Il contenuto di questo sito può essere riprodotto dopo aver contattato l'autore solo a condizione che ne venga citata chiaramente la fonte, che non venga utilizzato a scopi commerciali e che non venga alterato o trasformato.

mercoledì 24 febbraio 2016

Coda di rospo in stile malese

Partendo da una ricetta in un cui si usava del pollo, sono arrivata a questo piatto di pesce stufato che mi ha piacevolmente sorpresa per il gusto equilibrato, dove le spezie non prevaricano mai sul sapore complessivo e il latte di cocco, che ho aggiunto con parsimonia rispetto alla traccia originale, dona una nota dolce senza cadere nella stucchevolezza. Le piccole code di rospo che ho utilizzato sono in vendita surgelate ma nulla vieta di usare pesce fresco e di altro tipo.

CODA DI ROSPO IN STILE MALESE

Ingredienti per 2 persone
400 g di piccole code di rospo (o un trancio unico)
sale fino
uno spruzzo di succo di lime
100 g di cipolla bionda
2 grossi spicchi d'aglio
2 peperoncini rossi freschi, mediamente piccanti (25g)
1 gambo  di citronella (lemongrass), privata delle prime guaine e tagliata in segmenti
12 g di zenzero fresco, grattugiato
olio d'arachide
1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
1 pezzetto di cannella
2 fiori di anice stellato
3 foglie secche di lime kaffir
200 ml di latte di cocco
200 ml di brodo di verdure
1 cucchiaino colmo di triplo concentrato di pomodoro
1 pizzico di zucchero di canna
uno spruzzo di salsa di pesce

Lavare le code di rospo e privarle della pelle nera. Asciugarle con della carta da cucina;metterle su un piatto;  salarle e cospargerle con un po' di succo di lime. Lasciarle ad insaporire per 15 minuti. Mettere nel robot da cucina la cipolla, tagliata in pezzi; l'aglio; i peperoncini (privati di semi e filamenti); lemongrass; zenzero e un paio di cucchiai di olio. Frullare fino a ridurre tutto in una pasta grossolana. Scaldare un po' di olio in un tegame dal fondo pesante. Aggiungere questa pasta e farla soffriggere a fuoco medio per 2 minuti. Unire l'anice stellato, la cannella, le foglie di lime keffir e la curcuma; soffriggere per un altro paio di minuti, quindi allungare con il latte di cocco e il brodo vegetale, stemperando bene. Mettere il coperchio e cuocere per una decina di minuti, trascorsi i quali si unirà anche il concentrato di pomodoro, amalgamandolo con cura. Proseguire la cottura, sempre coperto, per altri 5 minuti. Immergere nel profumato intingolo le code di rospo, facendole cuocere per 10 minuti circa. Completare la salsa con un pizzico di zucchero e uno spruzzo di salsa di pesce. Assaggiare e regolare di sale. Servire il pesce con un mix di riso rosso e ribe integrali  mescolati a  zizzania,  soffritto con  burro, cipollotto tritato, alloro e coperto di brodo vegetale fino a lento assorbimento.

giovedì 18 febbraio 2016

Brownies alle noci macadamia e cubetti di caramello alla panna

Dopo aver provato la ricetta di Fortnum&Mason, trovandola una delle migliori finora testate, ho deciso di farne una versione personale eliminando il cioccolato bianco e sostituendolo con dei cubetti di caramello alla panna che avevo comprato ala Migros. Ho diminuito di poco la dose dello zucchero di canna ed ho utilizzato della farina autolievitante, più per una mia paranoia personale che per vera necessità. Per finire, non ho ritenuto necessario decorarli in alcun modo (niente cacao o zucchero a velo), poiché la superficie del brownie era già molto attraente così.

 BROWNIES ALLA NOCI MACADAMIA E CUBETTI DI CARAMELLO ALLA PANNA
Ingredienti per uno stampo quadrato da 20 cm per lato

200 g di cioccolato fondente, 50% di cacao minimo (io ho usato  Valrhona Noir Caraïbe 66% di cacao)
175 g di burro
3 uova grandi
210 g di zucchero di canna chiaro
un pizzico di sale
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
100 g di farina autolievitante
150 g di noci macadamia, tostate e tritate grossolanamente
100 g di cubetti di caramello alla panna

Preriscaldare il forno a 160°C. Mentre il forno arriva in temperatura, tostarvi leggermente le noci macadamia. Farle poi raffreddare e tagliuzzarle molto grossolanamente con la lama di un coltello. Imburrare lo stampo e foderarlo con carta forno. Tagliare il cioccolato fondente e il burro in pezzetti; metterli in un recipiente  resistente al calore e fonderli a bagno-maria (o nel microonde regolato a 500W di potenza). In una ciotola, battere con le fruste elettriche le uova con lo zucchero, un pizzico di sale e la vaniglia, finché si formerà una massa densa e gonfia (occorreranno circa 8-10 minuti). Unire la miscela cioccolato+burro  ormai tiepida, la farina, le noci macadamia e i cubetti di caramello alla panna. Versare nello stampo; livellare la superficie con una spatola; cuocere per 25 minuti, fino a quando la parte superiore si sarà rassodata e cederà leggermente al tatto. Lasciare nel forno spento ancora 5 minuti; in seguito, estrarre dal forno e far raffreddare nello stampo. Tagliare a cubetti e servire. Gli avanzi si possono conservare in una scatola a tenuta ermetica fino a cinque giorni.
Annota bene: se non riuscite a trovare i cubetti di caramello alla panna, sostituiteli con pari peso di caramelle mou classiche tagliate a cubetti.

martedì 16 febbraio 2016

Brownies alle noci macadamia e al cioccolato bianco

Per celebrare la lunga e felice associazione tra la storia del tè in Inghilterra e quella di Fortnum&Mason, il blasonato negozio ha deciso di pubblicare un piccolo libro - Tea at Fortnum&Mason - che contenesse anche  tutti i consigli degli esperti su come scegliere, fare e bere un buon tè, oltre ad una raccolta di 45 ricette per rendere delizioso questo rito pomeridiano. Oltre ai classici tramezzini, scones, meringhe, lemon curd, torte  e dolcetti vari, non poteva mancare la ricetta dei brownies che, personalmente, ho trovato una delle migliori finora provate.

BROWNIES ALLE NOCI MACADAMIA E AL CIOCCOLATO BIANCO
Da "Tea at Fortnum & Mason"

Ingredienti per uno stampo quadrato da 20 cm per lato

200 g di cioccolato fondente, 50% di cacao minimo (io ho usato  Valrhona Le Noir 61% di cacao)
175 g di burro non salato
3 uova grandi
225 g di zucchero di canna muscovadochiaro
100 g di farina 00, setacciata
100 g di noci macadamia, tostate e tritate grossolanamente
100 g di cioccolato bianco, tritato in piccoli pezzi
cacao in polvere, per decorare (io ho usato zucchero a velo)

mie aggiunte:
un pizzico di sale
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia

Preriscaldare il forno a 180°C (io a 160°C). Imburrare lo stampo e foderarlo con carta forno. Tagliare il cioccolato fondente e il burro in pezzetti; metterli in un recipiente  resistente al calore e fonderli a bagno-maria (o nel microonde regolato a 500W di potenza). In una ciotola, battere con le fruste elettriche le uova con lo zucchero, il sale e la vaniglia,  finché si formerà una massa densa e gonfia (occorreranno circa 8-10 minuti). Unire la miscela cioccolato+burro  ormai tiepida, la farina, le noci macadamia e il cioccolato bianco. Versare nello stampo; livellare la superficie con una spatola; cuocere per 25 minuti, fino a quando la parte superiore si sarà rassodata e cederà leggermente al tatto. Far raffreddare nello stampo. Spolverare il dolce con del cacao amaro fatto scendere da un setaccino (o con zucchero a velo). Tagliare a cubetti e servire. Gli avanzi si possono conservare in una scatola a tenuta ermetica fino a cinque giorni.

Annota bene: l'interno morbido è una caratteristica unica del brownie e si ottiene montando a lungo le uova con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza moussosa. Altro fattore importante per la buona riuscita  del brownie è la cottura, che non deve mai essere troppo lunga o si otterrà una torta comune.

sabato 13 febbraio 2016

Radicchio tardivo all'aceto balsamico, miele e mandorle tostate

Una delle eccellenze del nostro panorama agricolo-gastronomico e' il radicchio tardivo di Treviso. Ripassato in padella, con l'aggiunta di un po' di miele, aceto balsamico tradizionale (altra "perla" nazionale) e un po' di mandorle tostate, si marita alla perfezione con dei piatti dal gusto dolce, che bilanciano le note amare della verdura. Io l'ho servito semplicemente con dell'ottima ricotta di mucca, comprata in un caseificio della mia zona.  

RADICCHIO TARDIVO ALL'ACETO BALSAMICO E MANDORLE TOSTATE 

Ingredienti per 2 persone
2 cespi di radicchio rosso di Treviso I.G.P. tardivo
1 filo d'olio extravergine
1 scalogno, sbucciato e diviso a metà
sale fino
pepe bianco dal mulinello
1 cucchiaio di miele di acacia
aceto balsamico tradizionale di Modena
40 g di mandorle affettate, tostate a secco in padella antiaderente

Lavare con cura i cespi di radicchio. Scuoterli per far cadere l'eccesso d'acqua; pelarne il gambo, lasciandone circa 4 cm. Dividere il cespo a metà e ogni metà in due o tre pezzi. Scaldare l'olio in un wok, insaporendolo con lo scalogno. Farvi saltare a fiamma alta l'insalata, agitando il wok per non  dover usare il cucchiaio di legno, che potrebbe rovinare l'integrità dei cespi. Dopo qualche minuto, aggiungere il miele e sfumare con un  filo di aceto balsamico, agitando sempre il tegame per far assorbire il condimento. Salare e pepare. Lasciare sul fuoco ancora qualche istante, poi eliminare lo scalogno e versare nel piatto da portata,  guarnendo con le mandorle tostate.

martedì 9 febbraio 2016

Torta di mele 10. La torta che gusteresti da Fortnum & Mason

Questa ricetta l'ho scovata nel piccolo volume Honey & Preserves, venduto da Fortnum & Mason, l'iconico marchio inglese universalmente conosciuto per il suo stile e la sua eleganza e, soprattutto, per essere fornitore - anche della Casa Reale - di tè e alimenti della migliore qualità. Il Grande Magazzino è famoso per i suoi cesti regalo in cui, spesso, viene incluso un assortimento di mieli e di conserve sia dolci che salate; da qui l'idea di pubblicare un libro dedicato a questi prodotti. Nel libro si  racconta l'affascinante storia delle conserve di questa celebre casa e del perché Fortnum & Mason continui ad utilizzare certi antichi metodi di fabbricazione; inoltre, vengono narrati molti aneddoti e storie (ad esempio, come è stato possibile creare un alveare sul tetto del negozio di Piccadilly , con le api che si nutrono del polline dei  giardini di Buckingham Palace, St. James Park e Clarence House ) oltre a 50 deliziose ricette a base di mieli, confetture, chutney e altre conserve del famoso negozio. La loro "Cox's apple cream tea cake" è una torta deliziosa, con un gusto finissimo grazie alla presenza del miele e della doppia panna, che io ho sostituito con la crème fraîche. Non disponendo di mele Cox, ho usato le Ambrosia, macerando quelle fatte a dadini in un po' di limone e zucchero di canna e per il miele mi sono servita di quello prodotto dalla famiglia della mia amica Teresa, genuino e buono quanto quello di F&M. Seguendo le direttive del marito, ho lasciato cuocere il dolce un po' più a lungo perché  al consorte piace la superficie  brunita, ma voi regolatevi secondo i vostri gusti.

TORTA DI MELE 10
Cox's apple cream tea cake



Ingredienti per una tortiera quadrata da 20 cm per lato
150 g di burro, morbido
75 g di zucchero semolato
75 g di miele di acacia
3 uova, a temperatura ambiente
250 g di farina autolievitante
1 cucchiaino di lievito per dolci
3 mele Cox (io ho usato mele Ambrosia)
25 g di zucchero di canna
100 g di doppia panna (io ho usato la crème fraîche)
un pizzico di sale
2 cucchiai colmi di confettura di albicocche
scorza grattugiata di 1/2 limone, non trattato
1 cucchiaio di succo di limone


Imburrare uno stampo quadrato di 20 cm per lato (o uno tondo diametro 24 cm). Appoggiarvi sul fondo un foglio di carta forno tagliato a misura, facendo debordare la carta sui bordi (lo stratagemma servirà per estrarre la torta dallo stampo afferrando le due maniglie di carta). Sbucciare due mele, tagliarle in quarti e privarle del torsolo. Tagliare ogni quarto in tre pezzi per la lunghezza, riducendo poi tutto in dadini. Versare in una ciotola e coprire con il succo di limone e lo zucchero di canna. Mettere il burro, tagliato a pezzetti, in una ciotola e cominciare a montarlo con le fruste elettriche. Unire la scorza grattugiata del limone, lo zucchero semolato e il miele, continuando a montare per almeno 5', fino a che il composto diventerà soffice e chiaro. Unire le uova, uno alla volta, sempre battendo con le fruste. Infine, a bassa velocità', incorporare la farina setacciata con il lievito e il sale. Per ultimi, aggiungere la crème fraîche e poi le mele a dadini. Mescolare con cura.Versare il preparato nello stampo, lisciando la superficie. Sbucciare la terza mela, privarla del torsolo con l'apposito strumento e tagliarla a fettine di 3 mm con l'aiuto di una mandolina. Tagliare ogni fetta in due semicerchi, appoggiandoli poi, leggermente sovrapposti, sulla superficie del dolce. Cuocere in forno moderato (170 gradi circa) per 45 minuti o fino a quando uno stecco inserito al centro della torta ne uscirà pulito. In un pentolino, scaldare la confettura insieme ad un cucchiaio di acqua, mescolando bene. Pennellarla sulle fettine di mela per lucidare il dolce. Aspettare che la torta si sia intiepidita prima di estrarla dallo stampo.
 

lunedì 8 febbraio 2016

Pilaf di riso integrale con funghi portobello e spinaci

L'altra sera ho sperimentato questa ricetta che mi è parsa davvero buona. Sono partita da un piatto a base di riso basmati, kale e funghi portobello apparso su uno degli ultimi numeri del magazine Delicious, elaborandolo secondo il mio estro. La cosa più lunga da cuocere è il riso, per cui bisogna calcolare almeno 45 minuti, ma la consistenza finale è molto più gradevole rispetto a un basmati. Il gusto dei funghi è interessante e si combina perfettamente con il resto degli ingredienti.
Se la pietanza viene preparata per dei celiaci, oltre alla cautela di lavorare in un ambiente e con attrezzi non contaminati, si verifichi che tutti gli ingredienti a rischio abbiano il simbolo della spiga barrata, oppure siano presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia o riportino sulla confezione la scritta "senza glutine".

PILAF DI RISO INTEGRALE CON FUNGHI PORTOBELLO E SPINACINI
 
Ingredienti per 4 persone

Per il pilaf di riso integrale
225 g di riso integrale (ho usato un mix di riso Ribe lungo integrale, riso rosso integrale e riso selvatico (zizania acquatica)
25 g di burro
2 cucchiai di olio extravergine
2 grossi cipollati (65g), tritati
700 g circa di acqua bollente
sale fino

Per i funghi
500 g di funghi portobello
10 g di burro
1 cucchiaio di olio extravergine
sale
foglioline di timo
1 grosso spicchio d'aglio, tagliato in due
2 cucchiai di prezzemolo tritato
sale

e inoltre
70 g circa di spinacini baby
foglioline di basilico
parmigiano reggiano, tagliato a lamelle con il pelapatate


In un largo tegame dal fondo pesante (io ne uso uno di ghisa da 30 cm di diametro)far appassire, nel burro e nell'olio, i cipollotti. Unire il riso, mescolando per un minuto per fargli assorbire il condimento. Versarci sopra l'acqua bollente, leggermente salata. Chiudere con un coperchio; abbassare la fiamma e cuocere, senza più mescolare, per circa 40-45 minuti. Trascorso questo tempo l'acqua dovrà essere completamente evaporata e il riso dovrà presentarsi asciutto e ben sgranato. Mentre il riso cuoce, lavare velocemente sotto acqua corrente i funghi portobello. Per prepararli correttamente occorre togliere i gambi, che sono molto fibrosi; questo non significa che devono essere gettati ma si potranno aggiungere ad un brodo o a delle zuppe di verdura. Asciugare le cappelle con cura e tagliarle a fette (generalmente si consiglia di eliminare anche le lamelle sottostanti ma a me non danno fastidio e le lascio). Scaldare in un wok l'olio e il burro, profumando con lo spicchio d'aglio e le foglioline di timo. Far saltare i funghi, a fiamma vivace, per circa 7 minuti. Se producessero molta acqua, scolarla bene e far asciugare a fiamma alta. Salare con moderazione. A fine cottura, spolverare con 1 cucchiaio di prezzemolo tritato. Tenere in caldo. Quando il riso sarà pronto, aggiungere i funghi, mescolando brevemente. Unire anche gli spinacini; rimettere il coperchio e attendere un minuto per permettere alle foglie di appassire leggermente. Scoperchiare; dare una breve rimescolata e aggiungere il resto del prezzemolo e qualche fogliolina tenera di basilico. Prima di servire, cospargere il riso con una manciata di lamelle di parmigiano.

venerdì 5 febbraio 2016

Crema di lattuga e patate

Qualche sera fa, mia figlia Alessia mi ha inviato su WhatsApp la foto di questa bellissima crema di verdure, che lei stessa aveva appena preparato seguendo una ricetta de La Cucina Italiana (il numero di settembre 2015, se non ricordo male). Nella sua semplicità, è proprio quel tipo di ricetta che funziona bene per chi ha poco tempo perché permette di ottenere un piatto gradevole al palato e stuzzicante alla vista. Inoltre, aiuta a smaltire qualche cespo di insalata che staziona da giorni nel frigo (a me succede SEMPRE!).

CREMA DI LATTUGA E PATATE
da una ricetta del mensile La Cucina Italiana
Ingredienti per 4 persone
500 g di patate
150 g di lattuga
80 g di caprino
fettine di pancetta (Alessia ha usato fettine di bacon)
1 gambo di sedano con le sue foglie
1 scalogno
olio extravergine d'oliva
sale pepe
erba cipollina

Portare a bollore 800 g di acqua con il gambo di sedano e le sue foglie, qualche grano di pepe, uno scalogno sbucciato e tagliato a pezzetti e un po’ di sale. Dopo 5’ unire le patate, sbucciate e affettate sottilmente. Cuocere per 20’. Negli ultimi 30 secondi, unire anche la lattuga, mondata e tagliata a pezzetti. Frullate tutto nel robot da cucina, ottenendo una crema. Abbrustolire in padella le fettine di pancetta finché non saranno croccanti. Tagliare a fette il pane e, con l'aiuto di un coppapasta,  ritagliarvi 16-20 crostini tondi (ø 3 cm). Farli rosolare in padella con un filo di olio per 2-3’. Guarnire i crostini tostati con il caprino, aiutandosi con una tasca da pasticciere; completare con erette aromatiche a piacere e servirli insieme alla zuppa e alla pancetta.

Altre deliziose ricette di Alessia le trovate raccolte qui.
   

giovedì 4 febbraio 2016

Torta di mele 9.La torta di mele ubriaca. Beschwipster Apfelkuchen (Kronstädter Apfelkuchen)

Ecco la ricetta della torta che non mi ha pienamente soddisfatto. Mentre la base era piuttosto buona, è stato lo strato di mele a non convincermi. Non sapeva di molto e nemmeno l'aggiunta della cremina a base di uova, burro, zucchero e distillato è servita a renderlo più saporito. Inoltre, il Calvados si faceva prepotentemente sentire e benché io non sia contraria ad aromatizzare i dolci con liquori vari, questa volta l'aggiunta mi è sembrata quanto mai invadente. Forse dovevo cuocere  più  a lungo le mele per renderle più fondenti, o sostituire il burro della crema con della panna, che avrebbe ammorbidito la frutta rendendo il tutto più "budinoso". Se non avessi altre ricette da sperimentare proverei a rifarla, ma per ora aspetto di leggere i vostri consigli per migliorarla.
TORTA DI MELE UBRIACA
 ricetta dal sito Rezeptwiese
Ingredienti per uno stampo rotondo a cerniera,  da 24 cm di diametro
Per la base
180 g di farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
90 g di burro, morbido
50 g di zucchero
1 bustina di zucchero vanigliato (io 1 cucchiaino di essenza naturale di vaniglia)
un pizzico di sale

Per la farcitura
750 g di mele
2 cucchiai di uvetta sultanina (facoltativo)
4 cucchiai di zucchero
5 cucchiai di Whisky o Rum (io Calvados)
1 cucchiaio di granella di zucchero (io ho usato zucchero normale)

Per la copertura
30 g di burro, morbido
30 g di zucchero
1 bicchierino di whisky (Calvados)
2 uova

Per la farcitura: innanzitutto preparare le mele. Sbucciarle, privarle del torsolo e tagliarle a fettine sottilissime. Metterle in una ciotola insieme all'uvetta - lavata e asciugata, allo zucchero e al Calvados. Mescolare bene e lasciar insaporire un paio d'ore (è possibile lasciare la ciotola in frigo per tutta la notte). Mescolare di tanto in tanto. Preriscaldare il forno a 180°C. Ungere di burro (e infarinare) lo stampo o foderarlo con carta da forno. 
Per la base: setacciare in una ciotola la farina con il lievito. Aggiungere un pizzico di sale, lo zucchero, il burro e la vaniglia. Lavorare con la punta delle dita fino a formare un composto sbricioloso. Ricoprire con esso il fondo e i bordi dello stampo, premendo per farlo aderire bene. Disporvi sopra le fettine di mela e l'uvetta scolate dal Calvados, cospargendole con un cucchiaio di zucchero. Cuocere in forno caldo per 30 minuti.
Per la copertura: mentre la torta cuoce, preparare una crema mescolando il burro morbido con lo zucchero (usare un frullino elettrico) e aggiungendo successivamente le uova e un bicchierino di distillato. Trascorsi i 30 minuti di cottura, versare sopra la torta questa crema e dare altri 15 minuti, fino a quando la superficie apparirà dorata. Aspettare qualche minuto prima di sganciare i bordi dello stampo e trasferire la torta su un piatto di portata. Si serve tiepida, con una pallina di gelato o fredda con della panna montata.

mercoledì 3 febbraio 2016

Flan di carciofi con salsa al Castelmagno

La piacevolezza di questo antipasto è pari alla sua comodità di esecuzione. I flan si possono preparare e cuocere il giorno prima, conservandoli in frigo e riscaldandoli nel microonde il giorno successivo. La salsa al Castelmagno, con il suo sapore deciso, si sposa molto bene con le note dolci del flan.  
FLAN DI CARCIOFI CON SALSA AL CASTELMAGNO

 Ingredienti per 8 stampini monouso

Per la salsa al Castelmagno
25 g di farina
25 g di burro
8 dl di latte fresco intero
100 g di Castelmagno grattugiato

Sciogliere in un tegamino il burro; aggiungere la farina, stemperandola nel grasso caldo. Unire, poco alla volta, il latte. Portare a bollore e cuocere, a fiamma bassa e mescolando continuamente, per circa 8 minuti. La besciamella dovrà risultare abbastanza lenta perché l'aggiunta del formaggio la addenserà al punto giusto. Dalla salsa ottenuta, prelevarne 150 g che serviranno per il flan di carciofi. Aggiungere al resto il formaggio Castelmagno, facendolo sciogliere su fiamma debolissima. Tenere in caldo e allungare con altro latte caldo se vi dovesse sembrare troppo densa.

Per i flan
4 grossi carciofi con le spine
succo di 1/2 limone
1 scalogno, tritato (30 g)
2 cucchiai di olio extravergine
sale fino q.b.
20 g di parmigiano grattugiato
2 uova
150 g di besciamella
noce moscata q.b.
200 g di ricotta vaccina
burro per ungere gli stampini


Mondare i carciofi togliendo le foglie più dure, tagliando le spine e lasciando un po' di gambo, che si provvederà a scortecciare con il pelapatate.  Aprirli a metà,  scartando l'eventuale fieno interno. Man mano che vengono pronti, immergerli in una bacinella colma d'acqua acidulata con il succo del mezzo limone. Infine, scolarli, asciugarli e tagliarli a fettine sottili.  Far stufare lo scalogno in un filo d'olio e poca acqua; quando sarà diventato tenero, aggiungere i carciofi, mescolando bene. Salare; versarci sopra mezzo bicchiere d'acqua calda e cuocere, coperto, per 10-15 minuti circa o fino a quando i carciofi saranno diventati ben teneri ed asciutti.  Farli intiepidire poi frullarli. Si dovrebbero ottenere 270 g di purea. Unire alla purea le uova, 150 g di besciamella (tolta dalla dose preparata per la salsa), la ricotta e una grattugiata di noce moscata. Mescolare bene poi completare con il parmigiano. Regolare di sale. Mescolare ancora con una frusta o con il frullatore ad immersione, se si desidera una consistenza vellutata.  Ungere abbondantemente di burro gli stampini. Riempirli con il preparato e posizionarli dentro una teglia da lasagne. Aggiungere acqua calda fino a metà altezza degli stampi e cuocere in forno caldo a 160°C per 30 minuti.
Attendere qualche minuto prima di sformarli nei piatti individuali, contornandoli con la salsa al Castelmagno calda.

martedì 2 febbraio 2016

Domenica 31 Gennaio 2016. Un menu tradizionale.












Un menu di ispirazione tradizionale, in cui ho riproposto alcuni classici di casa come i ventagli di sfoglia e la faraona ripiena (questa volta con il ripieno arricchito da una manciata di pistacchi) e introdotto qualche novità non precisamente riuscita, tipo la torta di mele ubriaca, ricetta tedesca che sulla carta mi aveva ispirato ma poi si è rivelata  deludente.
Ventagli di sfoglia all'acciuga e parmigiano 
Flan di carciofi con salsa al Castelmagno
Faraona ripiena
Insalata di radicchio
Rösti di patate
Torta di mele ubriaca con gelato alla vaniglia e panna montata
Vini
Spumante TrentoDOC Abate Nero Brut
Chianti Classico Giulio de' Medici 2013

lunedì 1 febbraio 2016

Torta di mele 8½

No, non è una oscura allusione al celebre film di Fellini ma una piccola variante apportata alla ricetta della Torta di mele 8. Seguendo il consiglio di Stefano, ho effettuato una pre-cottura - in poco burro e zucchero - della dadolata di mele che va a finire nell'impasto e il risultato finale è stato ottimo. La torta è stata molto apprezzata da mio marito, anche lui grande sostenitore della teoria di Stefano. Raccomando vivamente la ricetta!
NB Ieri, in occasione di un pranzo in famiglia, ho preparato per la prima volta una torta di mele presa da un sito tedesco. Sinceramente, a me non è piaciuta anche se la base, una specie di crumble, aveva delle potenzialità e, sulla carta, l'aggiunta di Calvados alle mele sembrava una buona idea; il distillato, invece,  si faceva prepotentemente sentire, prevaricando tutto il resto dei sapori. A breve  pubblicherò la ricetta, sperando di stimolare  un dibattito che contribuisca al miglioramento del dolce.

TORTA DI MELE 8½

Ingredienti per uno stampo a cerniera diametro 24 cm 
o 26 cm se si desidera un dolce più basso  
3 uova intere
160 g di zucchero semolato per l'impasto + 40g per cuocere le mele
125 g di burro
250 g di farina autolievitante
1 cucchiaino scarso di lievito per dolci
un pizzico di sale
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
3 mele (io ho usato 2 Golden acerbe e 1 Kanzi)
1 cucchiaio di zucchero di canna
burro e farina q.b. per lo stampo
marmellata di albicocche per lucidare
Accendere il forno a 175°C.  Sbucciare e detorsolare le mele; tagliarne due a dadini e una a fettine di 3 mm, utilizzando la mandolina. Fondere il burro nel microonde e lasciarlo raffreddare. Prelevarne un cucchiaio e metterlo in un wok, insieme ai 40 g di zucchero. Far sciogliere lo zucchero nel burro, su fiamma media, poi aggiungere le due mele a dadini, cuocendole a fiamma vivace per circa 7 minuti o fino a quando diventeranno leggermente caramellate. Versarle su un piatto e lasciarle raffreddare. Battere le uova con le fruste elettriche, unendo man mano lo zucchero. Lavorare a lungo, almeno 5 minuti, fino ad ottenere un composto gonfio e sodo a cui si aggiungerà, riducendo la velocità delle fruste al minimo, il burro liquefatto e freddo. Setacciare la farina autolievitante con il lievito e la cannella e unirla gradualmente all'impasto, usando una spatola di silicone. Completare con un pizzico di sale e l'estratto di vaniglia. Unire la dadolata di mele al composto e versare tutto nello stampo, precedentemente imburrato e infarinato. Disporre a raggiera, sulla superficie, le fettine della terza mela, spolverandole con lo zucchero di canna. Cuocere in forno caldo per 40 minuti. Verificare la perfetta cottura con uno stecco di legno infilzato al centro: dovrà uscirne asciutto. Attendere 5 minuti prima di togliere il dolce dallo stampo e farlo intiepidire sopra una gratella. Per una migliore presentazione, si potrà lucidare la superficie della torta con un po' di marmellata di albicocche, precedentemente scaldata a fuoco basso con un goccio di acqua. Servire il dolce con panna montata o crema inglese o una pallina di gelato alla crema.