venerdì 29 agosto 2008

Zuppa di fichi

E' un dessert buonissimo, di stagione, che vi sorprenderà per la finezza del gusto. La ricetta è di Orsy, cara amica e moderatrice del forum Altrotempo. Cos'altro aggiungere? Provatelo!!!


Ecco come preparare la superlativa zuppa di fichi, con le parole di Orsy.

Non l’ho elaborata io: mi è stata insegnata anni e anni fa da un giornalista gastronomo che non ha specificato se l’idea era sua. Per parte mia sono stata abbastaza discreta da non fare domande. Una volta tanto.
Mi sono limitata - facendola e rifacendola - a mettere a punto le dosi.
E’ deliziosa – io stessa l’adoro, il che è tutto dire - ed è molto semplice da fare anche se richiede due o tre operazioni diverse.
Aggiungo un’ultima cosa: il pandispagna lo si può trovare bell’e fatto in una buona pasticceria ma in questo caso preferisco senz’altro prepararlo io, tanto è roba abbastanza svelta. Di fattura domestica, ha una leggerezza e una delicatezza particolare che qui hanno buona importanza. Molto consigliabile farlo il giorno prima o almeno 7-8 ore prima.

Per 6 persone
(Ma l’ho visto far fuori da 4)

Pandispagna:
3 uova, 75 g di farina 00, 50 g di zucchero, la scorza grattugiata di mezzo limone. Burro e farina per lo stampo.

Per la crema:
2 tuorli, 50 g di zucchero, 25 g di farina 00, 2,5 dl di latte, la scorza grattugiata di 1/3 di limone.

Per la guarnizione:
700 g di fichi a polpa bianca molto maturi(quelli piccoletti e dolci dolci); 150 g di zucchero; 1 dl (anche 1,5) di acquavite di pera o di pesca, o di Kirsch; 300 g di panna montata non dolcificata.

Pandispagna: Montate i tuorli con lo zuchero e la scorza di limone. Incorporatevi gli albumi già montati a neve e, al tempo stesso, la farina facendola cadere da un colino. Versate il composto in uno stampo a cassetta lungo 24 cm, già imburrato e infarinato. Ponete a cuocere nel forno già caldo, 180°C, per 35-40 minuti circa.

Crema:
In una piccola casseruola a fondo pesante riunite i tuorli, lo zucchero, la farina e la scorza di limoni. Mescolate fino ad avere una composto liscio (2 minuti). Aggiungete lentamente (soprattutto all’inizio) il latte caldo ma non bollente. Ponete il recipiente su fiamma bassa e, sempre mescolando, fate cuocere - senza lasciare giungere a bollore - fino a che la crema è densa (anche qui, pochi minuti). Fate intiepidire, coprite con pellicola di plastica e poco dopo mettete in frigorifero.

Guarnizione:
Sbucciate i fichi ma lasciateli interi, passateli in una casseruola in cui stiano comodamente, bagnateli con metà del liquore e fateli cuocere per 5 minuti, su fiamma moderata, mescolando ogni tanto con mano leggera. A parte, in un padellino, fate caramellare leggermente lo zucchero: appena sarà di un biondo intenso versatelo sui fichi, mescolate brevemente e subito spegnete la fiamma. Lasciate raffreddare.

Tagliate il pandispagna a fette di poco più di 1 cm (eliminando la parte iniziale e finale). Dividetele a metà (solo per comodità) e allineatele ben vicine in un recipiente, a pareti alte 2-3 dita, diciamo 24 x 20 cm, che possiate presentare in tavola, possibilmente rettangolare o quadrato (di nuovo: solo per comodità). Spruzzatele con il liquore rimasto. E’ probabile che vi avanzi del pandispagna. Lo mangiate a colazione. (Leggermente tostato, spalmato di burro e poi di miele è da sballo.)
Su questo distribuite la composta (si chiamerà così?) di fichi, che risulterà piuttosto umida. Lasciate riposare in frigorifero per un’ora o due.

Amalgamate la crema – ormai ben fredda – alla panna montata. Con questo composto coprite il dolce. Lasciate in frigo per un’altra mezz’ora. O anche un paio d’ore se torna bene.
Non ricorro a decorazioni di alcun genere: si presenta questa cosa un po’ amorfa… e poi si scopre cos’è.




9 commenti:

  1. che bella e interessante proposta! grazie a te eugenia e grazie ad orsy!

    questa ricetta m'avvince come inedita e molto promettente per i miei gusti!

    eugenia al solito laboriosa e dalle scelte felici!

    un caro saluto per te!

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  2. la ricetta l'avevo appuntata, ora che ci sono anche le foto non ho più scuse.

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  3. Splendida ricetta che ti fa venire voglia di dire: magari me la fossi inventata io. Deroga alla dieta stretta? Mio suocero ha un albero di questi meravigliosi fichi ...

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  4. Eugenia, vuoi scommettere che la faccio fuori anche da solo?!
    è una ricetta da sultani, odalische, mille e una notte, saluti golosi, cat

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  5. Che piacere aver scoperto il tuo blog!!!!!
    Un saluto affettuoso

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  6. anch'io ce l'ho tra le ricette da fare...l'ultima volta mni tradirono i fichi, sparendo dai banchi del mercato.

    ciao, eu!

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  7. Ciao! Sono davvero fantastiche tutte le tue creazioni!! Devono essere deliziose!! Avrei una domanda da farti!!
    Ho provato di recente a fare la meringa svizzera che hai utilizzato nella meringata di rossana! E' venuta una meraviglia, impasto molto compatto ( ho cotto per 2 ore a 110° in forno ventilato) a fine cottura risultano perfette, croccanti e asciutte!
    L'unico mio problema è che dopo 1 o 2 ore la meringa diventa molla! e non capisco come mai! ( anche se la metto in frigo)!
    Potresti darmi una risposta o dei consigli su come fare per non farla "mollare"? Forse l'ho cotta poco?
    Attendo con ansia una tua risposta!( Ho sempre avuto problemi con le meringhe e queste sono davvero perfette a parte questo problema quindi spero sul serio nel tuo aiuto)
    Grazie mille!!
    Luciana

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  8. Carissimi amici, con un po' di ritardo vengo a ringraziare dei gentili commenti e a porgere il benvenuto ai nuovi arrivati. La zuppa di Orsy è veramente squisita e queste foto, scattate un paio d'anni orsono utilizzando, ahimé, dei fichi fioroni (si era a giugno), non rendono bene l'idea. Tra l'altro, anche la ricetta del suo Pan di Spagna ha le dosi perfette per uno stampo da cake rettangolare, ed io l'ho adottata quando voglio fare una zuppa inglese degna di questo nome.

    @ Luciana: la meringa, secondo la mia modesta esperienza, è una delle preparazioni che più teme l'umidità e la conservazione in frigo mi sembra deleteria. Una volta cotta e fatta raffreddare (senza lasciarla troppo all'aria: l'umidità degli ambienti varia di casa in casa) va subito riposta in vasi di vetro a tenuta ermetica. Personalmente, considerate le caratteristiche del mio forno, cuocio molto più a lungo le meringhe ed a una temperatura inferiore, circa 50°C. Ti accorgi che sono pronte quando non presentano nessuna traccia di appiccicaticcio. Riposte nei vasi di vetro a me durano anche più di un mese, rimanendo perfettamente asciutte e friabili. Spero di esserti stata utile.

    un caro saluto a tutti
    eugenia

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  9. fatta! e il giorno dopo ha piovuto!

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