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martedì 4 dicembre 2012

Nopi Restaurant. Londra

Dopo aver tanto sentito magnificare, dalla mia amica Francesca, le ricette di Yotam Ottolenghi,  abbiamo avuto il piacere di verificare di persona la sua cucina e di rimanerne soddisfatti. Siamo andati a pranzo al Nopi in un paio di occasioni e in due differenti stagioni dell'anno. Il locale, una specie di bistrot dal tocco raffinato, si trova a nord di Piccadilly, nel quartiere di Soho, al 21-22 di Warwick Street, quasi nascosto tra le altre insegne. L'arredamento è semplice ma ricercato: bianche le pareti piastrellate, chiari i pavimenti in marmo, legno biondo per sedie e bancone del bar. Dal soffitto pendono tante lampade in ottone che, per forma,  ricordano quelle delle sinagoghe. Un paio di settimane fa abbiamo visto - strategicamente piazzate all'ingresso, dietro il banco della receptionist - le copie dell'ultima fatica editoriale dello chef:  Jerusalem, 120 ricette che esplorano i sapori di Gerusalemme. Questo è il marketing, bellezza!

Ingresso


Consiglio, se si è senza prenotazione e non si vuole correre il rischio di una lunga attesa, di arrivare al ristorante allo scoccare dell'Angelus, verso le 12 (massimo 12.15) : troverete il locale semivuoto e vi potrete accomodare in tranquillità. Appena superato l'ingresso, l'occhio viene attirato da un opulento buffet di invitanti insalate, dai colori e dagli abbinamenti cosi' vivaci che stimolano immediatamente l'appetito. La tavola è apparecchiata in modo semplice; niente tovaglia, nessun scintillio di argenti né tintinnar di cristalli.  Il menu cambia spesso, seguendo il mutare delle stagioni, ed  è di ispirazione mediterranea e medio orientale, con qualche accenno asiatico. Tantissimi i piatti vegetariani, anche se non mancano pesce e carne. Quello che intriga di questa cucina, a mio parere, è il sapiente uso delle spezie, l'accostamento fantasioso e inusuale degli ortaggi, sempre freschissimi, la leggerezza delle cotture. Molto buoni i dolci. I prezzi, considerato che siamo nel centro di Londra, sono alti ma non esagerati. Il servizio senza infamia e senza lode.

Vi verra' portato, insieme al menu, del buon pane a lievitazione naturale accompagnato da una ciotolina di olio extravergine dal gusto deciso.


Insalata di quinoa rossa biologica, cipolla di Tropea e crescione


Gamberi saltati  al pepe nero, cetrioli in salamoia e alga kombu
Merluzzo norvegese,  mais, salsicce stagionate e funghi al dragoncello



Insalata di zucca cotta al forno, confettura di pomodoro allo zenzero, salsa di yogurt al lime
Melanzane arrosto, aglio nero, fave piccanti, yogurt e basilico

Merluzzo al latticello speziato, purea di zucca, fagioli mungo e olio di bergamotto
Gelato al caramello e arachidi con salsa al cioccolato
Labneh alla lavanda con rabarbaro al forno e biscotto ai pinoli

14 commenti:

  1. Io a Londra ci sono stata ad aprile per Pasqua e se l'avessi conosciuto prima sarei andata in questo locale, veramente ricercato. Buona notte.

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    1. Sì, Giovanna, è un locale che vale la pena di visitare, se ti piace questo tipo di cucina. Un abbraccio

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  2. Wow ... Sono esterrefatta dinanzi a tanti piatti.. Quei gamberoni mi hanno conquistata. Penso che li dovrò cucinare al piu presto!

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    1. Vaty, a me sono piaciute tantissimo le verdure, specie le melanzane. Avevano una consistenza fondente ed erano aromatizzate con un mix di spezie difficile da decifrare.

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  3. In effetti avrei immaginato un ambiente differente e forse anche una cucina differente.
    Mi colpiscono alcuni dettagli, l'uso di un olio aromatico, di una confettura "speciale", la scioglievolezza dell'aglio nero, ecco.....più i particolari che i piatti in sè!

    Bel reportage....un saluto

    Fabiana

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    1. Fabiana, come te lo immaginavi? Devo dire che io l'ho trovato aderente alle mie fantasie, specie la cucina. Leggendo qualche sua ricetta mi aspettavo queste cose. Come dicevo nel post, mi ha colpita la varietà delle verdure e il modo in cui sono insaporite e abbinate. Questa estate, all'ingresso, c'era una piramide di melanzane, burrata, pomodori confit e basilico che varei tanto voluto assaggiare, ma poi mi sembrava troppo "scontata" (ridicolo!) e ho preferito scegliere altro. Ancora mi rimprovero.

      Un abbraccio

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  4. Bhe non essendo mai stata non posso esprimermi, ma la tua descrizione dettagliata sia dell'ambiente che dei piatti mi hanno fatto desiderare di esserci

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  5. La voglia di provare dal vivo la cucina di Ottolenghi, ce l'ho da quando, con il gruppo dello Starbooks, abbiamo provato alcune ricette di Plenty, a Maggio. Grazie per aver condiviso la tua esperienza cara Eugenia.
    Però, adesso, sono ancora più curiosa di andare in un suo ristorante...
    Un abbraccio

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  6. Ale, anch'io ho Plenty ma non ho mai fatto una ricetta. Appena ho un po' di tempo vengo a vedere che cosa ti ha ispirato del libro di Ottolenghi.
    Ti abbraccio

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  7. Eugenia, grazie per aver scritto le tue impressioni su Nopi! Mi piace molto il tuo modo di scrivere, cosi' fluido, potresti farlo come professione :-)
    Allora continuo ad essere appassionata sperimentatrice di Ottolenghi, nell'attesa, pure io, di poter andare a visitare uno dei suoi ristoranti.
    Io ho the Cookbook, non Plenty, ma tante sue ricette sono disponibili on line.
    Se fate il cerca dentro i libri di Ottolenghi su eatyourbooks
    http://www.eatyourbooks.com/library?q=ottolenghi

    trovate l'elenco di tutte le ricette e le annotazioni di chi le ha provate. Io non ho provveduto ad aggiornarlo, rimediero'.

    Tra l'altro, questo mese, sullo speciale Food del New Yorker c'era un articolo dedicato ad Ottolenghi. Molti non sanno che ha un dottorato di ricerca in filosofia e vincitori di Premi Nobel in famiglia.

    Grazie Eugenia e un carissimo saluto

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  8. Francesca, grazie a te. Tu sai che la mia memoria è labile e se non avessi le foto non ricorderei nulla di quello che ho mangiato o i particolari dell'ambiente. Non sapevo dei titoli accademici dello chef ma, in fondo, la cosa non mi sorprende. Ormai, per stare al passo con i tempi,le pretese di una clientela sempre più raffinata e quelle dei critici gastronomici, non basta avere una buona tecnica e l'esperienza, ma occorre una competenza a 360°. Quasi quasi, rimpiango i bei cuochi ruspanti dei decenni passati (vedi qui lo chef Pedrotti mentre spiega come fare la bechamelle . Ti ringrazio per la segnalazione di quel sito, è davvero interessante, specie per i commenti dei lettori.Lo metto subito tra i preferiti.
    Ti abbraccio

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  9. Ho seguito i tuoi consigli : Nopi 15 giorni fa' e a fine novembre Le Bistrot Gourmande . Mi sono piaciuti entrambi ,certo diversi uno più caotico e l'altro più tranquillo ,famigliare , ma mangiato molto bene in tutte e due .Grazie per queste guide gastronomiche , ciao Cris

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