gli ingredienti indicati. Tostare le fette di pan carré e tagliarle a triangolo.Disporre le foglie di spinaci sui piatti individuali, mettere al centro un coppapasta, riempirlo con la tartare, premendo un poco in superficie. Sfilare l'anello, guarnire con le uova di quaglia e le fette di pane tostato.Passare a parte la salsiera con la citronnette.

*per questa preparazione ho usato olio extravergine Vanini