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domenica 29 gennaio 2017

Una merenda antica: el paradell cui pomm

Quando ero una bambina, mia nonna mi preparava sovente il paradell, una frittella fatta con ingredienti comuni, sempre disponibili nella dispensa, ma non per questo meno golosa. Quasi a sottolineare l'origine antica e poverissima di questa merenda, mi recitava la seguente filastrocca, che voleva far riflettere su come, in tempi lontani di miseria, non tutti si potessero permettere di  gustare anche un semplice paradell.

"Parada faress.
se oli g'avess,
acqua se,
farena no, 
me manca la saa". 

"Farei una frittella
se avessi l'olio, 
acqua sì,
farina no,
mi manca il sale". 

Ora i tempi sono cambiati e ai bambini si offrono merendine sofisticate e ogni bendiddio. Nonostante ciò, credo sia intelligente proporre ai nostri figli o ai nostri nipoti un assaggio del buon tempo antico, in cui una semplice frittella veniva servita con il condimento di tutto l'affetto possibile. Sul blog c'è già la versione semplice del Paradell; questa è arricchita dalla presenza della mela, che regala un sapore e una consistenza diversi. A voi la scelta.

PARADELL CUI POMM (FRITTELLA CON LE MELE)
Ingredienti per 3 persone, equivalenti ad un grande paradell
3 uova, biologiche (153g)
1 cucchiaio di zucchero semolato (17g)
un pizzico di sale
100g di farina 00
100g di latte fresco, intero
1 mela Golden
olio di arachide per friggere

zucchero semolato per spolverare il paradell 
Rompere in una ciotola le uova e batterle brevemente con lo zucchero. Unire la farina e il sale, mescolando con cura. Diluire con il latte, formando una pastella di buona consistenza. Sbucciare la mela; dividerla in quattro e privarla del torsolo. Tagliare ogni spicchio in fettine sottili. Aggiungere la mela e mescolare di nuovo. In una larga padella antiaderente (diametro 26cm), far scaldare un po' d'olio. Quando, versata una goccia di impasto, questa salirà immediatamente a galla, versare tutta la pastella e far cuocere, a fiamma moderata, finché il fondo sarà dorato. Con precauzione, usando una paletta forata, girare il paradell e finire di cuocerlo anche sull'altro lato. Estrarlo poi dall'olio e metterlo a scolare su un doppio foglio di carta da cucina. Spolverarlo con abbondante zucchero semolato e servirlo ben caldo.
Annota bene: a piacere, si può aromatizzare il paradell con un po' di buccia di limone o un cucchiano di estratto naturale di vaniglia.
Anche Beatrice ha apprezzato il paradell cui pomm!

10 commenti:

  1. Mi piace,la farò.
    Buona domenica a te.

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    1. Ciao, Maria. Sappimi dire se ti e' piaciuto il paradell :-)

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  2. anche nella cucina inglese antica esistevano queste frittate dolci con frutta. Nel mio librino sui dolci ne indico alcune nel capitolo su i pudding fritti. Qui si aggiungevano anche gli ingredienti tipici di una (ricca) farmhouse inglese: burro e panna.
    qui un esempio: http://www.sixwives.info/apple-tansey-recipe.htm
    ..mi hai fatto venire voglia di riprovarli, con mele oppure con il primo rabarbaro forzato che qui ora in vendita (quello sottile e bellissimo da vedere_fucsia-rosa)
    + certo che Bea sta avendo un educazione alimentare di prim'ordine, fortunella!

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    1. Caspita,c'e' gia' il rabarbaro? Quest'anno mi sa che compro delle piantine e vedo cosa ne ottengo. Guarda, queste frittelle potrebbero essere considerate "patrimonio dell'umanità" perché, a ben pensarci, le trovi in ogni Paese. Le vendevano anche alle fiere, non fosse che sembrava usassero olio per macchine, tanto era il tanfo di fritto che si spargeva nell'aria. Dovevi vedere come il paradell e' stato apprezzato dalla piccola e dal nonno ;-)) Ogni tanto un bel tuffo nel passato fa proprio bene all'umore.

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  3. Uno di quei dolci a cui non si resiste! Semplice ma troppo goloso!!
    Un abbraccio!!

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  4. Cara Eugenia,
    questa frittatella di mela mi ricorda mia nonna, da lei si mangiava a cena dopo un pezzo di formaggio o una minestra. Che differenza con l'omelette de l'imperatore?
    ci provero' a farla ai bambini. Prima di averli me la facevo per me poi non so perché non abbia continuato... :)

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  5. Ciao, Erika. Sai, queste cose rimangono come sedimentate nella memoria, poi basta un profumo o un certo sapore a riattivare il ricordo e ad accendere la voglia di rifarle.
    Un abbraccio

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  6. lo faceva mia nonna, anche quello semplice senza mele e lo chiamava laciada. Poi mia mamma, con le mele e spesso anch'io, una volta. Grazie per i ricordi che suscita e contenta che viva ancora

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  7. Ciao, Isolina! Vero, la laciada e' l'altro nome del paradell (anche noto come cutizza).
    Un abbraccio

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