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mercoledì 22 marzo 2006

Il paradell


In Tremezzina chiamiamo Paradell quella che a Como è la Cutizza: una specie di grande frittellona, che poi viene tagliata a spicchi e cosparsa di zucchero. Molto nota fin dai tempi più antichi, viene menzionata anche nella filastrocca del Crapa Pelada. Dare delle dosi è un po' difficile, poiché sono sempre stati dolci che si preparavano a "shtimm", a stima. Farina, acqua e latte (o solo acqua nei tempi antichi) fino a formare una pastella lenta che poi si friggeva in olio d'oliva e si cospargeva con tanto zucchero semolato. Per noi bambini era una delle merende più gradite, ma già allora (stiamo parlando degli anni Sessanta) l'impasto veniva arricchito con qualche uovo e frutta di stagione come mele, pere o pesche. Io preferisco la versione liscia.



Ingredienti per un grosso paradell:
2 uova
un pizzico di sale
4 cucchiai colmi di farina bianca 00
6 cucchiai di latte
olio di oliva per friggere
zucchero semolato q.b.

Rompere le uova in una terrina; aggiungere un pizzico di sale e mescolare brevemente con una frustina, solo per amalgamarle. Unire la farina setacciata e il latte, formando una pastella liscia e priva di grumi. Mettere sul fuoco una padella antiaderente contenente dell’olio d’oliva; quando sarà caldo versarci la pastella e lasciar rassodare per circa due minuti, voltare il paradell e finire di cuocere. Scolarlo e metterlo ad asciugare su un piatto coperto da carta assorbente. Cospargere con abbondante zucchero semolato e servire caldo, tagliato a spicchi.


6 commenti:

  1. mio papà da bambino andava a Porlezza e questo dolce lo chiama Fugasciolo. Credo sia l'italianizzazione di un termine che non so scrivere. Comunque io lo cucino ancora per a sua gioia. Bellissimo blog. Complimenti

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  2. Grazie, Francesca. Consola sapere che questo dolce povero è ancora fonte di gioia per tuo papà e immagino quanti bei ricordi possa suscitare in lui.
    un abbraccio
    eu

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  3. Bello! Io poi mi chiamo proprio così: Lluis Paradell (catalano). Ciao!

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  4. Ciao, Lluis e benvenuto!

    Sai che la cosa non mi meraviglia?
    Del resto, il Lario e la Lombardia in generale subirono,tra il 1500 e il 1700, una lunga dominazione spagnola che lasciò senz'altro qualche influenza nel nostro dialetto. Anche i "mondeghili", le polpette di carne fatte con gli avanzi, pare derivino dallo spagnolo "albondiga". Chissà se il "paradell" ha un qualche significato nella lingua spagnola?

    Un caro saluto e a presto
    eugenia

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  5. Il Paradell, ricette lariane, che bellezza, ho trovato le sue ricette per caso ed è stata una bella scoperta, ne ho parlato con mia nonna che è di Ossuccio anche se da più di 60 anni vive a roma (ne ha 90)...si è ricordata che sua mamma lo preparava per lei e i suoi fratelli al ritorno da scuola o per andare in montagna come merenda...anche se lei, la Carletta, dice che era buono caldo!
    Proverò a farlo e a fargliero riassaggiare, grazie!!
    Roberta

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  6. Ciao, Roberta. Che bellezza questi incontri sul web! Tua nonna ha ragione: il paradell si mangia caldo (forse non si capisce bene dalla ricetta; ora lo vado a specificare), spolverato con un po' di zucchero. In verità, la specialista del paradell sarebbe una delle mie zie, perchè la ricetta sembra una scemata, ma se non hai la giusta mano non sempre ti viene perfetto.
    Un abbraccio a te e un bacione alla nonna Carletta. Fammi sapere se le è piaciuto.

    eugenia

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