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giovedì 18 ottobre 2012

Quel dolce sapore d'autunno: la cotognata


Come ogni anno in questo periodo, la mia amica Teresa mi fa dono di un bel canestro di mele cotogne provenienti dal suo giardino in campagna; frutti coltivati senza nessun additivo chimico e perciò ancora più graditi. Questa volta, però, non avevo molta voglia di preparare le solite confetture (ad agosto ho praticato un radicale repulisti nella mia dispensa, eliminando un sacco di conserve che stavano lì dal Paleolitico); ho così deciso di fare un po' di cotognata, un dolcetto che risveglia in me agro-dolci memorie d'infanzia. Il risultato lo potete vedere: tanti deliziosi quadretti di uno splendido colore arancione, che rallegreranno i miei dopocena invernali.

COTOGNATA



Mele cotogne
zucchero semolato (75% del peso delle mele una volta cotte)
1 stecca di vaniglia

Pulire molto bene le cotogne, eliminando la peluria che le riveste con l'aiuto di una matassina in filo d'acciaio. Lavarle in più acque; privarle di eventuali parti ammaccate e deporle, senza sbucciarle, in una capace pentola. Coprirle di acqua fredda e farle cuocere, coperte, fino a quando la polpa diventerà morbida. Versarle con delicatezza in uno scolapasta appoggiato sopra un recipiente (servirà per raccogliere il prezioso succo che perderanno) e, quando saranno intiepidite, privarle della buccia e dei semi. Pesare la polpa così ottenuta e calcolare il 75% del suo peso in zucchero. Versare polpa, zucchero e succo in un'ampia casseruola dal fondo pesante; unire il baccello di vaniglia tagliato in due longitudinalmente e cuocere, scoperto, finchè il tutto diventerà sodo e asciutto. Versare la purea di cotogne in uno stampo ricoperto di carta forno, stendendola ad un livello di 1 o 2 centimetri. Lasciar asciugare la cotognata per almeno un giorno, girandola spesso. Per sicurezza, si può farla asciugare in forno ventilato a circa 50°C per due o tre ore. La mia era veramente ben cotta ed asciutta e c'è voluto solo un giorno di asciugatura all'aria. Alla fine, tagliarla in tanti dadini che si cospargeranno su ogni lato con abbondante zucchero semolato. Lasciare all'aria ancora per una giornata, prima di riporre la cotognata in scatole a chiusura ermetica: si conserverà a lungo.


17 commenti:

  1. Molto carini questi quadretti, sembrano delle caramelle. Un'idea veramente geniale,complimenti.Ciao.

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  2. Ogni anno faccio la cotognata e non la pubblico mai....ti è venuta perfetta,brava.
    Un abbraccio.

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  3. Che bello rileggerti, aspetto sempre le tue ricette. Ho le cotogne e voglio provare..!
    A presto!

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  4. Ci credi che la mangiai in spagna anni fa?Là è molto popolare e la trovi in ogni supermercato sai?
    Beh, dicono bene, la tua è perfetta!
    bacione

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  5. mmm... mi attirano moltissimo, li dovrò provare!

    volevo farti i complimenti per il blog, l'ho scoperto da poco per caso ma ho già sbirciato altre tue ricette, tutte bellissime! brava! mi sono anche aggiunta ai lettori fissi :)
    da poco ne ho uno anch'io, passa a visitarlo se ti va!
    a presto,
    Michela

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  6. già si è fortunati ad avere una materia prima di provenienza certa, completi è sempre piacevole la cotognata, hai saputo valorizzarla al meglio

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  7. Non l'ho mai preparata, deve essere molto buona!
    Grazie cara, un abbraccio

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  8. questi sono sapori che mi riportano indietro nel tempo...bellissima ricetta Eugenia, un abbraccio e buona domenica!

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  9. Grazie a tutti di cuore! Ci rileggiamo presto!

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  10. buona!!!anch'io la preparo quasi ogni anno...bella la tua presentazione..fatta a quadretti..io mi diverto a fare le forme piu' svariate...complimenti!

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    1. Ciao, Nini'! Trovo sia un buonissimo modo per consumare le cotogne ed anche una sana merenda da offrire ai bambini.

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  11. Bentrovata Eugenia!
    Conosco il tuo blog prima ancora che nascesse il mio, quindi mi fa piacere seguirti!
    Complimenti!

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    1. Ciao, Any. Grazie dei complimenti. A presto rileggerti

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  12. la cotognata riporta anche me all'infanzia, la faceva la mia nonna e la usava per farcire dei dolcetti deliziosi che non so più come rifare...

    intanto potrei cominciare dalla cotognata, però. ti è venuta benissimo, ha un colore splendido!

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    1. Grazie, Gaia. La cotognata è davvero una delizia d'altri tempi e sono contenta che molte di noi tengano viva questa tradizione del passato.
      un abbraccio

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  13. Eugenia carissima,

    Ti ringrazio per il tuo commento. Aspetto che si accorcino le giornate e che il freddo arrivi a chiudermi in casa, allora chissà mai che mi metta ad aggiornare il mio blog, che giace immobile come i vasetti di marmellata nascosti in cantina.
    Sai, non credevo che la professione di pensionato fosse così attiva, e di chiudermi in casa proprio non se ne parla.
    Uso facebook perché è più semplice ed immediato,peccato che tu non sia iscritta.

    a presto

    sergio

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  14. Sergio, sono molto contenta di rileggerti e ti esorto a continuare a scrivere sul blog (anch'io, negli ultimi tempi, ho pochissimo tempo da dedicarci ma spero sempre di rifarmi del tempo perduto). Per quanto riguarda la vita del pensionato, che ti devo dire? Anche mio marito è andato in pensione a febbraio ma è come se non avesse mai smesso di lavorare.Meglio così, perchè non ce lo vedo proprio in poltrona, giornale e pantofole :)
    A presto
    Eu

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