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martedì 30 marzo 2010

Pico de Gallo

Il tempo atmosferico di questi giorni sembra confermare il vecchio adagio "marzo pazzerello, esce il sole e prendi l'ombrello! "; le giornate luminose e calde si alternano a quelle buie e fredde (poco fa, da queste parti, è scesa una grandinata da paura!). Anche nella mia cucina, le preparazioni seguono il ritmo sincopato imposto da questo mese ballerino; questa sera, dato il tempo, servirò per cena un caldo polpettone con contorno di patatine al forno, proprio il contrario di questa fresca e saporosa salsa che ho offerto pochi giorni fa con l'aperitivo, quasi un anticipo d'estate. Grande classico della cucina messicana, la salsa Pico de Gallo (Becco di gallo) si preparara in un baleno ed è così fresca e deliziosa che, ne sono sicura, sparirà in un attimo anche a casa vostra. La mia ricetta è ispirata a quella di Jacques Pépin, con le mie solite personalizzazioni.



3 grossi pomodori ramati
1 cipollotto o 2 piccoli
3 peperoncini verdi dolci
sale
un pizzico di cumino in polvere
1 cucchiaio di salsa Ketchup
succo di 1/2 lime
prezzemolo freschissimo tritato (occorrerebbe il coriandolo, ma non è facile trovarlo)

Scottare i pomodori in acqua bollente, spellarli, privarli dei semi e tagliarli in minuscola dadolata. Tritare il cipollotto nelle medesime dimensioni, così pure i peperoncini verdi, avendo cura di eliminare semi e filamenti. Riunire il tutto in una ciotola, completando con un pizzico di sale, cumino, Ketchup, succo di lime e prezzemolo. Io preferisco far insaporire la salsa, in frigorifero, almeno un'ora prima di offrirla accompagnata dai tradizionali nachos chips.

lunedì 29 marzo 2010

Treccia pasquale

Un pane salato da servire preferibilmente appena sfornato, per gustarne appieno la fragranza. Volendone anticipare la preparazione, consiglio di fasciarlo bene in un doppio strato di carta forno e alluminio e, al momento di andare in tavola, riscaldarlo per qualche minuto in forno. La ricetta è della Cucina Italiana, aprile 2004, lievemente modificata nelle dosi di lievito.



350 g di farina 0
20 g di lievito di birra
250 g di salsiccia a metro
100 g di cipollotti
40 g di parmigiano grattugiato
3 uova
vino bianco secco (io ne ho messo circa 80 g)
1 cucchiaio d'olio extravergine
1/2 cucchiaino di sale fino
pepe nero del mulinello

Spellare, sbriciolare la salsiccia e rosolarla, con il suo solo grasso, in un wok antiaderente con i cipollotti tritati. Far raffreddare. Mettere nella ciotola dell'impastatrice la farina, il lievito sbriciolato, una bella macinata di pepe, il parmigiano, l'olio e il soffritto di salsiccia e cipollotti. Avviare la macchina aggiungendo, gradualmente, il vino bianco e il sale. Lavorare fino ad ottenere una pasta morbida ed elastica, che si staccherà dalle pareti del recipiente. Far lievitare in luogo tiepido finché la pasta sarà raddoppiata di volume, poi lavorarla brevemente con le mani per sgonfiarla. Tagliarla in 3 pezzi formando altrettanti filoncini che si andranno ad intrecciare (conservare un pezzettino di impasto). Inserire nella treccia le uova, fissandole con delle striscioline fatte con la pasta tenuta da parte. Depositare la treccia su una placca coperta da carta forno e lasciarla lievitare per una mezz'ora. Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 40-45 minuti.

Torta morbida al cioccolato, prugne e Armagnac (senza glutine)

E' un dolce piuttosto inusuale, buonissimo e di facile preparazione. La ricetta potrà venire utile nelle prossime settimane, quando si avranno le uova di cioccolato da smaltire. La versione originale è di Delia Smith e la potete trovare qui.




Per la torta:
150 g di cioccolato fondente (75% di cacao) grattugiato
80 g di prugne secche snocciolate
un dito di Armagnac
150 g di burro morbido
150 g di zucchero di canna chiaro
5 uova (separate)
150 g di farina di mandorle

Per decorare:
110 g di cioccolato fondente (50% di cacao)
3 cucchiai di latte
10 g di burro
qualche cucchiaio di Armagnac
12 ovetti di cioccolato

Per accompagnare:
200 ml di panna fresca
1 cucchiaio di Armagnac

La sera prima: risciacquare le prugne poi metterle a mollo nell'Armagnac.
L'indomani: sgocciolarle e tritarle con un coltello. Battere con le fruste elettriche il burro e lo zucchero di canna, finché il tutto diventerà un composto soffice e chiaro. Unire, a più riprese, i tuorli, leggermente sbattuti. Con l'aiuto di una spatola flessibile, aggiungere il cioccolato grattugiato, la farina di mandorle, le prugne tritate e un po' del loro liquido di ammollo. Battere a neve gli albumi e unirli delicatamente al composto. Versare il preparato in una teglia quadrata (20cm) rivestita di carta forno e cuocere in forno caldo a 170°C per circa 45-55'. Togliere la torta dal forno e lasciarla intiepidire nello stampo. Sformarla e metterla sopra una griglia. Pennellare il dolce con un po' di Armagnac.
Fondere, a bagnomaria, il cioccolato rotto a pezzi. Scaldare a parte il latte con il burro. Quando starà per spiccare il bollore, spegnere e aggiungere un cucchiaio di Armagnac. Unire il preparato al cioccolato fuso e caldo, mescolando accuratamente. Spalmare la glassa sul dolce e decorare con gli ovetti di cioccolato. Quando la glassa sarà indurita, tagliare il dolce in dodici quadrati.

Si può servire con panna montata aromatizzata all'Armagnac.


Linguine alle zucchine e limone

Una ricetta che mi è stata ispirata da quella vista su un mensile inglese. Ho come l'impressione che gli chef d'oltremanica, quando si tratta di cucina italiana, ritengano indispensabile aggiungere succo o scorza di limone alle loro preparazioni, forse per dare un tocco di mediterraneità al piatto. Ad ogni modo, in questa pasta in particolare, il limone non ci stà sta male e aggiunge freschezza e un'aria di bella stagione al tutto.



Per 4 persone:
320 g di linguine
2 zucchine medie
1 cipollotto
scorza grattugiata di 1 limone bio
foglie di basilico
petali di parmigiano reggiano
sale, pepe nero del mulinello

Lavare accuratamente le zucchine, spuntarle e tagliarle alla julienne con la grattugia a fori grossi. Tritare finemente il cipollotto; metterlo ad appassire in un wok con qualche cucchiaio d'olio. Unire le zucchine e farle saltare a fiamma alta per un minuto (non di più, o diventeranno troppo morbide).Salare. Lessare la pasta al dente, scolarla e trasferirla nel wok. Unire il basilico e la buccia grattugiata del limone. Saltare velocemente la pasta, poi suddividerla nei piatti, completando con ancora un po' di basilico, petali di grana, un filo d'olio e una macinata di pepe.

Asparagi verdi con salsa ciboulette



Lavare accuratamente gli asparagi, riducendo con il pelapatate le parti finali più fibrose. Pareggiare i gambi, legarli in mazzetti e cuocerli in acqua bollente leggermente salata, badando a che le punte rimangano fuori dall'acqua. I tempi sono in base alla grossezza dell'asparago. Una volta pronti, estrarre i mazzetti con un ramaiolo, slegarli e disporre gli asparagi nel piatto di portata. Io li condisco con un filo di olio extravergine e una spolverata di parmigiano. A parte, servo la

SALSA CIBOULETTE

1 uovo sodo
1 cucchiaino di senape
1 mazzetto di erba cipollina
2 cucchiai di aceto bianco
6 cucchiai di olio extravergine
sale e pepe del mulinello

Tritare finemente l'uovo sodo e, separatamente, l'erba cipollina. In una ciotola, diluire la senape con l'aceto quindi versare, a filo, l'olio, montando la salsa con una frustina. Aggiungere l'uovo e l'erba cipollina, salare e pepare. Dare una bella mescolata e portare in tavola. Si può usare anche il frullatore ad immersione, mettendo tutti gli ingredienti nel bicchiere ad esclusione dell'erba cipollina, che si aggiungerà a mano alla fine.

martedì 23 marzo 2010

Spaghettini alla coda di rospo

Cucina veloce per due persone. Mentre l'acqua per la pasta arriva a bollore, si fa soffriggere uno scalogno tritato in poco olio extravergine. Nel frattempo, si taglia a dadini del filetto di coda di rospo, già privato di pelle e lisca (poca roba, 100 grammi). Si fa saltare la dadolata di pesce nel soffritto, giusto un minuto, si sfuma con due dita di vino bianco secco, riscaldato a parte. Immediatamente si leva il pesce con una ramina e si getta al suo posto una dozzina di pomodorini, chiamati "mini san Marzano", tagliati in quattro e privati dei semi e dell'acqua di vegetazione. Una scottata di un paio di minuti, poi si sala. Quando gli spaghettini sono cotti al dente, si scolano e si versano nella padella del sugo, Si aggiunge il pesce, leggermente salato, si dà una veloce saltata e si dispone nei piatti, decorando con una manciata di prezzemolo trito. Con questo sistema, la coda di rospo rimane morbidissima e succosa.


lunedì 22 marzo 2010

Le gioie di Orsy

Orsy è un'amica milanese,trasferitasi da tempo in una ridente (una volta si diceva così) cittadina toscana. Ufficialmente fa la traduttrice di narrativa, mestiere che sa svolgere con autentico talento, ma le sue grandi passioni sono i gatti e, ultimamente, le pietre semipreziose, con cui riesce a creare gioielli di grande fascino. Di seguito, alcune immagini della mia collezione privata. Per maggiori informazioni, consiglio di visitare il suo blog "Le gioie di Orsy", dove troverete descritte le proprietà delle pietre e potrete farvi un'idea del suo mondo .





Collana in turchesi, quarzo fumé e perle coltivate. Fermaglio in argento.





Girocollo con diaspro giallo, ambra pressata e quarzo fumé. Fermaglio in argento.






Collana in diaspro paesaggio con agate sfaccettate Fermaglio in argento.




Girocollo in labradorite e perle coltivate. Fermaglio in argento.





Girocollo. Centrale di quarzo ialino (cristallo di rocca), ametista chiara , chips di opale rosa e perle a disco coltivate. Fermaglio in argento.