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lunedì 30 giugno 2014

Spaghetti integrali alla mamma Emma

Se avete l'opportunità di poter acquistare un bel polpo verace (non congelato), non perdete l'occasione di premiarvi con questo appetitoso piatto di pasta che renderà speciale il vostro pranzo della domenica. La ricetta appartiene ad una raccolta, intelligentemente suddivisa in base alle portate, pubblicata anni fa  dall'avvocato Alberto B.(grazie, Alberto!), che comprendeva innumerevoli ricette passate sul forum de La Cucina Italiana online negli anni 1999-2000. Non posso che pensare ancora una volta con rimpianto a quegli anni, in cui gli utenti della Community mettevano generosamente a disposizione il loro sapere culinario, senza soccombere alla moda attuale di proporre solo ricette "firmate" da questo o quello chef  famoso.  
Vi metto prima il mio procedimento e poi quello dell'autore, purtroppo ignoto (se si riconosce, si faccia avanti, in modo da tributargli gli onori e i ringraziamenti che merita), che con prosa vivace ci illustra il modus operandi (il termine "tirare fuori gli spaghetti in ginocchio" è già entrato nel nostro lessico famigliare).  

SPAGHETTI INTEGRALI ALLA MAMMA EMMA


Ingredienti per 2 persone
150 g di spaghetti integrali
1 polpo verace, 800 g circa 
olio extravergine toscano
1 pezzetto di peperoncino fresco, piccante 
2 spicchi d'aglio
prezzemolo
scorza grattugiata di 1/2 limone, non trattato

Sciacquare il polpo sotto acqua corrente (ovviamente il vostro pescivendolo avrà già provveduto a pulirvelo). Io lo cuocio in pentola a pressione in questo modo: riempio la pentola, fino al livello indicato, con acqua aromatizzata da uno spicchio d'aglio e qualche gambo di prezzemolo; vi immergo il polpo e lo cuocio, dal fischio, per circa 30 minuti. Una volta cotto, faccio sfiatare la pressione e lo lascio intiepidire nella sua acqua (garanzia di morbidezza delle carni). Attenzione: l'acqua di cottura non si getta; servirà per lessare gli spaghetti.
Una volta intiepidito, eliminare la pelle strofinando con delicatezza i tentacoli e tagliare il polpo in pezzettini grandi quanto un boccone. Versare nel wok - o in una larga padella - una certa quantità di olio extravergine; aggiungervi uno spicchio d'aglio, sbucciato e tagliato a lamelle, e un pezzetto di peperoncino fresco piccante, tagliato a dadini. Far prendere calore dolcemente, in modo che l'aglio possa rilasciare il suo profumo senza bruciare. Eliminare l'aglio e aggiungere il polpo a pezzetti, facendolo brevemente scaldare. Salare se necessario. Cuocere gli spaghetti nell'acqua di cottura del polpo (salata) e, nel frattempo, tritare un po' di prezzemolo e grattugiare la scorza di mezzo limone. Utilizzando il ragno, estrarre dalla pentola gli spaghetti "in ginocchio", ossia al dente, e depositarli nel wok. Far insaporire brevemente, aggiungendo, se occorre, un po' dell'acqua di cottura. Quando saranno pronti, versarli nel piatto da portata caldo, profumando con il prezzemolo e la buccia grattugiata di limone. Mescolare bene e servire.

SPAGHETTI ALLA MAMMA EMMA (autore sconosciuto)
(Non l’ho mai ritrovata proposta in un libro di ricette e la considero rara!)


Ingredienti:

polpo verace
aglio
olio
peperoncino
prezzemolo
limone
naturalmente spaghetti


Procedimento:
Si mette a bollire il polpo in acqua fredda salata con uno spicchio d’aglio e un gambetto di prezzemolo. Quando sarà cotto, lo si leva dalla pentola, che si mette da parte con il suo prezioso liquido, e lo si taglia a pezzettini grandi quanto un boccone. In un tegame si fanno soffriggere aglio, olio e peperoncino. Quando l’aglio è imbiondito si spegne il fuoco e si versa il polpo così come preparato, mescolando. A questo punto il condimento è pronto. Nella pentola di cottura del polpo si versano gli spaghetti che vanno tirati fuori "in ginocchio" (gli spaghetti, naturalmente), cioè al dente, com’è buon uso. Tirati fuori (cioè usando un forchettone adeguato e non buttandoli nello scolapasta, che li ammassa e li asciuga) vanno versati nel piatto di portata dove nel frattempo sarà stato messo il condimento. Sul tutto va grattugiata della buccia di limone (naturalmente la parte gialla di un limone non trattato) e infine sparso il prezzemolo tagliuzzato. Mescolare bene e servire a tavola.

 

Come pressare bene la base di biscotto della cheesecake

Spesso, nelle ricette della cheesecake,  si legge di pressare bene sul fondo dello stampo la miscela di biscotti+burro che costituisce la base del dolce, senza specificare in che modo (a volte si indica un generico dorso di cucchiaio). Un metodo semplice per raggiungere lo scopo me l'ha suggerito, anni fa, mio marito Mario: usare il pestacarne! Se ci pensiamo bene, è l'uovo di Colombo: pesante quanto basta per compattare ottimamente la base; forma arrotondata per seguire il profilo dello stampo.


Cuocere il grano saraceno

CUOCERE IL GRANO SARACENO
Far bollire l'acqua; aggiungere qualche granello di sale grosso e il grano saraceno, precedentemente risciacquato sotto acqua corrente. Alla ripresa dell'ebollizione, cuocere per 8', trascorsi i quali il liquido  sarà stato assorbito e il grano saraceno si presenterà cotto. Farlo riposare nella pentola, coperto, per ancora 2 minuti poi utilizzarlo come da ricetta.
Proporzione tipo: 
125 g di grano saraceno 
220 g di liquido (acqua o brodo)
Ossia moltiplicare il peso del grano saraceno per 1.76
Naturalmente, il calcolo va considerato un po' elastico; una decina di grammi in più di acqua non farà danno.

Cuocere la quinoa

CUOCERE LA QUINOA
Proporzioni quinoa e liquido di cottura =  1 parte di quinoa  - 2 parti di liquido bollente
Mettere la quinoa  in un colino; lavarla accuratamente e a lungo sotto acqua corrente, strofinando i grani tra le dita per eliminare la saponina, una sostanza che le conferirebbe un sapore amaro. Scolarla molto bene. Scaldare in una padella antiaderente un cucchiaio d'olio; unire la quinoa e farla tostare brevemente. Coprire con il brodo bollente (o acqua), leggermente salato,  e cuocere per 15-20 minuti, fino a quando la quinoa si presenterà gonfia e con un anellino bianco a far da corona a ogni chicco.

giovedì 26 giugno 2014

Fagottini cremosi agli asparagi

Lo so, la stagione degli asparagi è ormai agli sgoccioli, ma ieri al super ne ho trovato ancora un bel mazzetto di provenienza nostrana, per l'esattezza pugliese, e non mi sono lasciata sfuggire l'occasione di preparare per cena questi fagottini davvero deliziosi. Li avevo visti pochi giorni fa sul nuovo numero di Good Food e avevo messo un post-it tra le pagine come promemoria. Nella ricetta originale si usa del prosciutto affumicato e si avvolgono gli asparagi nella sfoglia da crudi. Io ho usato del bacon e siccome i miei asparagi erano di grandi dimensioni, ho pensato di dare loro una breve sbianchita: devo dire che la scelta è stata indovinata. 

FAGOTTINI CREMOSI AGLI ASPARAGI
Ingredienti per 4 persone
1 confezione di pasta sfoglia pronta
12 asparagi, di buone dimensioni
8 fettine di bacon
1/2 confezione di Philadelphia classico (circa 120 g)
1 uovo, leggermente battuto



Scaldare il forno a 200°C. Pelare gli asparagi, eliminando la parte dura del gambo. Scottarli in acqua bollente salata per 4 o 5 minuti ( a dipendenza della grossezza). Scolarli e immergerli brevemente in una ciotola contenente acqua e ghiaccio (per fissarne il colore). Scolarli di nuovo e asciugarli con cura nella carta da cucina. Avvolgere 3 asparagi in due fette di bacon leggermente sovrapposte, preparando in questo modo 4 mazzetti. Appoggiare la pasta sfoglia su un piano leggermente infarinato; tagliarla in 4 parti uguali. Su ogni porzione spalmare un po' di Philadelphia e disporre un mazzetto di asparagi. Avvolgere la sfoglia intorno al mazzetto, lasciando sporgere le punte degli asparagi. Pennellare i fagottini con l'uovo battuto; posarli su una placca rivestita di carta forno. Cuocere per circa 20 minuti o fino a che appariranno dorati. Servire tiepidi, accompagnandoli con un'insalata.

lunedì 23 giugno 2014

Spaghetti di mais ai peperoncini verdi

In questo periodo, con  le giornate che si fanno via via più calde, mi trovo ad arzigogolare su dei nuovi piatti che riescano a stimolare l'appetito e non richiedano di passare troppo tempo ai fornelli. Qualche sera fa, questi spaghetti hanno trovato accoglienza positiva tra i miei familiari; i peperoncini verdi, ingrediente abbastanza negletto nella mia cucina, si sono uniti ad un insolito "pesto" con i capperi, dando vita ad un piatto gustoso, economico e veloce. Dimenticavo: con i dovuti accorgimenti (tutti gli ingredienti utilizzati devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia o  riportare sulla confezione la scritta "senza glutine") diventa un cibo adatto ai celiaci.

SPAGHETTI DI MAIS AI PEPERONCINI VERDI

Ingredienti per 3 persone
220 g di spaghetti di mais (Molino di ferro)
200 g di peperoncini verdi dolci
1 cucchiaiata di capperi, dissalati
1 cucchiaiata di pinoli
1 mazzetto di basilico
1 spicchio d'aglio, possibilmente novello
2 cucchiai di pangrattato di riso (Pedon)
4 cucchiai di olio extravergine
sale
pepe nero dal mulinello

Sciacquare brevemente le foglie di basilico; farle asciugare su della carta da cucina. Mettere nel mixer i capperi, i pinoli, l'aglio e  il basilico, frullando fino a ridurre tutto in crema. Versare in una ciotolina e tenere da parte.  Lavare i peperoncini; tagliarli in due per la lunghezza, eliminando il picciolo, i filamenti bianchi e i semi. Infine, affettarli a julienne. Scaldare in un wok 3 cucchiai d'olio; unire i peperoncini e farli saltare, a fiamma allegra, per qualche minuto,  finché saranno appena appassiti. Salare e pepare, poi aggiungere il pangrattato e farlo leggermente dorare. Cuocere gli spaghetti al dente; scolarli (tenere da parte un mestolino dell'acqua di cottura)e farli insaporire nel sugo di peperoncini. Allungare il "pesto di capperi" con l'acqua tenuta da parte e versarlo sulla pasta. Amalgamare velocemente, unendo l'ultimo cucchiaio d'olio. Servire immediatamente.

venerdì 20 giugno 2014

Cheesecake alle fragole

Ecco la ricetta della cheesecake preparata in occasione del compleanno di mia mamma. E' una ricetta che utilizzo da molti anni, avendola adattata al nostro gusto. A me, per esempio, non piace sentire preponderante il sapore del Philadelphia nella crema; per questa ragione lo stempero sempre con il mascarpone e aggiungo un po' di latte condensato per "arrotondare" il gusto complessivo. La gelatina di copertura si può fare anche con i lamponi (o metà fragole e metà lamponi) o con altra frutta, come le pesche, i mirtilli, il frutto della passione, il mango. Nel caso delle pesche, per la crosta utilizzo un mix di Digestive e di amaretti secchi e aromatizzo la gelatina di frutta con un goccio di brandy.

CHEESECAKE ALLE FRAGOLE
Dosi per una tortiera diametro 24 cm.

Base
250 g di biscotti Digestive
100 g di burro

Crema di formaggio
250 g di Philadelphia
250 g di mascarpone
250 ml di panna fresca
100 g di latte condensato zuccherato
60 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
la scorza grattugiata di 1/2 limone, biologico
3 fogli di gelatina Paneangeli

Gelatina di fragole
500 g di fragole
100 g di zucchero
1 lime
2 cucchiai di Kirsch
5 fogli di gelatina Paneangeli

Base. Preparare uno stampo a cerniera, rivestendo il fondo con un disco di carta forno tagliata a misura e le pareti con una striscia di acetato. Frullare al mixer i biscotti, riducendoli in polvere. Versarli in una ciotola e amalgamarli al burro, precedentemente sciolto e fatto intiepidire. Stendere il composto in uno strato uniforme  sul fondo dello stampo, pressando bene. Mettere lo stampo in frigo il tempo sufficiente a preparare il ripieno.
Crema di formaggio. Ammollare i 3 fogli di gelatina in acqua molto fredda. Versare in una terrina il Philadelphia, il mascarpone, il latte condensato e 30 g di zucchero a velo. Amalgamarli con cura con l'aiuto di un frullino elettrico. Unire l'estratto naturale di vaniglia (o i semi di 1/2 baccello) e la scorza grattugiata del limone, continuando a frullare per qualche secondo. Scaldare 40 ml di panna e farvi sciogliere dentro la gelatina, ben strizzata. Stemperare con cura e far leggermente intiepidire. Colare la gelatina nella crema di formaggio, incorporandola lentamente e sempre con il frullino regolato a bassa velocità. A parte, semi-montare la panna con i rimanenti 30 g di zucchero a velo. Aggiungere la panna al resto, lavorando con delicatezza con una spatola di silicone. Versare il composto nello stampo e mettere a solidificare in frigo per una mezz'ora.
Gelatina di fragole. Ammollare i 5 fogli di gelatina in acqua fredda. Lavare velocemente le fragole sotto acqua corrente; dopo aver tolto i piccioli, frullarle con il succo del lime e lo zucchero. Passare al setaccio la purea, facendola cadere in una brocca. Versare il Kirsch in un recipiente adatto al microonde (io uso una ciotolina di pirex) e farlo scaldare. Togliere dal MO e farvi sciogliere dentro i 5 fogli di gelatina, ben strizzati. Aggiungere lentamente, a filo, un mestolino di purea di fragole, stemperando il tutto con un frustino. Versare questo composto nel resto della purea, sempre amalgamando con cura. 
Trascorsa la mezz'ora, estrarre lo stampo dal frigo e farvi colare, lentamente, la gelatina di fragole. Rimettere a solidificare in frigo. Io lascio il dolce in frigo, ben coperto, per una notte.




Questa l'ho preparata l'altro giorno, in occasione di un importante avvenimento nella nostra parrocchia. Pare sia stata gradita dai numerosi ospiti.
 

mercoledì 18 giugno 2014

Arrosto di maiale con salsa piccante al peperone e salsa verde

Da anni, ormai, quando arriva la stagione estiva preparo molto volentieri questo arrosto freddo, abbinato ad almeno due salse. E' una pietanza che piace a tutti e la possibilità di scegliere tra i due condimenti la rende ancora più attraente. La ricetta da cui ho preso spunto è l' arrosto di maiale in salsa piccante  pubblicato da La Cucina Italiana nell'agosto 2001; ricordo di averlo anche assaggiato durante uno dei primi meeting a Lodivecchio, forse nel 2002, incontri organizzati dai lettori della rivista nonché frequentatori del suo sito internet (allora ai primordi). Se non ricordo male, il piatto era stato preparato da una forumista piemontese e la salsa mi era talmente piaciuta da indurmi a replicarla a casa, qualche giorno dopo. Come dicevo, oltre alla salsa ai peperoni preparo sempre un'alternativa: a volte si tratta della salsa verde (come in questo caso), a volte della tonnata, a volte un salmoriglio. La lonza può essere sostituita dal magatello di vitello ma, secondo me, in questo caso il maiale ci sta proprio bene.

ARROSTO DI MAIALE CON SALSA PICCANTE AL PEPERONE 
E SALSA VERDE

Arrosto di lonza
Ingredienti per 8-10 persone
2 lonze di maiale da 750 g circa cadauna
olio extravergine
sale, pepe appena macinato
un rametto di rosmarino e una foglia di salvia
1/2 bicchiere di vino bianco secco

Accertarsi che i due pezzi di lonza abbiano più o meno le stesse dimensioni poiché un pezzo stretto e lungo e un pezzo  largo e corto, a parità di peso potrebbero avere bisogno di tempi diversi di cottura. Accendere il forno a 180°C. Sciacquare rapidamente la carne; tamponarla in carta da cucina e massaggiarla  su tutti i lati con il sale fino. Legarla con qualche giro di spago per farle mantenere la forma. Scaldare dell'olio in una casseruola e farvi rosolare  la carne su tutti i lati. Profumarla con una macinata di pepe e sfumarla con mezzo bicchiere di vino bianco bollente. Quando il vino sarà evaporato, unire un mestolino di acqua calda; far riprendere il bollore, poi infornare per circa 45/50 minuti. La temperatura al cuore dovrà essere di circa 72 gradi. Togliere la carne dal forno e farla raffreddare su un piatto. Una volta fredda, avvolgerla in carta da forno e, successivamente, in carta alluminio, conservandola  in frigo per una notte. La lonza ben fredda si affetta molto meglio. Al momento del pranzo, tagliare la carne in fette sottili, usando l'affettatrice. Disporre le fette, leggermente sovrapposte, su un paio di vassoi, accompagnando con le salse.

Salsa piccante al peperone
2 grossi peperoni rossi
1 cipolla novella di Tropea
foglie di timo fresco
sale, pepe
peperoncino rosso piccante, fresco
olio extravergine toscano

Ungere con un po' d'olio i peperoni e metterli a cuocere sul BBQ (o in forno) finché la pelle non diventerà tutta bruciacchiata. Trasferirli allora in una ciotola che li contenga a misura, sigillare con pellicola e farli raffreddare. A tempo debito, privarli del torsolo, della pelle, dei semi e dei filamenti e tagliarli in minuscola dadolata. Tagliare il cipollotto nello stesso modo e riunire tutto in una ciotola. Aggiungere il timo, un po' di peperoncino fresco privato dei semi (per la quantità, regolarsi in base al grado di piccantezza che si desidera dare alla salsa) e abbondante olio extravergine. Salare e pepare. Mescolare con cura, lasciando riposare la salsa per qualche ora in modo da far amalgamare tutti i profumi e i sapori.

Salsa verde
le foglie di un bel mazzetto di prezzemolo
1 piccolo spicchio d'aglio (aglio novello, se possibile)
1 filetto di acciuga sott'olio
1 manciata di capperi, dissalati
1 fetta di pane raffermo
aceto di vino rosso q.b.
olio extravergine q.b.
sale, pepe appena macinato

Eliminare la crosta e tagliare il pane a dadini. Due parole sulla qualità del pane: io prelevo una bella fetta da una pagnotta fatta con il lievito madre e vi assicuro che la differenza, per esempio con un pancarré, è evidente. Mettere il ricavato in una ciotola e coprirlo con dell'aceto. Quando il pane si sarà completamente ammorbidito, strizzarlo bene tra le mani e tenerlo da parte. Lavare le foglie di prezzemolo; asciugarle con cura e metterle nel tritatutto insieme allo spicchio d'aglio. Frullare per qualche secondo, poi aggiungere il pane, l'acciuga e i capperi. Frullare fino a ridurre tutto in una purea grossolana. Travasare in una coppetta e diluire con l'olio, aggiungendolo a filo e sempre mescolando con una forchetta o un frustino, per amalgamarlo bene. Regolare di sale e di aceto; profumare con una macinata di pepe. Versare in salsiera e servire.

lunedì 16 giugno 2014

L'ottantaduesimo compleanno di nonna Laura


Ieri grande allegria in casa nostra: la nonna Laura festeggiava il suo compleanno. Ottantadue anni portati alla grande, se ci dimentichiamo per un attimo dei dolori dell'artrosi. Nella gran baldoria del pranzo, ho dimenticato di fotografare molte cose, ma l'essenziale è stato lo spirito della festa: un grande amore per la nostra vecchietta e un ringraziamento a Dio per avercela conservata in tutti questi anni.

Menu di compleanno
Salame di Varzi e olive di Nocellara (per gli inguaribili tradizionalisti di casa)
Focaccia ligure ricoperta di gorgonzola e passata al forno
Girandole alla caprese
Lonza fredda alle due salse: salsa piccante al peperone  e salsa verde
Insalate miste
Cheesecake alle fragole La Belle Auberge
Gelato della nostra gelateria di fiducia
Caffè

Vini
Magnum di spumante "La Versa" Carta Oro Brut
Brunello di Montalcino Banfi 2008 (portato dalla nonna)
Ferrari Maximum Demi-sec  con la cheese cake

venerdì 13 giugno 2014

Torta di ciliegie e amaretti

"Di mag­gio ci­liegie per assaggio, di giugno ci­liegie a pugno"  recita un proverbio e infatti, non appena le ciliegie arrivano sul mercato in abbondanza e a un prezzo ragionevole, mi viene subito il desiderio di preparare un dolce che le contenga. In genere, non penso mai a qualcosa di troppo raffinato ma, al contrario, mi piace impiegarle in quelle torte un po' rustiche nell'aspetto che però, all'assaggio, si rivelano tanto buone. Quest'anno ho variato la ricetta unendo anche gli amaretti, il cui aroma si fonde benissimo con quello dei tondi e rossi frutti.

 TORTA DI CILIEGIE E AMARETTI



Ingredienti per uno stampo a cerniera -  diametro 20 cm

160 g di burro, morbido
160 g di zucchero di canna chiaro
un pizzico di sale
1 cucchiaio di estratto naturale di vaniglia
3 uova + 1 tuorlo, leggermente battuti
150 g di farina autolievitante
1 cucchiaino di lievito per dolci
100 g di farina di mandorle
100 g di amaretti secchi, grossolanamente spezzettati
250 g di ciliegie, al netto dei noccioli
2 cucchiai di Kirsch
zucchero a velo

Dopo aver snocciolato le ciliegie, farle marinare con il Kirsch il tempo sufficiente a  preparare l'impasto. Accendere il forno a 160-170°C. Battere, con le fruste elettriche, il burro con un pizzico di sale e la vaniglia; quando sarà diventato una crema, aggiungere lo zucchero di canna, continuando a montare il composto fino ad ottenere una massa soffice e chiara. Mescolare insieme la farina autolievitante, la farina di mandorle e il lievito passato al setaccio (polveri). Aggiungere alla crema di burro le uova battute e le polveri, inserendole in tre riprese (prima un po' di uova, poi un po' di polveri, di nuovo uova, polveri, uova, polveri), mescolando con cura. Imburrare e infarinare lo stampo, mettendo sul fondo un cerchio di carta forno ritagliato a misura. Stendere metà del composto nello stampo; distribuire sulla superficie 60 g circa di amaretti e la metà delle ciliegie. Ricoprire con il resto dell'impasto, decorando con gli amaretti e le ciliegie avanzati.  Cuocere per circa 55-60 minuti, verificando l'avvenuta cottura con uno spiedino di legno conficcato al centro: dovrà uscirne asciutto. Togliere dal forno e aspettare 15 minuti prima di levare la torta dallo stampo. Servire il dolce decorato con qualche ciliegia fresca e un ciuffo di menta. Volendo, anche una spolverata di zucchero a velo non ci sta male.
Annota bene: il dolce si mantiene un paio di giorni se conservato in frigo (il mio non è arrivato a sera).

giovedì 12 giugno 2014

Turkey Caesar salad

Cosa fare con gli avanzi del petto di tacchino precedentemente cucinato? Una Caesar salad talmente buona da convincermi a preparare un altro arrosto solo per poterla gustare di nuovo.

TURKEY CAESAR SALAD


per 2 persone
1 cespo di lattuga romana
4 fette di arrosto di tacchino al limone, tagliate a dadini
2 fette di pane raffermo - ricavate da una pagnotta fatta con lievito madre - e tagliate a dadini
1 cucchiaino di burro chiarificato e un filo d'olio extravergine, per rosolare il pane
parmigiano reggiano, grossolanamente grattugiato, in dose a piacere (senza esagerare)

Salsa Caesar alla Belle Auberge
1 cucchiaio di olio di vinacciolo
1 cucchiaio di olio extravergine
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di yogurt greco % grassi
sale, pepe dal mulinello
1 cucchiaino scarso di senape di Digione
1 filetto di acciuga sott'olio
una microscopica fettina d'aglio, possibilmente novello

Mettere tutto in un bicchiere alto e stretto ed emulsionare la salsa con il frullatore ad immersione.

In una padella antiaderente o nel wok scaldare il burro e l'olio; farvi saltare i dadini di pane per qualche minuto, fino a farli diventare dorati. Metterli a raffreddare su un foglio  di carta da cucina. Lavare e asciugare le foglie di insalata, poi tagliarle grossolanamente e disporle in un'ampia insalatiera. Aggiungere il tacchino a dadini, il pane e il parmigiano. Condire l'insalata con la salsa preparata, mescolando con cura.

mercoledì 11 giugno 2014

Arrosto di tacchino al limone

Con l'arrivo dei primi caldi - e che caldo: in questi giorni si sono raggiunti i 35°! -  cerco sempre di portare in tavola piatti leggeri ma, allo stesso tempo,  capaci di stimolare l'appetito fattosi improvvisamente fiacco. Agrumi e spezie  diventano i miei più fidi alleati, come nel caso di questo arrosto di tacchino che, va detto, io preferisco di gran lunga servito freddo, tagliato a fettine sottili oppure ridotto a cubetti e aggiunto alla mia speciale Turkey Caesar Salad.

ARROSTO DI TACCHINO AL LIMONE


Ingredienti per 4 persone
900 g di petto di tacchino
sale fino
pepe nero,  appena macinato
2 grossi limoni biologici, il succo e la scorza grattugiata
2 cucchiai di olio extravergine
1 pizzico di zenzero in polvere
1 cucchiaino di senape in polvere Colman's
1 cucchiaino di paprika dolce
1 bicchiere scarso di vino bianco secco
un rametto di rosmarino
2 rametti di timo

Massaggiare il petto di tacchino con il sale, poi legarlo con dello spago da cucina per fargli mantenere la forma. Prendere una ciotola in pirex; versarci dentro il succo e la scorza grattugiata dei limoni, 1 cucchiaio di olio, una macinata di pepe, lo zenzero, la senape e la paprika. Mescolare bene con un frustino e immergere il petto nella marinata. Coprire la ciotola con della pellicola per alimenti e tenere in fresco per un paio d'ore, girando la carne ogni mezz'ora.
Scaldare l'altro cucchiaio di olio in una casseruola; farvi rosolare il tacchino (sgocciolato) su tutti i lati; aggiungere la marinata rimasta nella ciotola e, dopo un minuto, sfumare con il vino bianco bollente. Cuocere in forno a 180°C per circa un'ora, unendo le erbe aromatiche a metà cottura e, se il sugo si asciugasse troppo, un po' di acqua bollente. Far riposare l'arrosto una decina di minuti (coperto con carta alluminio) prima di affettarlo. 
L'arrosto si può preparare anche in pentola a pressione: rosolare la carne nell'olio per qualche minuto; aggiungere la marinata e, in seguito, il vino bianco bollente. Appena sarà sfumato, unire un mestolo di acqua bollente e le erbe aromatiche. Chiudere con il coperchio e, al fischio, cuocere per circa 35 minuti. Far restringere il sugo su fiamma alta se dovesse sembrare troppo abbondante.
Annota bene: questo arrosto, secondo il mio parere, diventa ancora migliore servito freddo, affettato sottilmente e coperto dal suo sughetto che, dopo la permanenza in frigorifero, diventerà una saporita gelatina.

venerdì 6 giugno 2014

Crema di piselli con capesante marinate

Una minestra da servire quando si hanno ospiti a cena e si vuole fare bella figura  senza spendere un capitale. La crema di piselli, oltre ad essere di stagione,  è deliziosa e la guarnizione di capesante marinate e pomodori rende il tutto molto fresco e inusuale.

CREMA DI PISELLI CON CAPESANTE MARINATE


Ingredienti per 4 persone

Per la crema di piselli
1 cucchiaino di burro chiarificato
1 cucchiaio di olio extravergine delicato
1 foglia di alloro
80 g di bianco di porro, tritato
30 g di cipollotto, tritato
180 g di patate farinose, sbucciate e tagliate a tocchetti
400 g di pisellini surgelati
500 g di brodo vegetale

Per le capesante marinate
6 noci di capasanta, senza il corallo
1 cucchiaio di olio extravergine delicato
scorza grattugiata di 1/2 limone, biologico
50 g di vino bianco secco
un pezzetto di zenzero, grattugiato
sale; pepe bianco dal mulinello

una manciata di pomodorini ciliegia, spellati e tagliati a dadini.

Far stufare dolcemente, in olio e burro, il porro e il cipollotto, profumando con la foglia di alloro. Unire le patate; farle insaporire per qualche minuto; salare e coprire con il brodo bollente. Quando si saranno sfatte - occorreranno circa 20 minuti - unire i piselli e continuare la cottura per 6 o 7 minuti. Togliere la foglia di alloro e frullare tutto con cura. Volendo, passare al colino cinese per una consistenza più vellutata. Aggiustare di sale e profumare con una macinata di pepe. Tenere in caldo.
Mentre la minestra cuoce, sciacquare le capesante; asciugarle con delicatezza con della carta da cucina; tagliare ognuna in fettine sottili. Versare in una ciotola il vino, la scorza di limone, l'olio, lo zenzero grattugiato (1 cucchiaino), sale e pepe. Mescolare con cura e farvi marinare le fettine di capasanta per una mezz'oretta.  Lavare i pomodorini e scottarli in acqua bollente per qualche secondo. Raffreddarli immediatamente; spellarli; privarli dei semi e tagliarli a cubetti.
Versare la crema di piselli nei piatti, decorando con le fettine di capasanta, i pomodorini e qualche fogliolina di menta.



giovedì 5 giugno 2014

Filetti di cernia con panatura aromatica

Venerdì scorso, ho trovato dal pescivendolo dei bei filetti di cernia, un pesce che non compro spesso perché non so mai come cucinarlo, oltre che farlo in guazzetto con pomodori e olive. Ho chiesto consiglio all'esperto venditore, il quale mi ha suggerito di impanarlo come una cotoletta. L'idea non mi è dispiaciuta e, entrando in cucina, ho pensato a questa panatura molto fresca e aromatica, grazie alla scorza dei meravigliosi limoni biologici che trovo  in questo periodo e alla fragranza del timo appena colto in giardino. Non volendo aggiungere altri tuorli al menu, visto che avevo in programma gli asparagi con zabaione salato, ho utilizzato come collante il solo albume. 
FILETTI DI CERNIA CON PANATURA AROMATICA

Ingredienti per 4 persone
4 filetti di cernia
latte q.b.
1 albume
pangrattato di riso q.b.
sale
la scorza grattugiata di un limone, biologico
foglioline di timo
un pizzico di pepe di Cajenna
olio extravergine, dal sapore delicato

Sciacquare rapidamente i filetti; tamponarli con carta da cucina e metterli a bagno nel latte per una mezz'oretta.  Qualcuno si potrà domandare perché compio tale azione. Semplice: a me sembra che con questo metodo il pesce acquisti più morbidezza. Liberissimi di contraddirmi. Veniamo al dunque. Dopo l'ammollo preliminare, asciugare con cura i filetti e salarli un pochino su entrambi i lati. Preparare in un piatto il pangrattato di riso - chi non ha problemi con il glutine usi pure un  pangrattato normale, ma vi assicuro che il pangrattato di riso dona una croccantezza invidiabile - e grattugiarvi sopra la scorza del limone, che sarà stato precedentemente lavato.  Aggiungere delle foglioline di timo appena colto e un pizzico di pepe di Cajenna. Mescolare con cura. Battere con una forchetta l'albume, giusto per slegarlo un po'. Passare i filetti prima nell'albume e poi nella panatura, rivestendoli per bene. Scaldare in padella dell'olio e farvi dorare i filetti qualche minuto per parte. Servire caldissimi con un contorno di verdure.

mercoledì 4 giugno 2014

Zabaione salato al limone ovvero...

...una salsa olandese più ariosa e meno calorica. E' una tecnica che ha sviluppato Raymond Blanc,  nato in Francia ma ormai da anni uno degli chef più apprezzati del Regno Unito. E'  proprietario dell'hotel-ristorante "Le Manoir Aux Quat'Saisons"a Great Milton, nell' Oxfordshire (il ristorante ha ottenuto 2 stelle Michelin),ed è molto noto al grande pubblico per la partecipazione a numerose trasmissioni televisive a carattere gastronomico. Chef Blanc assicura che questo "lemon sabayon" è cinque  volte meno calorico di una salsa olandese classica pur triplicandone il volume.  Si accompagna bene alle verdure, in special modo agli asparagi, ma è buono anche con il pesce bollito o arrosto.

ZABAIONE SALATO AL LIMONE
Ingredienti per 4 o 5 persone
3 tuorli d'uovo (biologico)
4 cucchiai di acqua fredda (io ne ho messi 3)
50 g di burro, fuso e ancora caldo (io  ho usato burro chiarificato)
un pizzico di sale
un pizzico di pepe di Caienna
10 ml di succo di limone

Prendere una ciotola resistente al calore; romperci dentro i tuorli e aggiungere l'acqua fredda. Cominciare a montare con le fruste elettriche, a velocità alta, fino ad aumentare il volume di 4 o 5 volte. Spostare la ciotola su un bagnomaria caldo (attenzione: il fondo della ciotola non deve toccare l'acqua) e continuare a sbattere fino a quando la massa si ispessisce. Occorreranno alcuni minuti. Non smettere di frullare appena si vede un po' rassodare la salsa poiché il risultato finale potrebbe risultare meno stabile. Togliere dal bagnomaria la ciotola e aggiungere, pochissimo alla volta e frullando a bassa velocità, il burro fuso e ancora caldo (un po' come quando si aggiunge l'olio alla maionese). Quando la salsa sarà diventata soda, unire il resto degli ingredienti. Servire in salsiera senza attendere troppo.

martedì 3 giugno 2014

A S.Siro in 50mila: il campo è il mondo

Ieri è stata una giornata memorabile: ci siamo trovati in 50mila allo stadio S. Siro per festeggiare, con il cardinale Scola, i ragazzi che riceveranno (o hanno già ricevuto) il sacramento della Cresima in questo anno 2014. Ragazzi, genitori, accompagnatori, catechisti e sacerdoti appartenenti alle sette Zone pastorali della diocesi (contrassegnate da altrettanti diversi colori) tutti insieme per dire alla città e al mondo che è bello essere cristiani; che è bello sentirsi amati dal Signore; che è bello avere una speranza nel cuore. Un colpo d'occhio formidabile! Più di mille figuranti hanno animato una coreografia ispirata alla lettera pastorale "Il campo è il mondo" e alla rappresentazione della "parabola del grano e della zizzania" (Mt 13,24-30). Poi c'è stato il momento della preghiera di intercessione e il gesto di carità: la raccolta delle offerte per la costruzione di un pozzo e di una fattoria a Katako, in Congo.
 
"Questi ragazzi sono qui in 50 mila perché hanno capito, alla loro piccola età, che se non c'è una direzione di cammino non si può guardare al domani"  ha detto il cardinale Angelo Scola, a margine dell'incontro. "Un fenomeno di questo genere - ha continuato Scola - è un segno di potenza e di speranza per il futuro".